“Allusioni sessuali e avances a lezione”: le accuse degli studenti contro un docente dell’Università di Brescia

Parole "inappropriate, offensive, lesive della dignità personale" e comportamenti a sfondo sessuale. È questo il cuore della denuncia contenuta in due lettere anonime, scritte e indirizzate al rettore dell'Università degli Studi di Brescia e alle autorità accademiche a distanza di pochi giorni, che chiedono di intervenire nei confronti di un professore ordinario che da anni, stando a quanto riportato nelle missive, metterebbe in atto comportamenti inappropriati nei confronti dei propri studenti.
Cosa c'è scritto nelle lettere
All'interno delle due lettere indirizzate ai vertici dell'Università di Brescia sono stati segnalati quasi 40 episodi "inappropriati" che avrebbero generato negli studenti "un enorme disagio e un costante senso di frustrazione che impatta negativamente sulla nostra permanenza in aula, sull'interesse verso la materia, sulla nostra capacità di attenzione e, in generale, sulla vita in Ateneo".
Tra questi, viene segnalato che il professore avrebbe chiesto a uno studente se fosse appena tornato da un'operazione a Casablanca e a un'allieva avrebbe suggerito di "cambiare vizio", invitandola, stando alla lettera, a concentrarsi su attività con uomini. Ancora: battute e giochi di parole come "vediamo se mi ricordo la passera", riferendosi alla password per accedere al computer e sguardi che avrebbe "appoggiato insistentemente" sui seni delle studentesse.
Frequenti anche le affermazioni a sfondo sessuale: a un'alunna avrebbe chiesto se "scegliesse i propri fidanzati tramite una tabella Excel, facendo riferimento a parametri quali bellezza e conto in banca", a un'altra le avrebbe offerto un massaggio e a un'altra ancora avrebbe suggerito di appuntarsi il suo numero di telefono. Poi, dopo essersi autoinvitato alla pizzata post esame avrebbe detto: "Chi finisce sotto il tavolo, finisce sotto il tavolo e lì non si sa cosa può succedere".