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Condannato in Appello per 7 omicidi, il medico gettonista sospeso: “Non ho mai ucciso nessuno, lo dimostrerò”

Dopo la sospensione dal pronto soccorso dell’ospedale di Merate (Lecco), il medico gettonista Vincenzo Campanile ha annunciato il ricorso in Cassazione. Il 53enne era stato condannato in Appello per 7 omicidi.
A cura di Giulia Ghirardi
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Vincenzo Campanile
Vincenzo Campanile

Sette pazienti morti e una condanna in Appello a 17 anni e 3 mesi di reclusione, eppure Vincenzo Campanile, medico anestetista rianimatore di 53 anni, è ancora in servizio in diversi ospedali pubblici. Lo scorso 27 febbraio Campanile era, infatti, stato sospeso dall'Asst di Lecco dal servizio di gettonista al pronto soccorso dell'ospedale di Merate (Lecco) dopo la scoperta dei suoi precedenti penali per omicidio volontario plurimo ai danni di 7 anziani deceduti tra il 2014 e il 2018 a Trieste. "Non ho mai ucciso nessuno, mi sono sempre professato innocente e lo dimostrerò nelle aule di tribunale", ha ribadito il medico 53enne, annunciando il ricorso in Cassazione.

La condanna in Appello

Lo scorso ottobre Campanile è stato condannato a Trieste a 17 anni e 3 mesi di carcere per omicidio volontario con l'accusa di aver provocato la morte di sette pazienti anziani durante interventi di soccorso domiciliare. Il medico 53enne ha, però, sempre sostenuto di aver praticato una "sedazione palliativa caritatevole" per alleviare le sofferenze dei pazienti, ma questa versione non è stata accolta dai giudici né in primo grado – quando era stato condannato a 15 anni e 7 mesi – né in Appello dove la pena è stata aumentata.

In attesa della sentenza definitiva della Cassazione, però, l'Ordine dei Medici non lo ha sospeso né ha avviato un procedimento di radiazione. Il 24 febbraio scorso Campanile ha quindi lavorato come medico gettonista al pronto soccorso dell'ospedale Mandic di Merate, in provincia di Lecco, tramite una cooperativa, svolgendo due turni. La vicenda è emersa grazie a un'inchiesta del quotidiano La Provincia Unica, dopo la quale l'Asst di Lecco ha disposto l'immediata sospensione del medico.

Nel frattempo, sul caso si è espresso anche l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso che ha criticato il sistema di reclutamento tramite cooperative, sottolineando la necessità di maggior trasparenza sulle informazioni relative ai professionisti impiegati e annunciando "verifiche immediate" sulla cooperativa.

La difesa e il ricorso in Cassazione

"Non ho mai ucciso nessuno, mi sono sempre professato innocente e lo dimostrerò nelle aule di tribunale", si è difeso il medico 53enne, sostenendo di aver agito per porre fine alle sofferenze dei pazienti: "Ho praticato sedazioni terapeutiche per curare, non per provocare la morte di qualcuno".

Proprio per questo, Campanile ha presentato ricorso contro la sentenza d'Appello. "Sono innocente fino a prova contraria. Non permettermi di svolgere la mia professione senza una sentenza definitiva e passata in giudicato non è costituzionale ed è discriminatorio", ha concluso il medico che, al momento, non è destinatario di sanzioni disciplinari e, anzi, sarebbe stato reclutato come libero professionista per i pronto soccorso dell’Ussl Berica di Vicenza che conta sei ospedali.

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