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Omicidio di Giulia Tramontano

Alessandro Impagnatiello, nuovo processo: il peso della premeditazione sull’ergastolo

Come confermato a Fanpage.it dall’avvocato Paolo Di Fresco, l’appello bis – per Impagnatiello – sarà limitato alla sola valutazione dell’aggravante della premeditazione. Questa non inciderà sull’entità della pena, ma con più probabilità sul regime carcerario.
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Alessandro Impagnatiello al processo (foto da LaPresse)
Alessandro Impagnatiello al processo (foto da LaPresse)
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Per Alessandro Impagnatiello – l'ex barman condannato all'ergastolo per aver ucciso la compagna Giulia Tramontano, incinta al settimo mese, con 37 coltellate il 27 maggio 2023 a Senago (Milano) – si terrà un nuovo processo, come stabilito ieri, 8 aprile, dai giudici della prima sezione penale di Cassazione. Si tratta di un processo di appello bis volto solo al riconoscimento della premeditazione, che non andrà a modificare l’entità della pena.

L'accusa è tornata a chiedere che venga ristabilita l'aggravante della premeditazione – dapprima riconosciuta (oltre al legame affettivo e della crudeltà) dalla Corte d'Assise di Milano e poi rimossa nel processo in secondo grado dalla Corte d'Appello. 

Secondo l'accusa infatti Impagnatiello avrebbe pianificato il delitto per almeno sei mesi. Secondo quanto emerso dalle indagini, pare che l'ex barman abbia somministrato veleno per topi a Tramontano, seguendo suggerimenti reperiti online già a partire da dicembre 2022. La difesa, invece, ha sempre puntato a ottenere le attenuanti generiche, con l'obiettivo di ridurre la pena al di sotto dell'ergastolo.

Come confermato a Fanpage.it anche dall'avvocato Paolo Di Fresco: "L’appello bis sarà limitato alla sola valutazione dell’aggravante della premeditazione".

"La Cassazione, con ogni probabilità, ha ritenuto illogiche le motivazioni con cui la Corte d'appello di Milano ha escluso che Alessandro Impagnatiello avesse maturato e mantenuto nel tempo l’intenzione di uccidere la compagna, tanto da pianificare le modalità e i mezzi necessari per realizzare il suo disegno criminoso. In ogni caso, il riconoscimento della premeditazione non incide sull’entità della pena, poiché è già stata applicata la sanzione massima. Potrà incidere piuttosto sul regime carcerario: il riconoscimento della premeditazione non impedisce, infatti, di accedere ai benefici penitenziari", ha detto Di Fresco.

 "Tuttavia, l'ergastolano che ha commesso un omicidio con premeditazione sarà oggetto di una valutazione più rigorosa da parte delle autorità penitenziarie e del tribunale di sorveglianza. Ad esempio, ai fini della concessione di permessi premio o, molto più in là, della liberazione condizionale", ha concluso l'avvocato.

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