"Quello di Ibiza era programmato come “il mese dello sfascio": è così che Alberto Genovese, l'imprenditore arrestato a Milano con l'accusa di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e cessione di droga nei confronti di due ragazze di 18 e 23 anni, ha definito il periodo trascorso nell'isola spagnola durante l'interrogatorio svoltosi davanti al giudice per le indagini preliminari Tommaso Perna.

Genovese: Anche altri ospiti portavano la droga

In quel mese le feste organizzate dal mago delle start up si svolgevano tutte nella cosiddetta "Villa Lolita". Un'abitazione che, stando a quanto riportato dal quotidiano Il Corriere della Sera, era divisa in due da una scalinata: "Da una parte c'erano una quindicina di ospiti che usavano droghe, dall'altra quelli che non si drogavano – racconta il 43enne -. Ero io a pagare la droga, ma non ero il solo". A portarla infatti sarebbero stati anche alcuni ospiti. Rispettivamente invece a quanto affermato dalla 18enne, secondo la quale poco prima della violenza avvenuta nell'attico di Genovese a Milano, l'imprenditore le avrebbe fatto bere champagne da una bottiglia "con un cavetto legato al collo" e dove ci sarebbe stata della droga che le avrebbe fatto perdere il controllo, il 43enne ha affermato: "Ho alzato la bottiglia e ho fatto vedere che c'era un nastro bianco per far capire che si trattava di Md-Ma (ecstasy)".

La versione dell'imprenditore

Nel "mese dello sfascio" di Ibiza, periodo nel quale si sarebbe consumata la violenza nei confronti della 23enne, Genovese ha detto di aver consumato una quantità enorme di alcol e droga: "Tanto che appena arrivati siamo stati svegli per quattro giorni consecutivi". La violenza sessuale sarebbe avvenuta il 10 luglio. Quel giorno, tra i diversi invitati sotto effetto di droga, ci sarebbe stata anche la modella di 23 anni. Stando ai racconti del 43enne, a un certo punto la 23enne e l'ex fidanzata dell'imprenditore – accusata anche lei di violenza sessuale – avrebbero iniziato a flirtare: "Ci siamo messi a letto e abbiamo avuto un rapporto sessuale". La ragazza – sempre secondo il racconto di Genovese – si sarebbe sentita male e avrebbe iniziato a vomitare. Subito dopo avrebbe avuto una sorta di attacco epilettico e i due avrebbero cercato di tenerla ferma per evitare che si ferisse da sola: "L'abbiamo aiutata a uscire dalla stanza e l'abbiamo fatta stendere su un lettino". Secondo l'accusa invece la ragazza sarebbe stata drogata e sarebbe stata abusata per ore tanto da procurarle diversi lividi e graffi.