"Il virus c'è, continua a girare tra di noi. Si pensava di aver passato il peggio e invece questo dimostra che non bisogna abbassare la guardia". Fuori dai cancelli dell'azienda agricola si controlla la febbre a tutti. I lavoratori entrano ed escono pronunciando poche parole. Luciano Chiminazzo, vicesindaco di Rodigo, il paese provincia di Mantova dove è stato scoperto un focolaio di oltre 100 persone infettate dal coronavirus, riflette sulla situazione ai microfoni di Fanpage.it. "Non bisogna abbassare la guardia, bisogna mantenerla alta, con mascherine, pulizia della mani, distanziamento. Perché basta un niente per creare un grosso problema".

Direttore Ats Valpadana a Fanpage: Mai trovato prima un focolaio così

Ed è un grosso problema quello che l'Ats Valpadana si è trovata ad affrontare a Rodigo, dopo che un focolaio con 101 positivi è stato individuato all'interno dell‘azienda agricola Francescon. "Siamo di fronte a un focolaio che finora non avevamo mai trovato", ha spiegato a Fanpage.it il direttore sanitario dell'Ats, Silviana Cirincione, "abbiamo già sottoposto a tampone 222 dei lavoratori di questa azienda, 100 dei quali operano in due capannoni dedicati al confezionamento ed all’imballaggio dei prodotti alimentari, e individuato a ieri 101 persone positive".

Per quanto riguarda i lavoratori impiegati nei campi, spiega l'Ats Valpadana in una nota, attualmente solo uno di loro è risultato positivo sui 39 testati. Al momento, 8 persone risultano paucisintomatiche, mentre 2 pazienti sono ricoverati in ambiente ospedaliero.

Previsti screening su migliaia di persone

La maggior parte dei positivi è asintomatica. "Oggi sono ancora lì le Usca che stanno facendo i tamponi agli altri lavoratori, che sono un po' più di 400", ha aggiunto Cirincione. Ats prevede di allargare le attività di screening a tutte le aziende agricole più grosse. "Stiamo lavorando per recuperare gli elenchi di tutti i lavoratori per poter andare a fare il tampone. I numeri ancora non li abbiamo, sicuramente saranno migliaia di persone nelle prossime settimane". 

L'amministratore dell'azienda: A casa tre quarti del personale, rischiamo il collasso

I lavoratori si dicono preoccupati, parlando a mezza voce fuori dall'azienda. E non nasconde lo smarrimento anche l'amministratore delegato Bruno Francescon: "Ho a casa tre quarti del mio personale e non so dove girarmi, non so dove sbattere la testa perché devo evitare il collasso totale dell'azienda".