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Cosa sappiamo dell’omicidio di Carmela Fabozzi, la 73enne uccisa con un vaso in casa sua

Non è ancora chiaro il movente né il tipo di legame che univa Carmela Fabozzi con Sergio Domenichini, l’uomo di 66 anni arrestato con l’accusa di averla uccisa.
A cura di Ilaria Quattrone
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Manca ancora il movente nell'omicidio di Carmela Fabozzi, la donna di 73 anni che è stata trovata morta in casa sua a Malnate (Varese) lo scorso 22 luglio. A essere accusato della sua morte è Sergio Domenichini, un uomo di 66 anni che è stato arrestato e che ieri, lunedì 22 agosto, è stato interrogato dal giudice per le indagini preliminari.

Incastrato dal gps dell'automobile

Durante l'interrogatorio, l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere e secondo il legale che sostituiva il suo difensore, Francesca Cerri, l'uomo non sembrerebbe "essersi ancora reso conto di quanto gli viene contestato".

Gli inquirenti sono riusciti a risalire a lui grazie al segnale gps dell'auto, che lo avrebbe collocato sul luogo del delitto proprio nel giorno in cui questo è avvenuto (tesi confermata anche dalle immagini delle telecamere di sicurezza), e ai rilievi svolti dai Ris di Parma: su un vaso posto vicino al corpo della donna sono state trovate le impronte dell'arrestato.

Uccisa con un vaso all'ingresso di casa

Al momento le uniche cose certe sono l'arma del delitto e la causa del decesso: Carmela, che è stata trovata morta dal figlio, è stata uccisa intorno a mezzogiorno con un pesante vaso all'ingresso di casa. Il delitto è avvenuto in pochissimi minuti. Sul cranio della donna c'erano due fratture alla nuca e al capo.

Per settimane il volto del killer è rimasto sconosciuto: i vicini di casa, fin da subito, avevano parlato di uno "sconosciuto di circa 60 anni" che proprio il giorno dell'omicidio chiedeva ai presenti se la donna fosse in casa.

Rinviato il funerale di Carmela Fabozzi

Il movente non è quindi l'unica cosa incerta. Resta da capire come mai nessuno di quei vicini abbia sentito urla o altri rumori provenire dall'abitazione della 73enne. Soprattutto ci si chiede che tipo di legame univa la vittima con il presunto assassino: Domenichini era volontario in un'associazione per anziani, la stessa alla quale Fabozzi si era rivolta per alcuni servizi.

I due quindi con ogni probabilità si erano conosciuti attraverso questa. Dai cellulari della donna sono stati rivelati alcuni messaggi e contatti riconducibili proprio all'arrestato.

Domenichini inoltre era già noto alle forze dell'ordine: ha infatti precedenti per reati contro il patrimonio e truffe ai danni di persone anziane. Intanto in attesa di capirne di più, è stato sospeso il funerale della donna che si sarebbe dovuto svolgere oggi pomeriggio, martedì 23 agosto, nella chiesa di San Martino.

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