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Aurora Livoli, la 19enne trovata morta in via Paruta a Milano

Aurora Livoli, la figlia della compagna di Emilio Velazco: “Viveva con noi, non sapevamo fosse pericoloso”

A parlare è la figlia della compagna di Emilio Velazco. Lei e la madre vivevano insieme all’uomo da due anni circa. La ragazza ha detto anche: ‘Non tornerà mai in questa casa’.
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Il frame in cui si vedono il 53enne e Aurora Livoli
Il frame in cui si vedono il 53enne e Aurora Livoli

"Io e mia madre non ci siamo mai accorte di nulla, non sapevamo fosse ritenuto pericoloso, non rientrerà più in questa casa". A parlare è la figlia della compagna di Emilio Gabriel Valdez Velazco, intervistata dalla trasmissione Ore 14 in onda su Rai2 e condotta da Milo Infante. Le parole della ragazza arrivano oggi nel giorno in cui l'uomo ha confessato l'omicidio di Aurora Livoli, la 19enne trovata morta in un cortile condominiale di via Paruta a Milano la mattina dello scorso 29 dicembre. L'uomo, interrogato questa mattina, giovedì 8 gennaio, nel carcere di San Vittore dal pm Antonio Pansa e dalla collega Letizia Mannella, ha ammesso anche di aver abusato sessualmente della diciannovenne.

Poi la ragazza prosegue: "Con noi lui si è sempre comportato bene. Stava con mia madre da tre anni circa e da due convivevano, lui viveva qui con noi. Era tranquillo, le portava la spesa, la accompagnava al lavoro. Noi non conoscevamo i suoi precedenti, almeno non io, neanche quelli per violenza sessuale. Quando mia madre ha iniziato a frequentarlo, lui viveva ancora con sua sorella. Sapevamo che lì andavano a cercarlo per farlo firmare. Con noi non ha mai dato segnali di violenza. Quando è stato arrestato era con mia madre, stavano andando a prendere l'autobus, lo hanno preso lì". Poi la ragazza conclude: "Non tornerà mai in questa casa".

L'interrogatorio di Velazco

Oggi, giovedì 8 gennaio, Emilio Gabriel Valdez Velazco ha confessato di aver abusato sessualmente e ucciso Aurora Livoli. Oltre che di trovarsi, la sera del 28 dicembre, quando incontrò Aurora Livoli, sotto l'effetto di alcol e droga. All'esterno del carcere di San Vittore, dove Velazco è stato interrogato, il suo legale, Massimiliano Migliara, ha sostenuto che il suo assistito "ha avuto una reazione a cortocircuito, non voleva ucciderla e si è accorto soltanto dopo di averlo fatto".

Secondo il legale, il 57enne avrebbe, infatti, mostrato "una rottura con il senso della realtà", ma non per questo "banalizzerei dicendo che il difensore chiede una perizia psichiatrica, perché noi non abbiamo chiesto nulla". E proprio in merito a una eventuale perizia psichiatrica ha poi aggiunto: "È emerso più di un elemento che mi fa ritenere che ci sia un problema di quel tipo, naturalmente sarà lavoro per i tecnici, per medici e professionisti".

Secondo quanto appreso, però, l'uomo avrebbe già aggredito e violentato altre due donne in strada in passato, una a Milano e una a Cologno Monzese. Avrebbe, inoltre, molestato una 40enne in strada sempre a Cologno dove l'uomo risulta essere domiciliato in un'abitazione in condivisione con la compagna.

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