video suggerito
video suggerito

Daniele Rezza chiede scusa alla famiglia di Mastrapasqua che ha ucciso a Rozzano: sì alla perizia psichiatrica

Daniele Rezza, condannato in primo grado a 27 anni di carcere per aver accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua a Rozzano nell’ottobre 2024, verrà ora sottoposto a perizia psichiatrica.
0 CONDIVISIONI
Daniele Rezza
Daniele Rezza

Su decisione della Corte d'Assise d'appello di Milano, si riapre il processo che vede imputato il 21enne Daniele Rezza -condannato, in primo grado, a 27 anni di carcere nel luglio 2025 per aver accoltellato e ucciso Manuel Mastrapasqua (31 anni) la notte dell'11 ottobre 2024 a Rozzano (Milano) per rubargli un paio di cuffie wireless da 14 euro. Ora si vuole disporre una perizia psichiatrica sulla sua capacità di intendere e volere.

I giudici con la loro ordinanza, in sostanza, spiegano che un accertamento psichiatrico potrà chiarire gli eventuali dubbi sulla presenza o meno di un disturbo mentale che possa aver influito sulla condotta. Ma, sia la sostituta procuratrice generale Olimpia Bossi sia l'avvocata Roberta Minotti, legale delle parti civili, ossia i familiari della vittima, si sono opposte all'istanza difensiva basata sulla tesi di un "mancato controllo" da parte dell'imputato "degli impulsi, che portò ad una reazione sproporzionata".

Nella prossima udienza del 18 marzo la Corte (giudici Ivana Caputo e Franca Anelli) assegneranno il quesito e il termine per la perizia all'esperto che sarà nominato nei prossimi giorni. Anche le altre parti, ovvero pg, difesa e parti civili, potranno nominare i propri consulenti per seguire gli accertamenti.

Daniele Rezza chiede scusa alla famiglia di Mastrapasqua

Secondo quanto di apprende, all'inizio del processo d'appello a Milano, Daniele Rezza avrebbe provato a chiedere scusa e perdono alla famiglia di Manuel Mastropasqua. L'imputato avrebbe preso la parola per poche dichiarazioni e per dire che prova "dispiacere verso la famiglia: non volevo togliergli la vita, posso dire tante volte scusa, ma ho capito in questo anno e mezzo che non posso dare indietro un figlio, un fratello"Ma la famiglia della vittima, la madre e il fratello minore di Manuel, gli hanno gridato "stai zitto".

Intanto, la difesa dell'imputato – come detto – prova a giocare la carta della incapacità di intendere e volere con una richiesta di perizia psichiatrica alla Corte d'Assise d'appello. Per la difesa, il ventunenne ha una "disregolazione delle funzioni emotive che dà reazioni sproporzionate, non sa valutare in modo cosciente le situazioni che ha davanti, non riesce a controllare i suoi impulsi per una patologia psichiatrica".

La sostituta pg Olimpia Bossi ha chiesto di respingere l'istanza, perché la "incapacità di gestire la rabbia è caratteristica di un carattere aggressivo e immaturo, ma da qui a dire che sia una patologia a me pare escluso, sia clinicamente che dai documenti depositati dalla stessa difesa".

La Corte oggi dovrà decidere sull'istanza difensiva. Nel condannarlo a 27 anni la Corte di primo grado aveva applicato la continuazione tra l'omicidio e la rapina, escludendo la sola aggravante del nesso tra i due reati (restano quelle dei futili motivi e della minorata difesa) e riconoscendo le attenuanti generiche equivalenti all'aggravante.

"La difesa – ha evidenziato la pg Bossi – pone l'accento non sulla capacità di intendere ma su quella di volere, parlando di una pregressa patologia caratterizzata da impulsività da cui deriverebbe la difficoltà a gestire gli impulsi, che ha portato l'imputato ad una reazione spropositata". Tuttavia negli atti, secondo la Procura generale, non c'è alcun elemento da cui rilevare un disturbo mentale.

La difesa ha depositato "un certificato ad uso scolastico di quando Rezza aveva 14 anni e da cui nulla emerge". Per l'avvocata Roberta Minotti, legale di parte civile della famiglia Mastrapasqua, dalle carte risulta che "il funzionamento cognitivo di Rezza è nella norma, tanto che dice pure ‘ho preso 27 anni per una coltellata'".

La sentenza di primo grado, ha aggiunto la legale, "è ben motivata e per questo la difesa prova l'unica carta della imputabilità". Difesa che, invece, ha fatto presente che il giovane in carcere prende "farmaci per la schizofrenia".

Aggressione e omicidio di Mastrapasqua: cosa è successo

La notte tra il 10 e 11 ottobre 2024, Manuel Mastrapasqua stava tornando a casa dopo un turno di lavoro in un supermercato di via Farini, a Milano, quando, sceso dal tram a Rozzano, venne aggredito in viale Romagna da Daniele Rezza e ucciso con una coltellata vicino al cuore. 

È stata una pattuglia di militari a notare attorno alle 3 il corpo a terra, vicino a una fermata del tram 15, e a chiamare i sanitari di Areu. Il 31enne aveva già perso molto sangue. Soccorso da un'ambulanza inviata dal 118 di Milano, è stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale Humanitas, dove però è deceduto poco dopo il suo arrivo. 

Dopo l'aggressione, Rezza tornò a casa, poi resosi conto della gravità della situazione, decise di scappare via. Prese un treno per Pavia e poi un autobus per Alessandria, dove però venne fermato e arrestato dai carabinieri che nel frattempo avevano iniziato le indagini e messi sulle sue tracce.

"Quando l'ho visto volevo prendergli tutto: soldi, cellulare, qualsiasi cosa potessi rivendere", mise a verbale Rezza dopo l'arresto, il 13 ottobre 2024.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views