È una storia piena di dolore e dove pietà l’è morta quella che arriva da Pavia e ha come protagonista Emil, un bambino di 8 anni morto lo scorso 19 gennaio soffocato dopo essere rimasto impigliato con la felpa in una maniglia. Emil era originario dell’Azerbaijan e dal 2018 era ospite con sua madre nel centro per famiglie di migranti che si trova a Cozzo, ed è gestito dalla cooperativa Faber.

“Noi di Cooperativa Faber siamo stati travolti dall'improvvisa scomparsa del nostro giovane ospite. Emil era un bambino autistico, dal 2018 era ospite della nostra struttura di accoglienza. In questi due anni Emil ha conquistato il cuore di tutti noi. La sua perdita è resa ancora più dolorosa dalla giovane età”, racconta il presidente della cooperativa Fabio Garavaglia che una decina di giorni fa ha lanciato una campagna di raccolta fondi “per dare una degna sepoltura al piccolo” e per aiutare la madre del bambino.

Il via libera per la sepoltura è giunto dalla magistratura subito dopo l’autopsia, la raccolta fondi è andata a buon fine ma Emil continua a rimanere nell’istituto di medicina legale di Pavia. Non è un problema di soldi, no: in provincia di Pavia ci sono solo due luoghi dove posso essere sepolti i musulmani, la religione di Emil e di sua madre, e nonostante siano passati ormai più di 20 giorni per Emil non è stata trovata nessuna sistemazione.

Il comune di Pavia, a trazione leghista, ha dichiarato “pieno” il cimitero di San Giovannino e l’assessora Barbara Lucia Longo non rilascia dichiarazioni. Anche da parte del sindaco Fabrizio Fracassi c’è solo silenzio, nonostante si stiano moltiplicando gli appelli. L’agenzia funebre Siof di Vigevano, incaricata dalla madre di Emil e dalla cooperativa di occuparsi del funerale, ha provato a chiedere di seppellire il bambino a Vigevano, dove c’è un’area del cimitero dove vengono sepolte persone di fede non cristiana e dove ci sarebbe posto a disposizione ma il regolamento comunale di Vigevano (governata dal centrodestra) prevede che in quell’area possano essere seppelliti solo residenti vigevanesi e Emil risedeva invece a Cozzo.

L’agenzia funebre Siof ha già chiesto una deroga al Comune di Vigevano ma al momento, dicono a Fanpage.it, non c’è nessuna comunicazione dall’assessore competente, l’ex sindaco Andrea Sala. “Ora si sono mosse le associazioni islamiche e probabilmente hanno trovato un’altra sistemazione in Lombardia. – ci dice Garavaglia della Cooperativa Faber – Per Emil e per sua madre comunque si sono mosse molte persone, le associazioni islamiche di Vigevano e Mortara ma anche il volontariato di Vigevano e consiglieri comunali”.
Intanto la madre di Emil, disperata per l’accaduto, e i suoi amici attendono che questa storia finalmente trovi una soluzione. Perché dopo il dolore almeno sia concessa la pace.