La didattica a distanza per le scuole superiori in tutta la Lombardia non trova il benestare dei sindaci di tutta la regione, compreso Beppe Sala che fa sapere di aver chiesto un incontro col presidente Fontana che incontrerà questo pomeriggio. "Noi sindaci ci stiamo ponendo delle domande in merito a questa scelta e oggi alle 13 incontreremo il presidente Fontana per discutere del tema scuola – ha spiegato il sindaco di Milano Beppe Sala intervenuto questa mattina a Rtl – noi siamo contrari e per questo come abbiamo fatto proporremo la didattica integrata per le scuole di tutti i gradi. Non ha senso in questo momento: bisogna alternare didattica a distanza e presenza a scuola".

Oggi alle 13 incontro tra i sindaci e il presidente Fontana

Con l'ordinanza firmata nel pomeriggio di ieri, d'intesa con il ministro della Salute, Roberto Speranza, Regione Lombardia ha imposto che a partire da lunedì 26 ottobre le scuole superiori della Lombardia realizzino "le proprie attività in modo da assicurare il pieno svolgimento della didattica a distanza per le lezioni". "Le scuole secondarie di secondo grado e le istituzioni formative professionali secondarie di secondo grado devono realizzare le proprie attività in modo da assicurare lo svolgimento delle lezioni mediante la didattica a distanza delle lezioni, per l’intero gruppo classe, qualora siano già nelle condizioni di effettuarla e fatti salvi eventuali bisogni educativi speciali", si legge nel testo dell'ordinanza che in una prima bozza invece prevedeva per le scuole di tutti i gradi la didattica digitale integrata.

I presidi: Per la politica la scuola non è centrale in questo Paese

Di fatto sembra così che la decisione del governatore Fontana sia stata presa senza un ok da parte dei sindaci ma non solo. Sul tema è intervenuto anche Antonello Giannelli, Presidente Anp: "È una decisione non condivisibile perché pregiudica l’autonomia scolastica senza una vera ragione: le scuole non sono focolai di contagio. Ancora una volta la politica dimostra, con i fatti, di non attribuire alla scuola quella funzione centrale per il Paese di cui aveva tanto parlato nei mesi scorsi".