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Accusato di violenza sessuale, si dimette il sindaco di Rivolta d’Adda nel Cremonese

Giovanni Sgroi, sindaco di Rivolta d’Adda, in provincia di Cremona, si è dimesso dall’incarico dopo le accuse di violenza sessuale ricevute svolgendo la sua professione di medico.
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Giovanni Sgroi (foto da Facebook)
Giovanni Sgroi (foto da Facebook)

Giovanni Sgroi, sindaco di Rivolta d'Adda, comune di poco più di 8mila abitanti in provincia di Cremona, si è dimesso dall'incarico dopo le accuse di violenza sessuale ricevute svolgendo la sua professione di medico. La sua dimissione, secondo quanto si apprende, apre una fase transitoria per il Comune. Trascorsi i 20 giorni previsti dalla legge, il consiglio comunale decadrà e l'ente sarà gestito da un commissario prefettizio fino alle prossime elezioni, attese tra aprile e giugno.

A darne l’annuncio è stata Marianna Patrini, vicesindaco del comune cremasco:  “Con senso di responsabilità istituzionale e nel pieno rispetto delle norme vigenti, informiamo che il Sindaco Giovanni Sgroi ha formalizzato la decisione di rassegnare le proprie dimissioni – si legge nella nota diffusa dall’ente – Decorso il periodo tecnico di 20 giorni, previsto dalla legge, il Consiglio decadrà come stabilito dall’ordinamento e verrà avviata la fase transitoria, gestita da un Commissario prefettizio, che amministrerà il nostro Comune, fino all’elezione di un nuovo Sindaco, verosimilmente nel periodo aprile-giugno di quest’anno. Questa fase rappresenta un passaggio importante all’interno di un percorso amministrativo che, pur nelle difficoltà e nelle complessità degli ultimi mesi, è stato portato avanti con coerenza, impegno e rispetto nei confronti del mandato conferito dagli elettori”.

Sgroi era stato sospeso dall'incarico a fine maggio 2025 dal prefetto di Cremona, Antonio Giannelli, dopo che era finito agli arresti domiciliari, e sarà davanti al giudice di Milano il 16 febbraio per essere giudicato con rito abbreviato. L'accusa è di violenza sessuale aggravata su pazienti donne: fatti risalenti al 2024 e, sempre stando alla teoria investigativa, avvenuti nel corso di visite nel Centro medico polispecialistico di Pozzuolo Martesana. L'inchiesta era stata innescata dalla denuncia di una 24enne e poi erano emerse altre quattro presunte vittime, con identiche descrizioni finite agli atti di presunti abusi sessuali commessi durante visite gastroenterologiche o ecografie addominali.

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