C’era una volante del commissariato di Cinturrino quando morì Igor Squeo. La mamma: “Indagate su quei poliziotti”

Le indagini sull'omicidio di Rogoredo non si fermano all'assistente capo di polizia Carmelo Cinturrino, in carcere per aver ucciso il 28enne Abderrahim Mansouri, sparandogli durante un controllo antidroga la sera del 26 gennaio. E non si fermano nemmeno ai quattro agenti che erano con lui, indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento e trasferiti in altra sede, dove attualmente svolgono un impiego d'ufficio, lontano dalla strada. L'inchiesta che ha seguito la morte di Mansouri, detto Zack, si allarga anche all'intero commissariato Mecenate, dove gli agenti coinvolti in questa vicenda lavoravano, e che è stato protagonista in passato di una storia raccontata da Fanpage.it e ancora non arrivata a una conclusione certa, quella della morte del 33enne Igor Squeo tra l'11 e il 12 giugno del 2022.
La vicenda di Cinturrino
Ma facciamo un passo indietro e ritorniamo al commissariato Mecenate, che si trova a cinque minuti in auto da via Impastato, luogo dove la sera del 26 gennaio l'agente Carmelo Cinturrino ha sparato con la sua pistola d'ordinanza ad Abderrahim Mansouri, noto pusher della zona che, secondo le testimonianze di chi lo conosceva, oggi al vaglio della Procura, "temeva quel poliziotto che si faceva chiamare Luca".
Ebbene, è stato proprio nei pressi del commissariato che la mattina del 23 febbraio Cinturrino è stato fermato e portato in carcere con l'accusa di omicidio volontario. Pochi giorni prima, il 20 di febbraio, erano stati trasferiti i colleghi presenti insieme a lui quella sera. Erano stati loro a confermare, in un primo momento, la versione di Cinturrino, che aveva riferito di aver sparato perché Mansouri gli stava puntando una pistola. L'arma, poi rivelatasi giocattolo, è stata in effetti trovata accanto al corpo della vittima, ma quando le indagini hanno acclarato che era stata portata lì dopo lo sparo, le ricostruzioni dei colleghi hanno iniziato ha discostarsi da quella di Cinturrino, reo confesso, infine, durante l'interrogatorio con il gip per la convalida del fermo.

Eppure, secondo numerose testimonianze arrivate sul tavolo del procuratore generale Marcello Viola e del pm Giovanni Tarzia, che stanno conducendo le indagini, non era la prima volta che l'agente Carmelo Cinturrino agiva "sopra le righe" e la sua condotta poteva essere nota ai colleghi. Anche le voci raccolte da Fanpage.it, di un cugino e di un'amica di Zack, suggerirebbero questa ipotesi: "Cinturrino non girava mai da solo – ci ha rivelato l'amica della vittima -, con lui c'era sempre un agente più giovane, il suo braccio destro". "Picchiava con un martello e sottraeva soldi, eroina e cocaina a tossici e spacciatori – ha aggiunto il cugino di Mansouri -, perché i suoi colleghi non hanno mai tirato fuori queste storie?".
Indagini sul Commissariato Mecenate
Chi sapeva? "Era aggressivo, allungava le mani", dichiarerà in interrogatorio un collega di Cinturrino, citando anche l'ormai famoso martello. Un altro aggiunge: "Lo avrò visto cinque o sei volte colpire qualcuno […]. Lo faceva per farsi dire dove era la sostanza". Gli episodi anomali messi a verbale sono diversi: nessuno aveva parlato prima, magari con l'ispettore a capo del commissariato? Su quest'ultimo un poliziotto, interrogato, dice: "Il nuovo ispettore è arrivato da un anno, si lasciava un po' condizionare da Carmelo, che ha vent'anni di servizio".

A un mese dall'omicidio di Rogoredo, si prospetterebbe un cambio radicale nell'intera scala gerarchica del commissariato Mecenate. Nel frattempo la Procura si sta concentrando proprio su quel che succedeva al suo interno: dall'eventuale rete di complicità di cui avrebbe goduto Cinturrino agli arresti anomali di spacciatori e pusher. I pm analizzeranno anche i vecchi fascicoli, tra cui quello sulla morte di Igor Squeo, deceduto nella notte tra l'11 e il 12 giugno 2022 in circostanze non ancora chiare.
Come è morto Igor Squeo?
Ufficialmente il 33enne avrebbe perso la vita per arresto cardiocircolatorio all’alba del 12 giugno 2022, durante un intervento delle forze dell'ordine nel suo appartamento a Milano. Sette volanti arrivano nell'alloggio di via Dalmazia dove si trovava Squeo e tra queste c'è anche la Mecenate bis (con agenti diversi rispetto a quelli coinvolti nel caso di Rogoredo).

“Intossicazione acuta da cocaina”, l’ipotesi della Procura, che ha chiesto per due volte l'archiviazione delle indagini, ma la famiglia, rappresentata dall'avvocata Ilaria Urzini, non si è mai arresa e ha posto dubbi sul corretto operato di chi era intervenuto quella notte: dal taser andato perduto alle apparenti incongruenze nel referto medico.
Il sospetto dei familiari, rafforzato dai racconti messi a verbale dai sanitari e dalle consulenze mediche di parte, è che Igor sia morto non per overdose da cocaina ma perché la sua ossigenazione era drasticamente diminuita a seguito della compressione toracica agita dalla polizia con l'ormai tristemente nota manovra Floyd operata dagli agenti. Manovra su cui si sarebbe poi innestata poi la somministrazione di un sedativo usato di solito usato in anestesia generale, il Propofol, che ha tra gli effetti anche quello della depressione respiratoria.
La mamma di Igor "Fate chiarezza"
"Voglio solo sapere come è morto mio figlio", ha più volte dichiarato a Fanapge.it la mamma di Igor Squeo, Franca Pisano, che sulla vicenda odierna aggiunge: "Quando ho appreso della notizia riguardante l'agente Cinturrino sono rimasta molto colpita, perché lavorava in quello stesso commissariato Mecenate i cui agenti sono intervenuti in casa mia il 12 giugno 2022, intervento che si è concluso con la morte di mio figlio".
"Il fascicolo – continua Pisano – è in mano alla magistratura e io sto aspettando da tre anni che si faccia luce sulle eventuali responsabilità degli agenti nella sua morte, perché anche se la consulenza del pm ha ritenuto il decesso dovuto a intossicazione da cocaina, la richiesta di archiviazione è stata respinta sulla base delle testimonianza degli operatori sanitari, secondo i quali Igor era stato trattenuto a terra, in posizione prona, con il corpo e con le ginocchia, da parecchi agenti per più di 20 minuti".
"Anche la nostra consulenza medico legale – spiega la mamma di Igor – ha stabilito che la morte è dovuta ad asfissia posturale, cioè mio figlio è rimasto senza ossigeno e il cuore ha ceduto. Non essendo il primo caso riguardante condotte violente potenzialmente addebitabili ad agenti appartenenti al medesimo Commissariato, sono molto preoccupata e chiedo che si faccia piena luce, tanto sulla morte di mio figlio quanto su ciò che accade all'interno di quel Commissariato".