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Sparatoria Rogoredo

Chi è Carmelo Cinturrino, il poliziotto che ha sparato e ucciso un 28enne a Rogoredo: “Chiedeva il pizzo”

Si chiama Carmelo Cinturrino, il poliziotto che ha ucciso con un colpo di pistola il 28enne Abderrahim Mansouri al limitare del “bosco della droga” di Rogoredo. Secondo alcune voci, sembra che l’agente chiedesse il pizzo agli spacciatori della zona.
A cura di Giulia Ghirardi
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La sera della sparatoria in cui ha perso la vita Abderrahim Mansouri | Foto LaPresse
La sera della sparatoria in cui ha perso la vita Abderrahim Mansouri | Foto LaPresse
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Carmelo Cinturrino, 41 anni, è il poliziotto che lo scorso 26 gennaio ha ucciso con un colpo di pistola alla testa il 28enne Abderrahim Mansouri durante un'operazione antidroga in via Giuseppe Impastato, al limitare del "bosco della droga" di Rogoredo.

La procura di Milano ha aperto un fascicolo a carico dell'agente per falso ideologico per un verbale d'arresto del 2024 a carico di un 20enne tunisino, poi assolto, redatto dal poliziotto. Il tribunale di Milano aveva trasmesso gli atti ai pm per valutare "condotte penalmente rilevanti" nei confronti dell'assistente capo di polizia perché erano emerse "numerose affermazioni che non coincidono con quanto si può invece vedere dalle immagini delle telecamere". Stando ai video di sorveglianza, infatti, Cinturrino avrebbe estratto diverse banconote da 20 euro dal telefono del ragazzo, ma nel verbale di arresto redatto successivamente l'agente avrebbe dichiarato di "aver proceduto al sequestro" di una sola banconota. Ora il sospetto degli inquirenti è che il 41enne possa aver mentito anche riguardo alla dinamica della morte del 28enne.

Chi è Carmelo Cinturrino

Carmelo Cinturrino è assistente capo in servizio al commissariato di Mecenate a Milano e all'interno della squadra operativa è considerato il più esperto, il più navigato sul campo. Davanti al pubblico ministero Giovanni Tarzia, poche ore dopo la sparatoria avvenuta a Rogoredo, Cinturrino ha rivendicato la sua profonda conoscenza della zona: una quarantina di arresti effettuati nell'area nell'ultimo anno, già quattro dall'inizio del 2026.

Un'attività operativa costante, supportata da numeri e risultati che in passato gli sono valsi anche riconoscimenti ufficiali, come quello ricevuto nel 2017 dall'allora capo della polizia Franco Gabrielli, oltre che lodi e apprezzamenti di stima da parte dei colleghi. Tuttavia, proprio questa anzianità di servizio, unita all'intensa attività sul territorio, avrebbe reso il 41enne una figura di riferimento e, secondo alcune testimonianze, anche dominante tra i colleghi più giovani.

Ora che Cinturrino è indagato per omicidio, attorno alla sua figura si moltiplicano i dubbi sul suo operato. Secondo alcune voci, si ipotizzerebbe una sua vicinanza ad alcuni pusher attivi in uno stabile popolare dove la moglie dell'agente svolgerebbe il ruolo di custode. Altri, invece, sostengono che il 41enne chiedesse il pizzo agli spacciatori della zona e che, nei confronti di coloro che non si piegavano a determinate richieste, avrebbe utilizzato pressioni e arresti. Ipotesi che, al momento, sono tutte al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di verificare tali informazioni.

Tuttavia, durante gli interrogatori, i 4 colleghi indagati per omissione di soccorso aggravata e favoreggiamento avrebbero parlato di arresti "forzati", interventi evitati e comportamenti violenti durante i controlli. Inoltre, i poliziotti più giovani avrebbero spiegato agli inquirenti di essersi sentiti condizionati dall'esperienza e dal carattere del collega più anziano. Una soggezione che, stando al loro racconto, li avrebbe portati a non intervenire o a non opporsi in determinate circostanze.

In questo caso specifico, il fratello della vittima aveva riferito che Mansouri aveva paura "del poliziotto di Mecenate" perché "gliela aveva giurata", sospettando che quel 26 gennaio si sia trattato non tanto di un errore, ma di una "vendetta". Una versione che, tra l'altro, sembra essere avvalorata dai primi risultati dell'autopsia e dall'ipotesi dei legali della famiglia del 28enne che sostengono che "non avesse la pistola" e che qualcuno l'avrebbe messa lì successivamente.

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