Da oggi, domenica 17 gennaio, la Lombardia torna in "zona rossa" per effetto dell'ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza. Un provvedimento molto contestato, col presidente della Regione Attilio Fontana che ha scritto una lettera al governo e ha preannunciato ricorso al Tar. In attesa di sviluppi sul ricorso, i cittadini lombardi dovranno abituarsi fin da oggi alle nuove regole che, se non ci saranno novità, resteranno in vigore fino al prossimo 31 gennaio. Trovandosi nella fascia di rischio più alto, i lombardi si trovano a fare i conti con le restrizioni più severe previste dal Dpcm del 14 gennaio e dal decreto legge del 13 gennaio: più limiti agli spostamenti, negozi chiusi a parte gli alimentari e pochi altri, divieto di asporto per i bar a partire dalle 18 e scuole superiori e medie (a parte la prima media) chiuse e con didattica a distanza al 100 per cento.

Le regole per gli spostamenti

Resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5. In questo orario ci si può muovere solo per comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità. È sempre consentito il rientro al proprio domicilio o alla propria abitazione. Gli spostamenti sono generalmente vietati, anche all'interno del proprio comune: non si può uscire di casa se non per i comprovati motivi di cui sopra. Altra eccezione riguarda le visite a parenti o amici: sono consentite una sola volta al giorno tra le 5 e le 22, all'interno del proprio comune, a un massimo di due persone a parte eventuali minori di 14 anni o disabili a carico. Chi vive in comuni con meno di 5000 abitanti potrà spostarsi in un raggio di 30 chilometri, ma non potrà raggiungere capoluoghi di provincia. Anche in zona rossa, un nucleo famigliare potrà raggiungere una seconda casa, di proprietà o in affitto.

Negozi e servizi alla persona

La zona rossa impone la chiusura di tutti i negozi che vendono beni non essenziali. Restano aperti i negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, tabacchi ed edicole. L'elenco di negozi che possono rimanere aperti è comunque nutrito, come recita l'allegato 23 del Dpcm del 14 gennaio. Anche per i mercati, è vietata la vendita di prodotti non alimentari: consentita invece quella di prodotti agricoli e florovivaistici. I centri commerciali sono chiusi nei festivi e prefestivi, a parte i soli negozi che vendono generi alimentari e si trovano al loro interno. Per quanto riguarda i servizi alla persone, invece, restano aperti parrucchieri e barbieri: chiusi i centri estetici.

Le regole per bar e ristoranti: stretta sull'asporto

Bar e ristoranti restano chiusi al pubblico, sia a pranzo sia a cena. I ristoranti possono continuare a lavorare in modalità d'asporto fino alle 22 (orario in cui scatta il coprifuoco) e a domicilio senza limiti di orario. Per quanto riguarda i bar, invece, l'ultimo Dpcm ha introdotto un ulteriore divieto: vietato l'asporto dopo le 18. Restano chiusi musei, teatri, cinema e palestre.

Scuole superiori chiuse: in presenza elementari e prima media

Capitolo scuole: si possono frequentare in presenza gli asili, le scuole elementari e la prima media. Restano invece chiuse le scuole superiori e chiudono anche le seconde e le terze medie: gli studenti che le frequentano dovranno seguire la didattica a distanza al 100 per cento.