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Com’è possibile che un tram sia deragliato in quel modo a Milano: cosa sappiamo finora

Cosa sappiamo sull’ipotesi del malore accusato dal conducente Atm, sull’analisi del funzionamento dei sistemi di sicurezza del mezzo e sugli accertamenti sul tratto di binari in cui è avvenuto l’incidente.
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Il negozio contro il quale ha impattato il tram (foto da LaPresse)
Il negozio contro il quale ha impattato il tram (foto da LaPresse)

Le cause esatte che hanno portato un tram Atm della linea 9 a deragliare, sbattere contro con un palazzo, causare la morte di due persone e ferirne altre 50, sono ancora in fase di accertamento da parte della Procura di Milano che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose. Ma al momento quella del malore del conducente del tram è una delle ipotesi principali formulate dagli investigatori appena dopo l'incidente. Lo stesso autista Atm, trasportato in codice giallo in ospedale, ha dichiarato di aver accusato "un malore". 

L'incidente si è verificato ieri pomeriggio, venerdì 27 febbraio, alle ore 16 e 11 minuti, lungo viale Vittorio Veneto, in pieno giorno e pieno centro a Milano. Il mezzo viaggiava da piazza Repubblica verso Porta Venezia. Si è schiantato all'angolo con via Lazzaretto.

Quel che si sa finora –  ricostruito sulla base delle immagini registrate dalle videocamere presenti in zona e da quelle di una dash cam di un taxi, oltre che dal racconto di numerosi testimoni – è che il mezzo viaggiasse a velocità sostenuta (oltre il previsto) lungo viale Vittorio Veneto e che all'improvviso abbia cominciato a sbandare, rischiando addirittura di ribaltarsi, e che alla fine sia deragliato, fermando la sua corsa contro la vetrina di un negozio al piano terra di un palazzo. Nel video, ripreso appunto dalla dash cam di un taxi, si vede proprio il tram svoltare all'improvviso in mezzo al rettilineo, inclinarsi sul lato destro e infine su quello sinistro prima di impattare contro il palazzo. 

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Ma come è possibile che sia accaduto un incidente del genere?  La polizia locale di Milano, guidata dal comandante Gianluca Mirabelli, su coordinazione del procuratore Marcello Viola e della pm Elisa Calanducci, sta conducendo indagini a tutto campo per ricostruire nel dettaglio la dinamica dello schianto.

Oltre all'ipotesi del malore – che il conducente Atm ha dichiarato di aver accusato – forse causa dell'acceleramento e del deragliamento, verrà analizzato anche il funzionamento dei sistemi di sicurezza del mezzo che avrebbe potuto e dovuto bloccare la vettura per tempo. Il Tramlink infatti è dotato di un sistema che nel caso in cui passi tempo senza che alcun pulsante venga schiacciato prevede la frenata automatica d’emergenza nel giro di qualche decina di metri. Ma che così non è stato.

Infine, per non escludere niente, gli agenti della Locale effettueranno verifiche e accertamenti anche su quel tratto di binari, con particolare attenzione allo scambio. Al momento, da una primissima analisi effettuata ieri, sembra che il meccanismo sia risultato regolarmente funzionante. 

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