Cosa rischia l’uomo che per anni ha abusato della figlia minore e l’ha messa incinta nel Bresciano

Un uomo avrebbe abusato della figlia minore per anni. Fin dalla tenera età della bimba. Gli abusi e le violenze sessuali erano continui e sarebbero avvenuti all'interno delle mura domestiche, in un'abitazione in provincia di Brescia. L'uomo non si è mai fermato. Poi, un giorno, la minorenne avrebbe iniziato ad accusare forti dolori addominali e la madre, preoccupata, l'avrebbe portata in Pronto Soccorso. E lì i medici avrebbero scoperto una verità sconvolgente: era incinta.
È stata subito inviata una segnalazione alle forze dell'ordine, alle quali la minore avrebbe dichiarato che il responsabile di tutto era il padre. Nell'immediato è stato attivato il protocollo Codice Rosso, relativo a denunce e indagini su reati di violenza domestica e di genere, e contattate le forze dell'ordine.
La Procura di Brescia, in collaborazione con la Questura, ha avviato subito indagini approfondite e attualmente le forze dell'ordine sono al lavoro per cercare di ricostruire nel dettaglio il contesto nel quale le violenze sarebbero state perpetrate. Occorre anche verificare se ci sono altri eventuali responsabili o persone che erano a conoscenza dei fatti e non hanno mai denunciato.
Intanto il padre è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata ed è stato trasferito nel carcere Canton Mombello di Brescia dove resterà a disposizione dell'autorità giudiziaria. Prossimamente si terrà un processo nell'ambito del quale verranno valutate la posizione dell'uomo e la conseguente pena. Alla luce di quanto accaduto, cosa rischierebbe nel concreto l'uomo? Fanpage.it lo ha chiesto e ne ha parlato con l'avvocato Paolo Di Fresco.

Cosa rischia l’uomo che per anni avrebbe abusato sessualmente della figlia minore fino a metterla incinta?
Il reato che con ogni probabilità gli verrà contestato è quello di violenza sessuale aggravata per un verso, dal rapporto di parentela e, per l’altro, dal pregiudizio grave che le condotte reiterate potrebbero avere arrecato alla minore. In tal caso, la pena prevista dall’art. 609 bis c.p. – da sei a dodici anni di reclusione – è aumentata di un terzo per ciascuna aggravante. Non sappiamo, peraltro, quando abbiano avuto inizio gli abusi: la questione è importante perché la pena prevista per la violenza sessuale subisce un aumento della metà quando il minore abbia un’età compresa tra i 10 e 14 anni, mentre è addirittura raddoppiata quando la vittima abbia meno di dieci anni.
Quanto si aggrava la posizione dell’uomo per il fatto che la minore di cui ha abusato è la figlia e che gli abusi sarebbero stati perpetrati all’interno delle mura domestiche?
Molto. La violenza sessuale è di per sé un reato particolarmente grave, che diviene davvero odioso quando sia commesso da un genitore. Come ho detto, la possibile pena finale potrebbe essere persino raddoppiata o comunque fortemente aumentata dalla sicura sussistenza delle altre aggravanti.
Se accertato che la gravidanza della ragazza sia frutto della violenza del padre, come potrebbe difendersi l’uomo in sede legale? Potrebbe avere attenuanti o aggravanti?
La difesa non sarà agevole. Oltretutto, il danno psicofisico inferto a una bambina, costretta ad una gravidanza in tenera età da un padre irresponsabile e totalmente privo di freni morali, mi sembra davvero poco compatibile con la concessione di eventuali attenuanti. A meno che, beninteso, non si provi la seminfermità mentale dell’uomo. È probabile, inoltre, che gli inquirenti sottopongano a un vaglio particolarmente attento la posizione della madre della bambina. Nel nostro ordinamento, risponde di violenza sessuale in concorso omissivo la madre che, pur avendo contezza (o potendo averne) degli abusi perpetrati dal marito in danno dei figli, non si adoperi per scongiurare gli episodi illeciti.