Acquistava armi negli Usa da mandare in Russia, chiesta l’estradizione per un 28enne bresciano
Un intrigo internazionale, tra fucili, munizioni e componenti militari acquistati negli Stati Uniti e destinati clandestinamente alla Russia attraverso società europee e triangolazioni commerciali per aggirare le restrizioni americane: è il presunto traffico internazionale di armi scoperto dall'Fbi per il quale gli Usa hanno chiesto l'estradizione di un imprenditore italiano di 28 anni, originario di Gardone Valtrompia, nel Bresciano, e di un cittadino sloveno coinvolto nella stessa inchiesta.
Per quest'ultimo l'udienza sull'estradizione è fissata il 25 novembre davanti alla Corte d'appello di Milano, mentre la posizione del 28enne figlio di una famiglia che gestisce un'armeria nel Bresciano sarà esaminata a dicembre dalla Corte d'appello di Brescia. La Procura generale ha già espresso parere favorevole alla consegna del 28enne, ritenendo che gli accertamenti "evidenziano una solida piattaforma probatoria, più che sufficiente ad integrare una base ragionevole ai fini dell'estradizione".
L'indagine riguarda operazioni compiute tra febbraio 2022, quando è iniziata l'invasione russa dell'Ucraina, e dicembre 2025. Secondo gli investigatori americani, il giovane avrebbe agito insieme al cittadino sloveno e a una donna russa, utilizzando società con sede in Austria e Slovenia per acquistare negli Usa "fucili, munizioni intere o di loro parti ad elevata capacità offensiva e di impieghi tipicamente militari". Le forniture sarebbero state ottenute attraverso false dichiarazioni sui destinatari finali, "violando così sistematicamente i divieti di riesportazione e le restrizioni imposte dalle autorità statunitensi". Parte del materiale sarebbe stata inviata anche in Armenia e Kirghizistan.
Cinque le imputazioni formulate negli Stati Uniti nei confronti dell'italiano, tra cui associazione per delinquere finalizzata alla violazione delle norme sull'esportazione di armi, frode telematica, riciclaggio ed esportazione illecita. Fermato a fine estate, il 28enne è ora sottoposto all'obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria dopo aver dato il proprio parere negativo all'estradizione.
Un secondo filone investigativo è aperto in Italia e riguarda una presunta operazione su 200mila proiettili calibro 50, per forniture del valore di 540mila dollari. Anche la Procura ordinaria bresciana che ha aperto un'indagine ha espresso parere favorevole all'estradizione del 28enne, escludendo "l'esistenza di ragioni ostative" legate alle indagini italiane. In questo secondo filone di inchiesta bresciano è indagato tra gli altri anche Manfred Gruber, già condannato negli States a 18 mesi di carcere, dopo aver patteggiato la pena, per l'esportazione illegale di munizioni verso la Russia.