Caso Chiara Ferragni

Chiara Ferragni accusata di truffa per il pandoro gate, oggi la sentenza: “Sono tranquilla”

La Terza Sezione Penale di Milano pronuncerà oggi il verdetto per Chiara Ferragni, accusata di truffa aggravata per il caso pandoro Balocco e uova di Pasqua Dolci Preziosi.
A cura di Francesca Del Boca
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Chiara Ferragni in tribunale a Milano
Chiara Ferragni in tribunale a Milano
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È attesa per stamattina la sentenza del processo che vede Chiara Ferragni imputata di truffa aggravata per i casi della presunta falsa beneficenza legata alle vendite del pandoro Pink Christmas Balocco e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. In ambedue i casi, secondo l'accusa, l'influencer aveva indotto i consumatori a ritenere che vi fosse una correlazione diretta tra l'acquisto del prodotto (venduto a 9,37 euro invece dei soliti 3,68) e l'importo finale da destinare ad associazioni benefiche e ospedali pediatrici quando, in realtà, le donazioni erano già avvenute prima della collaborazione con Ferragni.

"Sono tranquilla e fiduciosa", ha ribadito oggi la 39enne, presente in Tribunale a Milano per la lettura del dispositivo da parte del giudice della Terza Sezione Penale di Milano Ilio Mannucci Pacini. Per lei, alla sbarra insieme all'ex socio Fabio Maria Damato e al presidente della società proprietaria di Dolci Preziosi Cerealitalia-ID Francesco Cannillo (il procedimento a carico di Alessandra Balocco, deceduta lo scorso agosto, è stato estinto), il procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il sostituto Cristian Barilli avevano chiesto un anno e otto mesi di reclusione. Un anno, invece, per il solo Cannillo. "Chiara Ferragni è innocente, ha sempre agito in buona fede", è sempre stata la difesa dei legali di Ferragni, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana. "Ha già pagato 3,4 milioni di euro in risarcimenti e donazioni".

Chiara Ferragni a processo per il pandoro Pink Christmas

Nel gennaio 2025, a seguito della multa da un milione di euro dell'Antitrust e gli esposti del Codacons nelle Procure di tutta Italia, Ferragni è stata rinviata a giudizio a Milano con accusa di truffa aggravata per presunta pubblicità ingannevole sulle operazioni di commercializzazione del pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua, avvenute entrambe tra il 2021 e il 2022.

Chiara Ferragni e Fabio Maria Damato
Chiara Ferragni e Fabio Maria Damato

"L'ingiusto profitto" di 2,2 milioni di euro

In queste occasioni l'influencer di Cremona avrebbe infatti, secondo i magistrati, ingannato consumatori e follower inducendoli a pensare che acquistando i dolci griffati (e venduti a prezzo maggiorato) Chiara Ferragni avrebbero contribuito a raccolte fondi benefiche, finanziando macchinari per i bimbi dell'Ospedale Regina Margherita di Torino o progetti per l'inclusione di ragazzi con autismo. Nella pratica, solo operazioni meramente commerciali che avrebbero portato nelle casse delle società riconducibili a Ferragni circa 2,2 milioni di euro senza che la 39enne versasse un solo euro per le buone cause pubblicizzate sui prodotti.

Per chi indaga, un “ingiusto profitto” economico e di immagine a tutto favore di Chiara Ferragni, dal momento che dalla commercializzazione delle uova pasquali Dolci Preziosi, dichiaratamente "a sostegno del progetto benefico I Bambini delle Fate", la 39enne avrebbe infatti guadagnato 200mila euro nel 2021 e 500mila euro nell’anno successivo a fronte di un'unica donazione all'ente non profit di 36mila euro, svincolata dalle vendite del dolce festivo.

Lo stesso caso dell'ormai celebre pandoro Pink Christmas Balocco, da cui Ferragni avrebbe ricavato più di un milione di euro. Anche in questa situazione la donazione, però, sarebbe stata fatta dalla sola azienda: si tratta dei 50mila euro donati da Balocco all'ospedale Regina Margherita di Torino mesi e mesi prima dell'accordo commerciale con l'imprenditrice digitale da milioni di seguaci.

Il pandoro rosa Balocco per Chiara Ferragni
Il pandoro rosa Balocco per Chiara Ferragni

La minorata difesa dei consumatori

Ed è proprio questo il punto che è valso all'ex moglie di Fedez l'aggravante della minorata difesa, contestata dai magistrati milanesi. La Procura sostiene infatti che Ferragni, avendo una enorme seguito social, abbia sfruttato la sua influenza in modo tale da mettere i follower in uno stato di fiducia e dipendenza informativa, rendendo così ancora più “diffusa” e incisiva la presunta truffa. Un "piano" che, per i pm milanesi, sarebbe "consistito anche nel rafforzamento mediatico dell'immagine della influencer", perché l'imprenditrice avrebbe guadagnato "dal crescente consenso ottenuto veicolando una rappresentazione di sé strettamente associata all'impegno personale nella charity".

I risarcimenti alle parti civili

A fine dicembre 2024 Ferragni, per risolvere in via extragiudizialiale le contestazioni civili presentate dalle associazioni di consumatori, ha intanto raggiunto un accordo con il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Radiotelevisivi. L’accordo prevedeva risarcimenti agli acquirenti rappresentati dal Codacons (circa 150 euro a testa), il rimborso delle spese legali sostenute dalle associazioni e una donazione di 200mila euro a favore di un'associazione che supporta le donne vittime di violenza.

L'influencer, inoltre, ha risarcito con 500 euro anche una pensionata campana che, da sola, si era fatta avanti in Tribunale per costituirsi parte civile. Il motivo? Il "danno economico" subito con l'acquisto di una decina di pandori rosa Balocco, griffati con il logo di Ferragni e immessi sul mercato al prezzo maggiorato di 9,37 euro invece che a quello originale di 3,68, e la "frustrazione dell'intento solidaristico" mancato. "Voleva fare beneficenza", avevano spiegato gli avvocati della donna durante la prima udienza. "È una fervente cattolica, ci teneva tanto".

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