Effetto Crans Montana, un altro locale chiuso a Milano: “Uscite bloccate e sovraffollamento incontrollato”

Un’altra discoteca abusiva è stata chiusa dopo il giro di vite deciso dalla Prefettura di Milano in seguito alla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, dove 40 giovanissimi hanno perso la vita nell'incendio del locale Le Constellation. Dopo gli interventi in via Lecco e in via Boncompagni, i sigilli sono scattati stavolta all’Heden Cafè di via Giovanni Pierluigi da Palestrina, a pochi metri da piazzale Loreto.
Il sequestro preventivo è stato disposto ieri sera dalla pm Marina Petruzzella ed eseguito dalla polizia locale, guidata dal comandante Gianluca Mirabelli. Un provvedimento che, in realtà, arriva al termine di un’indagine avviata già la scorsa estate, e dopo un ordine di cessazione dell’attività già notificato lo scorso settembre al gestore del bar milanese, che durante il giorno fa anche caffetteria, tavola calda e steak-house.
La sala sovraffollata
Il primo controllo risale alla notte del 12 luglio 2025 quando gli agenti sono intervenuti a seguito delle numerose segnalazioni dei residenti. I poliziotti, in quell'occasione, hanno constatato come attraverso una strettissima scala si accedesse a una sala sotterranea di circa 170 metri quadrati, allestita come una vera e propria discoteca con tanto di pista da ballo, consolle del dj, luci stroboscopiche, bar e musica ad altissimo volume, popolata in quel momento da circa 60 persone.
Uscite non sicure
Le verifiche dei ghisa, in quell'occasione, avevano messo in luce gravi criticità sul fronte della sicurezza. Una delle porte di uscita sarebbe stata infatti difficilmente visibile e ostacolata dalle installazioni. Un’altra, dotata di maniglione antipanico, conduceva a un vano secondario ma risultava inutilizzabile perché il dispositivo era danneggiato.
Per tutti questi motivi Il 16 settembre il Comune aveva ordinato l’immediata cessazione dell’attività di trattenimento danzante, mentre il presidente del consiglio di amministrazione della società, un 38enne originario dell'Ecuador, era stato indagato per l’apertura di un luogo di pubblico spettacolo senza autorizzazioni e senza il rispetto delle prescrizioni a tutela dell’incolumità pubblica. A lui era stata contestata anche la vendita di alcolici oltre l’orario consentito, anche fino alle 4 di notte.
L'attività mai interrotta e i controlli dopo Crans Montana
Nonostante il provvedimento, però, l’11 gennaio scorso la polizia locale è tornata all'interno del locale, dove erano stipate in quel momento circa 80 persone nelle stesse condizioni già ritenute pericolose durante il primo controllo. A distanza di mesi, inoltre, i titolari non avevano nemmeno provveduto a riparare il maniglione antipanico di una delle porte, potenziale via di fuga in caso di emergenza. Da qui la decisione di disporre il sequestro preventivo: per gli inquirenti, lasciare il locale nella disponibilità dei gestori avrebbe potuto esporre gli avventori a gravi pericoli, soprattutto in caso di incendio o di altri eventi critici.
"La chiusura ha carattere temporaneo. Il locale necessita di interventi e adempimenti relativi a specifici aspetti amministrativi e non incide sulla correttezza e professionalità con cui abbiamo operato nei confronti dei nostri clienti", fanno sapere intanto i gestori dell'Eden Cafè. "È nostra intenzione svolgere i suddetti interventi nel più breve tempo possibile e poter così riprendere l'attività".