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Caso dossieraggi e dati rubati

Caso dossieraggi Equalize, chiesto il processo per Enrico Pazzali e chiuse le indagini su 81 persone

È stato chiesto il processo per Enrico Pazzali, fondatore di Equalize, accusato di associazione a delinquere e altri reati legati a presunti dossieraggi illegali. Sono state chiuse anche le indagini a carico di 81 persone, “clienti” dell’agenzia investigativa.
A cura di Enrico Spaccini
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Enrico Pazzali
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La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, l'ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell'agenzia investigativa Equalize. Le accuse sono di associazione a delinquere e altri reati legati ai presunti dossieraggi su commissione eseguiti attraverso accessi abusivi in banche dati. Lo ha comunicato il procuratore capo Marcello Viola, che attraverso una nota ha dichiarato anche la chiusura delle indagini di un secondo maxi filone a carico di 81 persone. Si tratta di presunti "clienti" di Equalize, come Leonardo Maria Del Vecchio, uno dei figli del fondatore di Luxottica, l'ex manager di Publitalia Fulvio Pravadelli, il capo affari legali di Eni Stefano Speroni e Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo (estraneo alle indagini), accusati a vario titolo di associazione a delinquere, intercettazioni illegali, intrusione in sistemi informatici di rilevanza pubblica, corruzione per la cessione di dati riservati e calunnia. Loro hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti o presentare memorie difensive, dopodiché la Procura potrà chiedere anche per loro il rinvio a giudizio.

I dossieraggi di Equalize e la richiesta di processo per Pazzali

Le indagini sull'agenzia investigativa Equalize di via Pattari, alle spalle del Duomo di Milano, sono partite nel 2022 e sono state coordinate dai pm Francesco De Tommasi e Eugenio Fusco. L'azienda era stata fondata da Pazzali, già presidente di Fondazione Fiera Milano, e dall'ex superpoliziotto Carmine Gallo, deceduto il 9 marzo 2025. L'ipotesi degli inquirenti è che Equalize sia stata una sorta di "centrale dei dossier", ovvero un team di hacker e spie dedito alla "creazione di banche dati parallele vietate e con la circolazione indiscriminata di notizie e informazioni sensibili, riservate e segrete". Per l'accusa, l'azienda sarebbe riuscita a "tenere in pugno cittadini e istituzioni", arrivando a "condizionare" dinamiche "imprenditoriali e procedure pubbliche, anche giudiziarie".

Un primo filone di indagini era stato chiuso a luglio 2025 e vedeva indagati Pazzali e altre 14 persone, come l'hacker-informatico Samuele Calamucci e l'ex carabiniere del Ros e agente dei servizi Vincenzo De Marzio. Alcune di quelle posizioni sono nel frattempo state stralciate in vista di patteggiamenti, mentre l'accusa di associazione a delinquere è stata estesa ad altre sei persone. Oggi, giovedì 9 aprile, la Procura ha fatto sapere di aver chiesto il processo per Pazzali.

Gli altri 81 indagati

Nel frattempo, si è chiuso anche il filone parallelo sui presunti "clienti" di Equalize. Si tratta in tutto di 81 persone, indagate a vario titolo con le ipotesi rivelazione di segreto, calunnia, false dichiarazioni al difensore, accesso abusivo a sistema informatico e intercettazioni illegali. Fra loro, ci sono Leonardo Maria Del Vecchio, Fulvio Pravadelli, Stefano Speroni, Giacomo Tortu, ma anche il generale della guardia di finanza Cosimo di Gesù, importanti avvocati milanesi dello studio legale Dentons, il finanziere-banchiere Matteo Arpe e il fratello Fabio Arpe, il security manager di Luxottica, Stefano Orsini e il ceo di LMDV Capital, family office di Del Vecchio, Marco Talarico.

Il procuratore Viola ha fatto sapere che le indagini a loro carico sono state chiuse e che ora hanno 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentiti o presentare memorie difensive. Al termine di questa scadenza, si profila la richiesta di rinvio a giudizio per tutti loro da parte della Procura che dovrà, poi, essere vagliata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale.

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