Un ragazzo di 27 anni, Abbas Sibtain, è stato fermato e arrestato a Brescia in un'operazione congiunta condotta dall'Interpol e dalla questura della città lombarda. Il 27enne, cittadino pakistano con un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria rilasciato nel 2014 dalla questura di Viterbo, era ricercato in patria per omicidio volontario. Il 31 luglio del 2011 aveva ucciso a colpi di fucile, assieme ad altre tre persone, Muhammad Mumtaz. L’omicidio, stando a quanto detto dall'arrestato, era maturato nell'ambito di una faida tra famiglie legato a contrasti tra sunniti e sciiti. La vittima, infatti, a sua volta nel 1997 era stato condannato per aver ucciso un altro uomo, ma dopo qualche anno di carcere era tornato in libertà facendo così scattare il desiderio di vendetta, poi consumata.

Nel 2014 aveva ottenuto in Italia un permesso di soggiorno

Abbas era in Italia almeno dal 2014, anche se allora non era ancora ricercato dalle autorità internazionali. Anche per questo motivo era riuscito a ottenere un permesso di soggiorno. Solo nel 2018 il tribunale pachistano di Bhalwal aveva emesso nei suoi confronti un ordine di cattura per il reato di omicidio volontario. Ieri mattina Abbas, probabilmente credendo di non essere più ricercato per un delitto avvenuto ormai 9 anni fa, si è presentato all’ufficio immigrazione della questura di Brescia, città in cui si era trasferito, per rinunciare alla protezione sussidiaria e chiedere un permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Questa richiesta si è però rivelata determinante per il suo arresto: col cambio dei motivi del permesso di soggiorno è venuta meno la sua condizione di rifugiato politico, che impediva l'arresto a fine di estradizione. E così, dopo avergli fatto sottoscrivere come richiesto la rinuncia alla protezione internazionale, gli agenti della questura, che erano stati informati sui precedenti del 27enne dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), hanno proceduto all’immediato arresto del 27enne che adesso sarà estradato: in patria rischia una pena fino all'ergastolo.