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27 Luglio 2020
11:35

Caso camici, Fontana si difende: “Accordo corretto, ma ho chiesto a mio cognato di non farsi pagare”

“Dei rapporti negoziali a titolo oneroso tra Dama e Aria non ho saputo fino al 12 maggio scorso. Sono tutt’ora convinto che si sia trattato di un negozio del tutto corretto, ma poiché il male è negli occhi di chi guarda ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni”. Sono le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel suo intervento in Consiglio regionale per riferire sul caso camici. Il governatore ha parlato di “polemiche sterili e inutili” e affermato che l’amministrazione “non ha speso un euro per i 50mila camici”.
A cura di Simone Gorla
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"Dei rapporti negoziali a titolo oneroso tra Dama e Aria non ho saputo fino al 12 maggio scorso. Sono tutt'ora convinto che si sia trattato di un negozio del tutto corretto, ma poiché il male è negli occhi di chi guarda ho chiesto a mio cognato di rinunciare al pagamento per evitare polemiche e strumentalizzazioni". Sono le parole del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel suo intervento in Consiglio regionale per riferire sul caso dei camici forniti dall'azienda di suo cognato. Una vicenda che lo vede indagato per frode in pubbliche forniture mentre i pm hanno avviato, come atto dovuto, verifiche sui conti in Svizzera con fondi per 5,3 milioni fatti rientrare dalle Bahamas.

Fontana si difende al Pirellone: Sterili polemiche sulla mia persona

"Ho riflettuto molto sull'opportunità di intervenire in aula – ha esordito il governatore – soprattutto per la preoccupazione di dare una ulteriore cassa di risonanza a sterili polemiche sulla mia persona e sul ruolo istituzionale che ho l'onore di ricoprire. Ho deciso di essere qui non solo per riaffermare la verità dei fatti, per voltare pagina per affermare con forza la volontà di andare avanti, guardare oltre affrontando un presente pieno di incognite".

Il governatore: Procedura semplificata era autorizzata dal governo

"Sapevo che Dama si era resa disponibile per aiutare in emergenza covid", ha spiegato Fontana ricordando che l'assessore Cattaneo "aveva interpellato Dama e altri fornitori sul territorio. Tutte e cinque le ditte che hanno dato disponibilità hanno visti acquistati i loro camici con costi differenti. Per tutte queste aziende, che ringrazio, è valsa la medesima procedura attuata per tutti gli acquisti fatti dopo l’autorizzazione del governo a usare la procedura semplificata per l’emergenza.

"Informazione faziosa, non tollero si dubiti della mia integrità"

Di fronte alle richieste di dimissioni da parte delle opposizioni, Fontana ha ribattuto accusando anche i mezzi di informazione di aver operato un campagna "faziosa" contro di lui. "L'inchiesta di Report è stata annunciata con toni scandalistici", ha detto. "Non posso tollerare che si dubiti della mia integrità e di quella dei miei familiari", ha aggiunto. "Il mio coinvolgimento, se di coinvolgimento si può parlare, è quello qui illustrato, nulla di più ne di meno, se non il fatto che Regione Lombardia non ha speso un euro per i 50mila camici", ha concluso.

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