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31 Luglio 2021
9:44

“Copriremo il parco rottami”: la promessa di Arvedi dopo l’inchiesta di fanpage.it

Ieri venerdì 30 luglio, tre giorni dopo l’uscita dell’inchiesta di Fanpage.it Cremona Avvelenata, il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e due rappresentanti dell’acciaieria Arvedi hanno incontrato alcuni consiglieri del Comitato di quartiere Cavatigozzi che da oltre un anno si affaccia sul parco rottami a cielo aperto di Arvedi. Ora l’azienda ha promesso direttamente ai cittadini di coprire i rottami in una struttura così da ridurre prima di tutto rumori e polveri.
A cura di Giorgia Venturini
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Dopo quattro giorni dall'uscita dell'inchiesta di Fanpage Cremona Avvelenata, qualcosa a Cremona è cambiato: il Comune e i rappresentanti dell'acciaieria Arvedi hanno incontrato i cittadini, l'azienda ha promesso direttamente ai cremonesi che il parco rottami verrà coperto e il sindaco con una nota a Fanpage ha ribadito ancora che i primi risultati dello studio epidemiologico verranno presentati a fine anno. Sono le 17.30 di ieri venerdì 30 luglio quando alcuni consiglieri del Comitato del quartiere Cavatigozzi, quello che affaccia sul parco rottami di Arvedi, varcano le porte del Municipio in piazza Stradivari. Esattamente quattro giorni dopo l'uscita dell'inchiesta di Fanpage.it Cremona Avvelenata che svela i rischi sulla salute nella seconda città più inquinata d'Europa. Quasi tre ore di confronto tra sei rappresentanti comunali, due rappresentanti di Arvedi e i due consiglieri che vivono a ridosso della via Acquaviva di Arvedi, la principale azienda di Cremona nonché la seconda acciaieria d'Italia dopo l'Ilva di Taranto. "Il parco rottami è a cielo aperto su aria demaniale. Per noi quindi non dovrebbe neanche esistere perché è a 80 metri dalla case. Ora Arvedi però promette di coprirlo pur non avendo presentato ancora istanza formale", spiegano a Fanpage i consiglieri del Comitato di quartiere, le cui case si trovano a pochi metri in linea d'aria da tonnellate e tonnellate di rottami.

Ora però dopo l'incontro di oggi e l'inchiesta di Fanpage sembrano arrivare le prime promesse: "L'azienda ha spiegato agli abitanti di Cavatigozzi l'intenzione di voler racchiudere in un capannone i rottami per mitigare i rumori e le polveri ma ci chiediamo quando verrà completata l'opera. Speriamo non siano solo parole: il Comitato sarà felice però solo quando verrà spostato completamente il parco rottami". I cittadini sono stanchi anche del via vai di camion pesanti lungo via Acquaviva e della ferrovia con carichi merci che passa fuori dalle finestre. I cremonesi sono preoccupati per la loro salute: soprattutto da quando nel 2016 uno studio epidemiologico preliminare firmato dal dottor Paolo Ricci, allora a capo dell'Osservatorio epidemiologico della Ats di Mantova e Cremona, aveva evidenziato un alto numero di malattie respiratorie, tumori soprattutto ai polmoni, leucemie e nascite pre-termine. Uno studio mai completato. Da allora i cittadini hanno chiesto a gran voce delle risposte lamentando più volte un senso di abbandono da parte delle istituzioni. Fino ad oggi quando finalmente l'incontro c'è stato. "È stata la prima volta che tutti, Comune e Arvedi, si sono seduti insieme con noi per parlare –  concludono dal Comitato -. L'azienda ha illustrato la sua idea di progetto ma mancano ancora tante altre risposte. Il sindaco ci ha però promesso che ci incontreremo spesso e seguirà personalmente la questione del parco rottami".

La risposta del Comune di Cremona all'inchiesta di Fanpage.it

Non si è fatta attendere la risposta del Comune di Cremona all'inchiesta di Fanpage. Il sindaco Galimberti ha tenuto a ribadire il suo massimo impegno e disponibilità affinché lo studio epidemiologico – a carico di Ats Val Padana – vanga terminato il prima possibile. Il primo cittadino ribadisce quanto già dichiarato nell'intervista video a Fanpage.it: nella sua risposta del 6 giugno all'interrogazione del consigliere M5s cremonese Luca Nolli puntualizza che il dottor Marco Villa, responsabile ad interim dell'Osservatorio Epidemiologico di Ats Val Padana dallo scorso gennaio, "ipotizza di avere a disposizione dati intermedi relativi alla prossimità delle fonti emessive per l'autunno del 2021″ utili dunque per l'indagine epidemiologica cremonese. Del resto anche per il Comune non ci sono dubbi: "È chiaro che occorre uno studio epidemiologico per considerare le diverse fonti causa-effetto. Lo studio è in atto con la nostra massima collaborazione". Il sindaco poi precisa che esistono degli studi fatti anche dalle aziende, ad esempio dall'acciaieria Arvedi, che sono a disposizioni per chiunque.

Galimberti ricorda poi il suo impegno negli anni sui progetti di sostenibilità ecologica con attenzione alla salute e all'inquinamento: dal ripristino, fin dall'inizio del mandato, di un osservatorio sulle attività metallurgiche alla massima collaborazione con gli organismi sanitari e al confronto con enti associativi. Fino alla stipula di un protocollo d'intesa tra i Comuni di Cremona, Bonemerse, Spinadesco, Sesto ed Uniti, Gerre de' Caprioli, Stagno Lombardo e Ats Valpadana firmato il 17 maggio del 2019 per far luce proprio sui problemi di salute e per contribuire alla buona realizzazione dello studio epidemiologico: l'amministrazione si è impegnata a fornire tutte le informazioni e dati utili che permettessero di andare avanti con gli studi. "La disponibilità a costruire momenti di condivisione e confronto, analisi e dibattito è sempre stata concreta e realizzata con diverse modalità di partecipazione e confronto", aggiunge Galimberti.

Il Comune a Fanpage.it ha girato anche una nota del 26 aprile del dottore Marco Villa indirizzata ai vertici di Ats della Val Padana in cui li aggiornava sui passi fatti negli ultimi mesi entrando nel dettaglio della ricerca: "Si è provveduto" a raccogliere dati "per studiare gli eventi avversi della riproduzione e i soggetti arruolati per lo studio caso-controllo sulle leucemie". Ovvero: "Questo permetterà, in attesa di ottenere il dettaglio delle concentrazione degli inquinanti, di produrre delle stime di rischio basate sulla prossimità alle fonti emissive". Affermando poi anche che i risultati preliminari di questi due studi sono attesi entro la fine di luglio, cioè ora.

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