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Carabiniere dice che Mattarella non è il suo presidente: la Procura di Milano apre un’indagine

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo di indagine relative all’episodio che vede coinvolto un carabiniere autore di alcune frasi contro il presidente della Repubblica. Prima di iscrivere il militare al registro degli indagati, dovranno essere acquisite le informative relative al dialogo tra il maresciallo e la 94enne Franca Caffa.
A cura di Ilaria Quattrone
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È stato aperto un fascicolo di indagine sull'episodio che ha visto coinvolto un carabiniere autore di alcune frasi contro il Presidente della Repubblica Sergio Matterella. La decisione è stata presa dal procuratore di Milano Marcello Viola. Si tratta di un fascicolo a modello 45. A pronunciare quelle parole è stato un maresciallo capo di 54 anni in servizio al III Reggimento.

L'episodio durante la manifestazione pro Palestina

L'episodio si è verificato durante la manifestazione pro Palestina avvenuta lo scorso sabato a Milano. I militari del comando provinciale di Milano, coordinati dalla procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, svolgeranno tutti gli accertamenti di rito. Prima infatti di poter ipotizzare un reato e iscrivere il maresciallo al registro degli indagati, è necessario avere le informative che riportano il dialogo tra il carabiniere e la 94enne Franca Caffa.

Potrebbe essere ipotizzato il reato di "offesa all'onore o al prestigio del presidente della Repubblica".

Il dialogo con l'attivista 94enne Franca Caffa

La manifestante gli aveva chiesto se ricordava le parole che il presidente della Repubblica aveva pronunciato nel suo discorso in occasione del Giorno della Memoria: "Mai più uno Stato razzista". A quel punto, il militare ha detto: "Con tutto il rispetto signora, Mattarella non è il mio presidente. Io non l'ho votato, non l'ho scelto io, non lo riconosco". Il 54enne ha poi chiesto scusa per le sue parole: "Mi sono ritrovato a dire una frase stupida e non pensata veramente, sono mortificato".

Nei suoi confronti l'Arma ha preso provvedimenti: ha disposto il trasferimento e inviato gli atti alla Procura e all'autorità giudiziaria militare.

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