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Doppia Curva, il Tar dice no alla sospensione del Daspo per Marco ‘Pacio’ Pacini: “Pericolosià sociale”

All’ex vocalist e capo della Curva Sud del Milan, Marco “Pacio” Pacini, è stato confermato anche dal Tar della Lombardia il Daspo di cinque anni dalle manifestazioni sportive. “La pericolosità sociale non appare irragionevole”, scrivono i giudici.
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Il Tar della Lombardia ha respinto, nei giorni scorsi, la richiesta di sospensiva del Daspo con cui si è bandito dagli stadi per cinque anni, fino alla fine del 2030, l'ex vocalist e capo della Curva Sud del Milan, Marco "Pacio" Pacini. 

"La valutazione circa la pericolosità sociale non appare irragionevole né risultato di travisamenti di fatto e nemmeno violativa del principio di proporzionalità, alla luce dell’istruttoria svolta dalla Questura e di cui si dà conto nella motivazione del provvedimento impugnato, avuto riguardo anche ai precedenti Daspo applicati all’interessato e al coinvolgimento del medesimo nel sodalizio Curva Sud", ha scritto il presidente del Tribunale, Marco Buricelli.

Il Daspo notificato a Marco "Pacio" a inizio gennaio scorso, sarebbe il terzo provvedimento di questo tipo che riceve il tifoso. Il primo risale al 2014, poi scaduto nel 2017. E il secondo è legato alla decisione del Milan di inserirlo nella loro black list, impedendogli di fatto l'accesso a San Siro.

Marco "Pacio" era stato promosso da vocalist a leader della Curva Sud, dopo che tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, la direzione distrettuale antimafia (Dda) della Procura di Milano aveva scoperchiato un sistema criminale – detto "Doppia Curva" – che coinvolgeva i vertici delle tifoserie di Inter e Milan, e azzerava i vertici per entrambe le curve.  In questo contesto, Pacini – fedelissimo di Luca Lucci, ex capo Ultrà finito nei guai – si è aggiudicato "la promozione".

Non coinvolto nella prima fase dell’inchiesta “Doppia curva”, il nome di "Pacio" sarebbe comparso più volte successivamente nelle informative di Squadra mobile e Sisco, e non risultò mai formalmente indagato. Da gennaio 2026 invece, secondo quanto si è appreso dalle informazioni diffuse, sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati in uno dei filoni dell'inchiesta che portò alla condanna in primo grado a dieci anni di reclusione per l'ex capo Lucci e quello della Nord, Andrea Beretta.

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