In Lombardia non si parla d'altro ormai da giorni. Aria Spa, società regionale che si sta occupando tra mille polemiche delle prenotazioni per i vaccini anti covid, è diventata un po' il simbolo delle inefficienze della regione più colpita dal Coronavirus nella gestione della pandemia. Dopo che anche il super consulente Guido Bertolaso e la vice presidente Letizia Moratti l'hanno pubblicamente criticata, il governatore Attilio Fontana ha chiesto (dietro le pressioni di Matteo Salvini) l'azzeramento del Consiglio di amministrazione, che nella mattinata di giovedì 25 marzo si è dimesso in blocco lasciando come amministratore unico il direttore generale Lorenzo Gubian.

Dal caso camici ai vaccini antinfluenzali, il difficile 2020 di Aria Spa

Già prima di quest'anno e della campagna di vaccinazione contro il Covid, tuttavia, il nome della società partecipata al 100 per cento da Palazzo Lombardia e fortemente voluta nel 2019 da Attilio Fontana e dall'assessore al Bilancio Davide Caparini per unire in un'unica struttura tre partecipate (Lombardia informatica, Arca e Infrastrutture lombarde) era finito al centro delle cronache. Anche il 2020, in effetti, è stato molto tribolato per Aria. A luglio dello scorso anno l'ex direttore generale Filippo Bongiovanni si era dimesso e aveva chiesto di essere assegnato ad altro incarico dopo che il suo nome era finito nel registro degli indagati nell’inchiesta sulla fornitura di camici e altro materiale sanitario da parte della Dama, società di Andrea Dini, cognato del governatore lombardo.

In seguito, sempre nel 2020, era stata la volta dei vaccini antinfluenzali: in questo caso Aria si è distinta, in negativo, per i bandi di gara per l'acquisto delle dosi di antinfluenzale che sono andati in molti casi deserti, determinando un ritardo nella fornitura che sul finire dello scorso anno ha suscitato non poche polemiche. Sulla vicenda è andato all'attacco anche l'ex assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, in carica fino a gennaio di quest'anno prima dell'avvicendamento con Letizia Moratti. In un'intervista ha detto che Aria "aveva sbagliato completamente il percorso di acquisizione" e "si è dimostrata una realtà non efficiente e al di sotto delle aspettative. Il management – ha aggiunto Gallera – non si è dimostrato all'altezza".

Nel 2020 stanziati premi per oltre un milione di euro

Eppure, come ha potuto verificare Fanpage.it consultando il sito web della società regionale, proprio nel 2020 per i manager e i dipendenti di Aria, nello specifico di Lombardia informatica, sono stati stanziati premi per oltre un milione di euro. La tabella è pubblica, ai sensi dell'articolo 20 del Decreto legislativo  33/2013. Per i 18 dipendenti che rientrano nel campo "personale dirigente" i premi stanziati ammontano a oltre 329mila, in media più di 18mila euro a testa. Per il personale non dirigente, 162 dipendenti, i premi stanziati in totale ammontano a 690mila euro, poco più di 4.200 euro a testa.

I premi stanziati dalla società Aria nel 2020
in foto: I premi stanziati dalla società Aria nel 2020

Chiesto l'accesso agli atti per capire obiettivi e valutazione

Sembra lecito chiedersi rispetto a quali obiettivi siano stati stanziati i premi e se gli stessi saranno poi erogati, e in che misura. Nel corso dell'audizione del direttore generale di Aria in Commissione Bilancio, che si è tenuta giovedì mattina, il consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta lo ha chiesto al manager, ottenendo però risposte non soddisfacenti. Gubian ha spiegato che al momento non è stato erogato alcun premio, in quanto il bilancio relativo al 2020 non è ancora stato chiuso. Il direttore generale e neo commissario unico (sul cui duplice ruolo vi sono state diverse osservazioni critiche da parte dei consiglieri Viviana Beccalossi e Pietro Bussolati) ha anche detto che gli obiettivi vengono assegnati dalla Regione e valutati dalla stessa, e vengono poi calati dai manager fino all'ultimo degli impiegati. Restano però i dubbi, tanto che il consigliere Carretta ha presentato una domanda di accesso agli atti per sapere i "criteri formulati per l'assegnazione dei premi al personale relativamente all'anno 2020", "gli obiettivi da raggiungere e gli indicatori" per misurare la performance della società e una copia del piano della performance relativo al 2020, oltre a una copia del piano incentivi 2020 che, evidenzia Carretta, a differenza di quello del 2019 non è disponibile sul sito della società. L'ultimo punto su cui Carretta chiede chiarimenti riguarda infine un'altra criticità da tempo segnalata dal consigliere: e cioè la sensazione che, nonostante il personale e le competenze interne, Aria faccia sovente affidamento ad imprese terze dall'esterno. Per questo motivo il consigliere ha chiesto una copia dell'elenco dei consulenti di cui Aria Spa si è avvalsa nel 2020 e di cui intende avvalersi nel 2021.

I premi erogati dalla società Aria nel 2019
in foto: I premi erogati dalla società Aria nel 2019

Il consigliere Carretta: Voglio andare a fondo, serve trasparenza su società regionali

“Visti i disservizi nella campagna vaccinale, ma anche considerati tutti gli altri ‘casi' legati ad Aria, come le difficoltà nel reperire Dpi ad inizio epidemia e vaccini anti influenzali ad ottobre, voglio andare a fondo e costruire un vero e proprio progetto di trasparenza nei confronti dei cittadini sulle società regionali – precisa a Fanpage.it il consigliere di Azione, partito fondato da Carlo Calenda -. Gli atti depositati e le richieste fatte finora sono solo l’inizio di questo percorso. I cittadini lombardi – prosegue Carretta – meritano di sapere come sono stati scelti i dipendenti di Aria (e delle ex Arca e Lispa), quali figure professionali compongono l’intero organico, visto che spesso sentiamo di consulenze e fornitori esterni per missioni che, in teoria, dovrebbero essere coperte dalla stessa Società. In generale sembra sempre più evidente che in tutte le aziende regionali ci siano problemi da risolvere: da Aler, passando per le Ats, Trenord, Finlombarda e Aria sono tutte realtà che richiedono un completo ripensamento – conclude Carretta -. I cittadini e le imprese lombarde hanno bisogno di una Regione che affronti in modo nuovo e rigenerato le tante questioni aperte e che si proporranno nei prossimi anni".