Pasquale ha 63 anni, vive da anni per strada Como, dove in tanti lo conoscono e lo aiutano. Qualche giorno fa si è trovato, suo malgrado, sulle prime pagine dei giornali per una multa da 280 euro ricevuta per violazione del coprifuoco previsto dal Dpcm del 3 novembre, ma che poteva salire a 400 euro se non pagata entro 5 giorni. Ma Pasquale non ha una casa, dorme sotto i portici del liceo Volta di Como, nel centro della città. Così un anonimo benefattore ha deciso di pagare la sanzione al posto suo. "Ringrazio chi mi aiutato, gli bacerei i piedi per il gesto che ha fatto. Non c'erano motivi di farmi il verbale. Dove ho violato la quarantena? Io vivo qua", dice Pasquale a Fanpage.it, raccontando la sua storia.

"Giovedì alle 21.15 circa avevo fatto il letto, mi ero seduto a fumare una sigaretta, e vedo arrivare questa macchina della polizia ad alta velocità", ricorda. I poliziotti gli hanno chiesto cosa facesse ancora in strada. "Quello che faccio sempre", la risposta, "mi dispiace ma non so dove andare". Gli agenti si sono fermati e hanno chiesto i documenti a Pasquale, quindi sono saliti in auto, hanno compilato un documento e glielo hanno fatto firmare. "Non avevo visto subito che era una multa, la mattina ho fatto vedere il foglio a una signora che mi aiuta da tanto tempo. Ha letto e mi ha detto: ma hai visto cosa ti hanno fatto?"

Pasquale vive in strada da oltre un decennio e le sue condizioni di salute non sono buone: "Sono stato senzatetto per otto anni. Poi per due anni ho affittato un monolocale e ora da due anni e mezzo sono di nuovo per strada. Sono stato operato per un tumore alla vescica e ho una protesi a una gamba perché mi hanno investito sette anni fa".

"Ho iniziato a lavorare a 15 anni in fabbrica, poi ho fatto il muratore, ho lavorato al cimitero", ricorda Pasquale. Tutti lavori discontinui e precari. Così ora non ha la possibilità di pagare un affitto: "devo aspettare ancora un paio d'anni per chiedere la pensione. Intanto prendo il reddito di cittadinanza. Con quei 500 euro ci compro da mangiare, i vestiti, le scarpe". Per sopravvivere conta sui servizi comunali e soprattutto sull'aiuto della Caritas. "Questa multa era insostenibile".