"In tutto il suo intervento Fontana non ha lascito trasparire niente di umano, nessun ripensamento, nessun pentimento sulle scelte fatte. Non ha ammesso nessun errore, non ha mai detto "potevamo fare meglio". Dopo tutto quello che è successo, con tutte le inchieste aperte, non è accettabile che sia questa la sua posizione di fronte ai lombardi". Massimo De Rosa, capogruppo del Movimento 5 Stelle Lombardia, intervistato da Fanpage.it spiega perché il suo partito ha chiesto le dimissioni del governatore Attilio Fontana, che oggi in aula al Pirellone ha riferito sul caso dei camici ordinati all'azienda di suo cognato, una vicenda. Una vicenda che lo vede indagato per frode in pubbliche forniture.

La Procura di Milano sta indagando e verificando la posizione del governatore. Perché chiedete che si dimetta prima che l'inchiesta sia conclusa?

La nostra richiesta di dimissioni non dipende dall'esito dell'inchiesta sul caso camici. Il problema principale non è nemmeno la fornitura dall'azienda di un parente. Il centro della questione è che Fontana ha mentito, ha ritrattato tutto quello che aveva dichiarato. Sosteneva di non sapere niente dell'accordo tra Aria e l'azienda di suo cognato, poi è venuto fuori che era una bugia, questo è grave dal punto di vista politico. Altrettanto grave è la gestione dilettantistica della vicenda: accordi cambiati, trasformati in donazione, bonifici che vengono bloccati. È imbarazzante, non trovo altro termine.

In aula Fontana ha parlato di attacchi faziosi contro di lui da parte dei media e dell'opposizione

Anche oggi il presidente della Lombardia ha dimostrato molta arroganza. Lui e il suo partito continuano a sostenere che chi mette in dubbio l'operato della giunta faccia un attacco alla Lombardia. Non è così. La Lombardia non è la Lega, i lombardi hanno fatto il loro dovere, è la giunta che ha fatto scelte scellerate.

Protesta in aula al Pirellone per il "caso camici"
in foto: Protesta in aula al Pirellone per il "caso camici"

I consiglieri di maggioranza hanno sventolato le bandiere della Lombardia.

Anche quella delle bandiere in aula è una scelta sbagliata, troppo facile. Vediamo un partito che parla tanto di difesa del made in Italy, di orgoglio padano e lombardo, e poi ha esponenti di spicco con i soldi in Svizzera e alle Bahamas. Non è nulla di illegale, sia chiaro, ma è quantomeno paradossale.

Così non si entra in questioni di famiglia, in un ambito privato?

Ma proprio questo è il problema. Per loro è normale questa gestione “familiare” delle questioni, per cui se c'è un'emergenza chiamo in causa imprenditori amici e parenti. Detto ciò, in situazione di emergenza anche fare un acquisto dall'azienda della moglie, se dimostra che non c'erano alternative migliori. Sarebbe stato meno criticabile portare avanti quella linea, piuttosto che mettere tutte queste pezze che sono veramente vergognose.

Presenterete oggi una mozione di sfiducia?

Per noi è opportuna una mozione di sfiducia, anche se tecnicamente forse non è possibile farlo ora. Ci tengo a chiarire che il punto non è solo la questione dei camici, ma riguarda tutte le scelte politiche, le palesi incapacità, gli errori, le dichiarazioni fatte. Fontana deve assumersi la responsabilità per le mascherine Fippi, l'ospedale in Fiera, il caso Diasorin e tutti gli altri scandali.