Diageo licenzia a Milano 96 dipendenti su 127, un’impiegata: “Presi in giro, tante illusioni e nuova sede un anno fa”

"Ci siamo sentiti presi in giro. La sede dell'azienda è stata spostata da Torino a Milano meno di un anno fa, a ottobre 2025, con la promessa di crescere ancora di più nel mercato italiano, e invece oggi 96 lavoratori su 127, verranno lasciati a casa e gli uffici milanesi ridimensionati notevolmente", ha detto a Fanpage.it Chiara (nome di fantasia) dipendente amministrativa da 11 anni nella filiale italiana di Diageo, la multinazionale britannica leader mondiale nel settore delle bevande alcoliche. L'azienda distribuisce e commercializza marchi celebri come Guinness, Baileys, Smirnoff, Gordon’s e Johnnie Walker gestendo le attività commerciali e di corporate sul mercato italiano.
L'8 luglio scorso Diageo ha comunicato alle rappresentanze sindacali aziendali e alla segreteria territoriale della Uila l’intenzione di procedere a una "riorganizzazione" delle attività a livello internazionale. Una scelta i cui contorni si sono palesati formalmente il 13 luglio con l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per ben 96 dipendenti su 127 occupati nella sede di via Sturzo, zona Porta Garibaldi, a Milano.
"Ci aspettavamo sì dei tagli, intorno al 20-30%, ma di certo non avremmo mai immaginato che l'azienda arrivasse invece a licenziare il 75% dei dipendenti. È stata una notizia che ci ha lasciato davvero molto sorpresi e soprattutto con una forte sensazione di essere stati presi in giro. Ci sono alcune persone, entrante in azienda solo un anno fa, che hanno lasciato altri lavori importanti per entrare in Diageo Italia dove era stata promessa loro carriera e un futuro ambizioso. Non era vero niente", ha detto ancora Chiara a Fanpage.it
Le rappresentanze sindacali hanno fortemente contestato la decisione del colosso britannico, che nei fatti equivale alla dismissione della sede milanese e alla totale cessazione della presenza strutturale in Italia di un gigante mondiale proprietario di marchi iconici.
Già nel 2025 Diageo aveva dismesso lo storico sito produttivo di Santa Vittoria d’Alba (Cuneo), e trasferito la sede del gruppo – già riorganizzata nel 2022 – da Torino a Milano. A pochissimi mesi dal completamento del trasferimento nel capoluogo lombardo, la multinazionale decide di smantellare la sua presenza in Italia.
La scelta risiede anche nei numeri del mercato: pur in un contesto generale complesso per il settore degli spirits, gli andamenti di Diageo in Italia sono del tutto soddisfacenti e positivi sia in termini di volumi che di valore. Tuttavia, la dirigenza considera l’Italia – spiegano i sindacati – "esclusivamente come un semplice ‘mercato di sbocco' da cui prosciugare profitti, spostando le attività direzionali e gestionali verso Paesi in cui il costo del lavoro è nettamente inferiore".
"È inaccettabile – dice Alberto Donferri, Segretario Generale UILA Lombardia – che una multinazionale che continua a registrare importanti risultati economici nel nostro Paese consideri l'Italia solo come un bancomat da prosciugare e poi abbandonare. Dopo aver smantellato la produzione a Santa Vittoria d'Alba con la cessione al gruppo Perincess e spostato le sedi come pedine, oggi Diageo pretende di buttare sulla strada 96 famiglie su 127 a Milano per delocalizzare dove il lavoro costa meno. I tentativi aziendali di presentare ‘piani sociali' di facciata sono stati giudicati insufficienti e bocciati dalle assemblee dei lavoratori. La Uila non sarà spettatrice di questo dissanguamento occupazionale: abbiamo proclamato lo stato di agitazione e siamo pronti alla lotta in ogni sede. Il 29 luglio ad Assolombarda la società deve cambiare registro: pretendiamo rispetto, garanzie e responsabilità sociale vera, non passerelle d'immagine".
Le proposte finora avanzate dall'azienda sono state "seccamente bocciate dalle assemblee dei dipendenti" tenutesi il giorno 24 luglio. I lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e dato mandato al sindacato per avviare immediate iniziative di mobilitazione a sostegno della trattativa, che riprenderà con forza il 29 luglio presso Assolombarda.