Sono accusati del reato di costrizione o induzione al matrimonio perché avrebbero voluto portare in Pakistan la figlia per farla sposare con un uomo scelto dalla famiglia: sono i genitori di una ragazza di 23 anni di origini pakistane e residente a Brescia. La ragazza accusa inoltre sia i genitori che il fratello di maltrattamenti in famiglia.

La 23enne: Volevano mandare le mie sorelle in un convento

"I miei genitori volevano mandare in Pakistan me e mia sorella di 21 anni per farci sposare con un matrimonio combinato": sono le parole pronunciate – come riporta il quotidiano "Il Giornale di Brescia" – dalla giovane durante l'udienza. La 23enne ha inoltre affermato che – secondo il volere della sua famiglia – le altre due sorelle più piccole sarebbero dovute andare in un convento.  Durante il processo, ha raccontato che i genitori avrebbero iniziato a parlarle di matrimonio già all'età di 16 anni: "Ho fatto finta di niente fino a quando non hanno iniziato a muoversi con i parenti in Pakistan per trovare il promesso sposo".

La ragazza dopo il liceo si era rivolta all'associazione "Casa delle donne"

La ragazza ha affermato che dopo la fine del liceo si era rivolta all'associazione Casa delle donne per segnalare il problema: "Non volevo scappare per non lasciare sole le mie tre sorelle più piccole". Sempre durante il processo, la giovane ha raccontato che i genitori l'avrebbero minacciato sostenendo che se non avesse fatto quanto da loro richiesto "avrebbe fatto la fine di Sana". I due si sarebbero riferiti alla giovane, residente a Brescia, uccisa in patria dai parenti proprio perché aveva rifiutato le nozze.