Facevano entrare cellulari per i detenuti nel carcere di Opera a Milano, due arresti: accordi per 178mila euro

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Fonte: LaPresse
La squadra mobile di Milano e il NIR Lombardia hanno arrestato due persone per corruzione e introduzione indebita di dispositivi di comunicazione all’interno di istituti penitenziari: avrebbero fatto entrare illegalmente telefoni nel carcere di Opera.

Facevano entrare illegalmente telefoni nel carcere di Opera. Per questo motivo la squadra mobile di Milano e il nucleo investigativo regionale Lombardia della polizia penitenziaria hanno arrestato due persone gravemente indiziate per corruzione e introduzione indebita di dispositivi di comunicazione all'interno di istituti penitenziari: si tratta di un uomo già detenuto e di un intermediario esterno.

Le indagini

L'attività investigativa è stata avviata a seguito dell'arresto in flagranza, avvenuto il 30 marzo scorso presso la casa di reclusione di Milano Opera, dell'infermiere Alfredo Berati, che all'epoca era in servizio all'istituto, e di un detenuto di nome Karay, sorpresi mentre introducevano illecitamente 5 telefoni cellulari destinati alla popolazione carceraria.

Le successive indagini, condotte attraverso l'analisi dei tabulati telefonici e l'acquisizione di immagini di videosorveglianza, hanno poi consentito di ricostruire una pluralità di episodi nei quali un detenuto, pur ristretto, gestiva dall'interno dell'istituto un'attività organizzata di approvvigionamento e distribuzione di dispositivi mobili, avvalendosi della collaborazione dell'infermiere che, proprio in cambio della sua prestazione, avrebbe fatto accordi per 178mila euro. "Ciò che si ritiene debba essere tutta via evidenziato è che Karay tramite i cellulari interloquendo sia con soggetti di nazionalità albanese e con soggetti di nazionalità italiana è in grado di organizzare l'acquisto di dispositivi e schede telefoniche con successiva consegna di tali dispositivi presso la casa di reclusione", ha scritto il gip.

Le indagini hanno, infine, individuato il ruolo di un intermediario esterno – che è anche il secondo destinatario del provvedimento restrittivo – incaricato della consegna del denaro e dei dispositivi, a conferma dell'esistenza di un accordo corruttivo tra i soggetti coinvolti.

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