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Aggredito da un collega nel parcheggio aziendale: l’Inail riconosce l’infortunio sul lavoro

L’Inail aveva inizialmente considerato l’episodio estraneo all’attività lavorativa, ma grazie all’assistenza e al ricorso presentato dal patronato INCA CGIL, al dipendente aggredito è stato infine riconosciuto l’infortunio lavorativo.
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Un lavoratore di un'azienda del settore alimentare era stato aggredito da un collega nel parcheggio aziendale al termine di un turno di lavoro. La lite prima verbale poi degenerata fisicamente, aveva causato al lavoratore lesioni con prognosi di un mese e possibili postumi permanenti da valutare in futuro.

L'episodio è stato riportato dagli uffici del patronato INCA CGIL della Camera del Lavoro di Milano che hanno assistito il lavoratore dopo che l'INAIL aveva inizialmente respinto la domanda di riconoscimento dell'infortunio sul lavoro, sostenendo che la lite fosse riconducibile a un rischio generico, estraneo all'attività lavorativa.

L’ufficio Danno alla Salute di INCA CGIL ha però presentato ricorso, dimostrando attraverso le testimonianze che la lite era scaturita da dinamiche di subordinazione gerarchica mal gestite dai superiori, che avevano creato un clima di frequenti tensioni fino all'episodio oggetto di denuncia.

Il ricorso si è fondato su due sentenze della Corte di Cassazione — del 1998 e del 2012 — secondo cui l'aggressione avvenuta nell'ambiente di lavoro, inteso in senso ampio (comprensivo anche del parcheggio aziendale), rientra nell'infortunio sul lavoro salvo che non sia riconducibile a motivi del tutto estranei al contesto lavorativo. Nel caso in esame, le cause erano chiaramente legate alle dinamiche interne all'azienda.

L'INAIL ha accolto il ricorso senza necessità di procedere per via giudiziale, riconoscendo l'evento come infortunio sul lavoro e liquidando l'indennità per inabilità temporanea. In futuro verrà valutata l'eventuale presenza di postumi permanenti. Il riconoscimento come infortunio INAIL garantisce al lavoratore tutele previdenziali ben più ampie rispetto al semplice riconoscimento come malattia INPS.

"Questo caso dimostra quanto sia importante non fermarsi alla prima risposta negativa dell'istituto", ha dichiarato Daniele Bandi, direttore INCA CGIL Milano. "Un ricorso amministrativo, condotto con competenza e fondato su solide basi giuridiche, può fare la differenza tra il riconoscimento di un infortunio con tutte le tutele INAIL e un mero riconoscimento come malattia. Invitiamo tutti i lavoratori che si trovano in situazioni analoghe a rivolgersi ai nostri uffici". 

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