Non era solo in camera quella sera Alberto Genovese. Lo dice la sua presunta vittima, la ragazza di 18 anni che ha denunciato alla polizia di essere stata drogata e violentata per ore nella camera patronale del lussuoso appartamento dell’imprenditore digitale durante una festa. Nelle carte della procura questo passaggio è riportato in diverse occasioni, lo ripete anche un’amica della giovane con cui la sera del 10 ottobre scorso si era presentata al party esclusivo.

In un passaggio della deposizione alla polizia, la teste ricorda che l’indomani della festa ha ricevuto un messaggio dalla vittima in cui le diceva di essere stata violentata.
«Ho pensato subito a Genovese ma lei mi ha detto che c’erano altri uomini», racconta. Un dettaglio importante che apre uno scenario nuovo e oscuro. È sempre la donna ad aggiungere informazioni gravissime che – è bene precisarlo – non siamo in grado di accertare e che riportiamo in quanto contenute in un atto ufficiale.

«Girano delle voci su Genovese, nello specifico si dice che lui e la sua ex fidanzata, di cui non so il nome, erano soliti drogare le ragazze alle loro feste private per poi violentarle. Posso inoltre dire anche che Genovese è solito fornire la cocaina che si usa alle sue feste e so per certo che spesso la taglia con la chetamina, questo lo so perché faccio uso sporadico di entrambe e ne riesco a distinguere gli effetti».

La ragazza spiega agli agenti che alle serate in casa dell’imprenditore l’unica cosa che non mancava era la droga. Tanta e di diverso tipo. Non a caso durante la perquisizione della Squadra mobile all’interno della cassaforte sono stati trovati 75 grammi di sostanze (divise in diversi sacchetti di plastica) che sono risultate chetamina, Mdma e cocaina.

Come Wolf of Wall Street

A confermare lo scenario da “Wolf of Wall Street” alla "Terrazza Sentimento" è un’altra modella ascoltata dagli investigatori. «C’era della droga alla festa. A un certo punto c’erano due piatti a disposizione per tutti. Li ha portati vicino al bar XXX, in uno c’era 2CB, ovvero conosciuta come cocaina rosa (una sostanza che appartiene al gruppo delle fenetilamine con effetto psichedelico, ndr) e nell’altro “Kalvin Klain”, che è la chetamina mischiata con la cocaina. Erano stati messi a disposizione per tutti, gratuitamente ovviamente. Credo che tutti si aspettassero che XXX la portasse in sala, nessuno diciamo si è spaventato o sorpreso della cosa».
A chi gli chiede se quella sia stata l’unica occasione, la teste risponde chiaramente: «Anche il 18 e 19 settembre c’erano a disposizione dei piatti con sostanza stupefacente». 

Non entrare in quella stanza

C’è un altro passaggio notevole in questa storia. La modella dice che una sua amica l’aveva informata dell’abitudine di Genovese di portare ragazze nella propria stanza per fargli consumare stupefacenti e che però gli somministrasse di nascosto “droga dello stupro” facendola passare per altre sostanza.
«Mi ha detto che Genovese – si legge ancora nel decreto di fermo – aveva il vizio di portare giù nella stanza (la casa è su più livelli, ndr), quella con il buttafuori, le ragazze e proporre della droga o non so che altro per stare insieme a lui a fare sesso. Gira voce che lì lui fornisse loro droga che faceva perdere il controllo, tipo droga dello stupro, dicendo che era altro tipo di sostanza, per porte essere libero di fare ciò che voleva. Mi ha detto però di stare tranquilla e di prestare solo molta attenzione».

Chi va con lui lo fa per soldi

Nel corso del colloquio è sempre lei a correggere il tiro rispetto alle presunte violenze di Genovese. «Il mio pensiero è che se una ragazza accetta di andare con lui in camera sua, nonostante ci sia droga ovunque a disposizione, lo faccia per soldi, ma questa è una mia supposizione. Che le violenta, magari non lo fa nemmeno lui di persona e lo fa fare ad altri, non so, però credo che nessuna di loro venga costretta ad andare con lui. La voce comunque è che è lui a portarle in camera, non so però cosa le faccia nello specifico, non mi hanno mai parlato di rapporti violenti. Se posso dire, violenza è una parola un po’ esagerata. XXX mi ha raccontato che alcune ragazze avevano preso da Genovese direttamente la droga dello stupro e non ricordavano nulla. Mi ha detto che Genovese sceglie una ragazza, se la porta in camera, non so se per soldi o altro, poi fa quello che ho detto, non si sa chi ci sia in quella camera, lui le dà la droga, forse quella dello stupro, e poi quella ragazza generalmente non ricorda nulla quello che è successo».