Alberto Genovese, l'imprenditore digitale in carcere dallo scorso 6 novembre con l'accusa di stupro, ha chiesto la scarcerazione e gli arresti domiciliari. L'istanza dei legali di Genovese attende di ricevere il parere dei pubblici ministeri che indagano sul caso e poi arriverà al giudice per le indagini preliminari, che dovrà prendere una decisione in merito.

Genovese è in carcere a San Vittore con l'accusa di aver drogato e stuprato una ragazza di 18 anni durante una festa nel suo attico di lusso a Milano, ribattezzato "Terrazza sentimento", lo scorso ottobre. Nei diversi interrogatori davanti agli inquirenti Genovese ha ammesso di avere grossi problemi di dipendenza dagli stupefacenti, in particolare dalla cocaina. Proprio per questo motivo gli avvocati dell'imprenditore digitale hanno chiesto di scarcerare Genovese e di porlo ai domiciliari in una struttura in cui poter curare la sua dipendenza dagli stupefacenti e disintossicarsi.

Sul fronte dell'inchiesta, è da registrare che il giudice ha respinto l'incidente probatorio che era stato chiesto dalla difesa di Genovese per esaminare l'audio delle telecamere installate nell'appartamento dell'imprenditore. Per i legali del re delle start up, nelle immagini registrate dal circuito potevano esserci degli elementi che potessero alleggerire la posizione di Genovese.

Le altre accuse nei confronti di Genovese

Oltre al presunto stupro avvenuto lo scorso ottobre, Genovese è indagato per altre sei presunte violenze sessuali – avvenute tra Milano e Ibiza – nei confronti di ragazze che erano presenti ai suoi party. Nel caso del presunto abuso avvenuto a Ibiza, è stata indagata anche l'ex fidanzata dell'imprenditore: le accuse sono di violenza sessuale in concorso. Gli inquirenti hanno aperto delle indagini anche per intestazione fittizia di beni, frode e riciclaggio. L'obiettivo è capire come Genovese riuscisse a mantenere il suo stile di vita fatto di eccessi, feste e droga.