Crolla un altro pezzo del ponte ciclopedonale sul fiume Adda, indaga la procura: “Era in fase di collaudo”

Lo scorso 13 febbraio è crollata parte della passerella metallica ciclopedonale di Maccastorna sul fiume Adda. Ieri, a tre giorni di distanza, si è verificato un secondo crollo, questa volta sulla campata in provincia di Cremona. "Un cedimento avvenuto in condizioni statiche, perché non c'è stato alcun carico né movimento", hanno spiegato a Fanpage.it i vigili del fuoco che sono intervenuti, sottolineando di non saper dare una spiegazione precisa riguardo alle cause del crollo.
Proprio per questo, la procura di Lodi ha aperto un'inchiesta per fare chiarezza sull'accaduto. "Ci saranno delle indagini e verranno nominati dei consulenti tecnici per capire l'esatta dinamica dell'accaduto", hanno aggiunto a Fanpage.it. Quello che è noto è che la passerella – ancora in fase di collaudo e finanziata con 4 milioni di euro da Regione Lombardia – fosse attesa da tempo perché considerata strategica per la mobilità lenta della zona. Per questo i sindaci del territorio hanno chiesto che sia fatta chiarezza.
Nel frattempo, sul tema è intervenuta anche Legambiente Lombardia che in merito al danno provocato dal crollo ha parlato di conseguenze per "tutta la comunità del Po", che ora sarà "privata di un'infrastruttura cruciale in uno scenario di mobilità fin troppo orientato alla motorizzazione individuale", ha riferito la presidente Barbara Meggetto.
Il primo crollo della ciclopedonale
Il primo crollo, quello che ha riguardato la campata della passerella ciclopedonale in provincia di Lodi, si è verificato nel pomeriggio di venerdì scorso. Sul posto sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco di Lodi che hanno messo in sicurezza l'area e avviato le verifiche tecniche per comprendere l'entità del danno e le possibili cause del crollo.
Stando a quanto riferito, la struttura, di recente realizzazione, non era ancora stata aperta al pubblico perché ancora in fase di collaudo. Proprio per questo, non sarebbero state registrate vittime o feriti in seguito al cedimento. Nonostante questo, è stata realizzata una mappatura dettagliata dell'area attraverso l'utilizzo di droni con l'obiettivo di documentare la situazione strutturale della passerella. Nel frattempo, i sommozzatori hanno ispezionato il fondale del fiume per verificare la presenza di eventuali detriti e accertare che nessuno fosse rimasto coinvolto nel cedimento.

Il secondo crollo: la campata cremonese
Ieri, lunedì 16 febbraio, si è verificato un secondo crollo sulla stessa passerella. "Non crediamo ci sia correlazione tra i due crolli", hanno spiegato i vigili del fuoco di Cremona a Fanpage.it, intervenuti perché il cedimento, questa volta, si è verificato nella campata cremonese. Al momento, sebbene non siano note le esatte cause del crollo, è stato accertato che il cedimento sia avvenuto "in condizioni statiche, e non dinamiche", proprio perché "la passerella era ancora in fase di collaudo".
Per fare chiarezza, sono state avviate delle indagini da parte della Procura e nei prossimi giorni saranno verosimilmente nominati dei consulenti tecnici per ricostruire le cause del cedimento. Nel frattempo, "siamo intervenuti per garantire la sicurezza dei navigatori", hanno aggiunto i vigili del fuoco a Fanpage.it. "Insieme ad Aipo (Agenzia Interregionale per il fiume Po, ndr) abbiamo reso visibile la presenza di una pericolosità attraverso il posizionamento di alcune boe per evitare che le barche passino sotto il ponte".