Sono 18 milioni le mascherine "pannolino" ordinate da regione Lombardia all'azienda Fippi di Rho lo scorso marzo. Sono contenute nel magazzino unico di regione Lombardia e stando a quanto denunciato anche dal consigliere regionale del PD Pietro Bussolati non solo sono state contestate da medici e infermieri che le hanno rifiutate, ma non sono state distribuite nemmeno a cittadini e lavoratori.

Le mascherine sono state rifiutate dagli operatori sanitari perché non sicure

"Nel momento in cui c'erano decine di persone che morivano negli ospedali sembrava quasi tragicomico proporre mascherine di quel tipo – spiega a Fanpage.it un lavoratore dell'ospedale Niguarda di Milano – c'è stato subito un rifiuto generalizzato da parte di tutti gli operatori sanitari". Secondo il dipendente del nosocomio milanese le mascherine non avevano una buona tenuta e quindi durante il lavoro scendevano andando a scoprire naso e anche bocca e quindi non potevano garantire la sicurezza del personale medico.

Sindacati: ennesimo tassello di mala gestione di regione Lombardia

"Gli operatori sanitari sia del Niguarda che dell'ospedale di Busto Arsizio ci hanno contattato per dirci – spiega Riccardo Germani di ADL Cobas – che erano in circolazione delle mascherine prodotte da una famosa ditta di pannolini che però non corrispondevano alle esigenze dei dispositivi di protezione individuale". Germani spiega che per questo motivo è stato fatto un esposto alla magistratura per capire se le mascherine fossero idonee o meno: è stata aperta un'indagine per truffa. Al momento sono accatastate in un magazzino della regione Lombardia: si tratta di circa 18 milioni di pezzi inutilizzati: l'ultimo carico sarebbe arrivato circa un mese fa. "Si tratta dell'ennesimo tassello di una mala gestione da parte di regione Lombardia e di chi si occupa in particolare della sanità", conclude Germani.

Le mascherine inutilizzate? Un'autotutela in caso di emergenza

Fanpage.it insieme con il consigliere regionale Bussolati è entrata nel magazzino in cui sono stipati i 18 milioni di mascherine. Inoltre ha chiesto a quattro assessori regionali perché le mascherine Fippi, ordinate a fine marzo, in un momento in cui servivano drammaticamente, non siano mai state distribuite ma non ha ricevuto risposta: "Tutto quello che era necessario è stato usato – spiega l'ufficio stampa di regione Lombardia – si è deciso di mantenere un'autotutela di salvaguardia nel caso in cui dovesse esserci un'emergenza. Il resto è una polemica montata dai sindacati".