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Cosa rischia Jonathan Rivolta, il padrone di casa che ha accoltellato a morte il ladro a Lonate Pozzolo

Al momento si indaga per tentata rapina ma lo scenario potrebbe cambiare. Fanpage.it ha chiesto all’avvocato Paolo Di Fresco cosa rischierebbe il padrone di casa che ha ucciso il ladro nel caso in cui venisse indagato.
Intervista a Paolo Di Fresco
Avvocato penalista
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(Immagine di repertorio)
(Immagine di repertorio)

Ieri, mercoledì 14 gennaio, due uomini sono entrati per rubare in una villa di Lonate Pozzolo, nel Varesotto, dopo aver scassinato la porta d'ingresso convinti che all'interno non ci fosse nessuno. Al piano superiore c'era invece uno dei proprietari – Jonathan Maria Rivolta, 33enne che vive con i genitori – che sentiti alcuni rumori sospetti provenire dal piano terra sarebbe sceso a controllare e si sarebbe ritrovato di fronte i due ladri. Tra loro è nata una colluttazione: il padrone di casa ha ricevuto diversi pugni al volto e qualche calcio, ma a sua volta ha ferito uno dei due al petto con un coltello. I due ladri sarebbero poi fuggiti a bordo di un’auto guidata da un terzo complice che li stava aspettando all’esterno. Il ladro ferito è stato abbandonato di fronte all’ospedale di Magenta e nonostante le cure mediche è deceduto poco dopo. Si chiamava Adamo Massa, 37 anni, di origini sinti. Aveva un figlio, era residente in un campo nomadi torinese e aveva alle spalle una lunga lista di precedenti, per lo più per reati contro il patrimonio. Al momento la Procura di Varese ha aperto un fascicolo per tentata rapina e il padrone di casa non risulta indagato. Ma come appreso da Fanpage.it da fonti investigative, lo scenario delle indagini potrebbe cambiare nell'arco delle prossime ore. Per capire effettivamente come potrebbero evolvere le indagini e sopratutto cosa rischierebbe il padrone di casa nel caso in cui venisse indagato, Fanpage.it ne ha parlato con l'avvocato Paolo Di Fresco.

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Alla luce di quanto accaduto quali potrebbero essere gli sviluppi delle indagini, al momento aperte, per tentata rapina?

Ovviamente, gli inquirenti cercheranno di acciuffare i due ladri superstiti ma soprattutto cercheranno di capire se la morte del rapinatore sia dovuta esclusivamente alla coltellata inferta dal padrone di casa o se la condotta dei suoi complici, che potrebbero aver perso tempo prezioso prima di abbandonarlo davanti all’ospedale, abbia contributo e, se del caso in che misura, a cagionarne la morte.

Il padrone di casa potrebbe rischiare di essere indagato per omicidio o per eccesso colposo di legittima difesa? Quali sono gli estremi necessari per indagarlo?

È probabile che nei confronti del padrone di casa sia aperto un fascicolo per omicidio. Ad ogni modo, mi pare che nel caso specifico ricorrano tutti i presupposti di una legittima difesa. Il padrone di casa ha colpito il ladro, che si era introdotto nella sua abitazione, per difendersi – come prevede l’art. 52 del codice penale – dal pericolo attuale di un’offesa ingiusta. Ha agito, cioè, per difendere la sua incolumità da una banda di rapinatori che, a quanto sembra, non avevano intenzione di desistere dal loro intento. Del resto, sappiamo che in caso di violazione di domicilio la difesa è sempre proporzionata all’offesa quando chi si trova legittimamente in casa usi “un'arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere: a) la propria o la altrui incolumità: b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d'aggressione”. In questo caso, l’aggressione c’è stata senz’altro. Piuttosto, occorrerà capire se la reazione del padrone sia stata eccessiva, cioè se l’uomo potesse difendersi senza vibrare una coltellata: una valutazione, questa, che dovrà tenere conto dell’effettiva dinamica dei fatti e, chiaramente, dello stato di turbamento di chi si trovi in casa due malintenzionati.

Nel caso in cui il padrone di casa venisse indagato per omicidio o eccesso colposo di legittima difesa, cosa rischierebbe?

Se fosse processato e infine condannato per omicidio, rischierebbe – almeno in linea teorica – una condanna non inferiore a 21 anni di carcere. È noto a tutti, però, come sulla misura della pena concretamente inflitta incidano il riconoscimento delle circostanze attenuanti e la scelta del rito processuale: per intenderci, il giudizio abbreviato. Nel caso in cui, invece, fosse riconosciuto l’eccesso colposo, la pena sarebbe quella prevista per l’omicidio colposo: da sei mesi a cinque anni. Anche in questo caso, peraltro, entrerebbero in gioco eventuali attenuanti.

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