Chi è Emanuele Mirti, l’operaio accusato dell’omicidio di Davide Gorla: “Aveva un debito di 10 mila euro”

Si chiama Emanuele Mirti, il 50enne residente a Castellanza (Varese) che questa notte, giovedì 26 giugno, è stato fermato per l'omicidio di Davide Gorla, accoltellato a morte nel tardo pomeriggio di ieri nel suo negozio di via Milano a Busto Arsizio. Stando a quanto appreso da Fanpage.it, il movente dell'omicidio sembrerebbe essere di natura economica. La vittima, infatti, aveva affittato casa a Mirti e l'ipotesi avanzata dagli inquirenti è che proprio l'aggressione sia legata ad alcune mensilità arretrate ancora da pagare che ammonterebbero a circa 10 mila euro. Al momento, però, il 50enne – fermato e interrogato questa notte – si è dichiarato innocente ed estraneo all'omicidio.
Sul campanello nella palazzina di 5 piani di viale Lombardia a Castellanza, ci sono tutti e due i nomi: Mirti E. e Gorla D. Tuttavia, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, nell'appartamento viveva soltanto Mirti, mentre Gorla viveva a pochi chilometri di distanza con il fratello a Rescaldina. Proprio nell'appartamento in viale Lombardia gli agenti della Polizia di Stato di Busto e della Squadra Mobile di Varese hanno rintracciato il 50enne – operaio incensurato – dopo che si era lavato e cambiato d'abiti.
Omicidio Davide Gorla, l’interrogatorio a Emanuele Mirti: cosa ha detto il 50enne fermato
Come appreso da Fanpage.it, nel corso dell'interrogatorio l'uomo avrebbe confermato di trovarsi nei pressi dell'esercizio commerciale e di aver avuto una discussione con Gorla, ma si sarebbe dichiarato estraneo all'omicidio. Quando gli è stato chiesto perché si fosse cambiato i vestiti in strada – come risulta evidente dalle telecamere di sorveglianza della zona – l'uomo ha risposto con il silenzio. Nel corso dell'interrogatorio il presunto omicida ha poi continuato a negare e ha respinto ogni accusa continuando a sostenere non aver avuto niente a che vedere con l'omicidio.
Nel mentre, gli inquirenti sono ancora alla ricerca dell'arma del delitto che ipotizzano possa essere un coltello, che l'uomo avrebbe portato da casa, o un tagliacarte già presente nel negozio di oggetti da scrittura di lusso della vittima. Gli investigatori sono ancora alla ricerca anche della maglietta che il presunto assassino, ignaro delle telecamere, si sarebbe sfilato appena uscito dal negozio di Gorla, presumibilmente perché sporca di sangue. Il dubbio, in questo caso, su cui stanno indagando gli inquirenti è se il killer si sia portato il cambio da casa o l'abbia preso in negozio.
Al momento, Mirti è in attesa dell'udienza di convalida con il gip del Tribunale di Busto Arsizio.