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23 Settembre 2021
18:36

Caccia in Lombardia, approvata delibera per la ripresa dell’attività venatoria dopo lo stop del Tar

Riapre la caccia in Lombardia. La giunta regionale ha approvato oggi le disposizioni integrative al calendario venatorio regionale 2021/2022 in adeguamento al parere Ispra. L’assessore Rolfi ha dicharato: “Un provvedimento necessario per rispondere all’atto monocratico del Tar della Lombardia, avvenuto senza confronto”. Pochi giorni fa il Tar aveva sospeso la caccia in Lombardia fino al 7 ottobre, accogliendo il ricorso della Lega abolizione caccia (Lac) sul calendario riduttivo venatorio.
A cura di Simona Buscaglia
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"Riapriamo la caccia in Lombardia". Questo il commento in una nota dell'assessore all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi dopo che la giunta a Palazzo Lombardia ha approvato oggi le disposizioni integrative al calendario venatorio regionale 2021/2022 in adeguamento al parere Ispra. "Da sabato – ha proseguito l'assessore – per addestramento cani e per l'appostamento da alcune specie e dal 2 ottobre tutto il resto dell'attività venatoria. Un provvedimento necessario per rispondere all'atto monocratico del Tar della Lombardia, avvenuto senza confronto. Il documento approvato ha validità fino al 7 ottobre in attesa della sentenza sul calendario originale dopo la quale decideremo quale strada intraprendere garantendo comunque il proseguo dell'attività. Con questo atto si riducono le giornate perse e si dà la possibilità ai cacciatori che hanno pagato le licenze di riprendere l'attività".

Le regole della delibera sulla caccia

Con la nuova delibera si riattiva l'esercizio venatorio su tutto il territorio regionale. In particolare: dal 25 settembre riparte la caccia solo da appostamento limitatamente alle specie colombaccio, cornacchia grigia, cornacchia nera, gazza, ghiandaia e merlo; fino al 30 settembre riparte l'addestramento e allenamento dei cani negli Atc e in alcuni Ca; dal 2 ottobre riparte la caccia alla piccola fauna stanziale (fagiano, starna, pernice rossa, lepre, coniglio selvatico, minilepre e volpe) in forma vagante e alle specie ornitiche (tordo bottaccio, tordo sassello, anatidi, beccaccia, beccaccino ecc.), sia da appostamento che in forma vagante. La caccia al cinghiale, in tutte le sue forme (collettive e in selezione), non era stata interrotta dalla sopra citata sospensiva. La caccia in selezione agli ungulati poligastrici (cervo, capriolo, camoscio e muflone), regolamentata con decreti dei dirigenti Afcp, prosegue ovunque con effetto immediato.

La delibera avvenuta dopo la decisione del Tar

La delibera avviene dopo la decisione del Tar (Tribunale amministrativo regionale) di martedì scorso, che aveva sospeso la caccia in Lombardia fino al 7 ottobre. Il Tar aveva accolto il ricorso della Lega abolizione caccia (Lac) sul calendario riduttivo venatorio, ovvero la lista di quanti e quali specie sono cacciabili. Per gli attivisti della Lac era stato pubblicato solo un giorno prima dell’apertura generale della stagione, "moltiplicando le specie e ampliando la mobilità delle doppiette con la piena consapevolezza del fatto che i favori illegali saranno impugnati dalle associazioni ambientaliste, per tenersi stretti i cacciatori speranzosi".

La Lac aveva esultato per la decisione, seppur provvisoria, del Tar: "La Lac ha fermato l’ennesimo tentativo di un saccheggio infinito della biodiversità che per qualcuno è irrilevante – aveva scritto l'associazione in una nota -. Cambia tragicamente il clima, cambia la sensibilità delle persone. Ciò che non sembra cambiare mai è una certa politica trasversale a quasi tutte le forze politiche che continua a sostenere pratiche insostenibili".

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