Accusato di aver rubato una moto a CityLife: arrestato Fares Bouzidi, il 23enne amico di Ramy Elgaml

Gli agenti della polizia di Stato di Milano avrebbero sorpreso Fares Bouzidi rubare una moto in zona CityLife nella serata di ieri, sabato 7 febbraio. Per questo motivo il 23enne, che a novembre 2024 si trovava alla guida dello scooter dal quale era caduto Ramy Elgaml durante un inseguimento dei carabinieri e per questo ora è indagato per omicidio stradale, è stato arrestato con l'accusa di furto aggravato. Bouzidi verrà sottoposto nelle prossime ore a giudizio direttissimo. Con lui, ci sarebbe stato un 24enne mentre altri due ragazzi avrebbero fatto da palo.

Stando a quanto riferito dalla Questura, intorno alle 23 del 7 febbraio alcuni residenti di via Pirandello avrebbero chiamato il 112 riferendo di aver visto due giovani spingere una moto lungo la strada. Sul posto è intervenuta una Volante, che ha bloccato i due: uno era Bouzidi e l'altro un 24enne ritenuto suo complice. I ragazzi avrebbero notato una Yamaha dal valore di circa 15mila euro parcheggiata in strada in via Marenco e avrebbero provato a portarla via. Portati nella camera di sicurezza della Questura, saranno processati per direttissima con l'accusa di furto aggravato.
Bouzidi è il 23enne di origine tunisina che la sera del 24 novembre 2024 si trovava alla guida dello scooter T-Max che, dopo aver ignorato l'alt dei carabinieri, aveva provato a scappare per otto chilometri tra le strade di Milano. Inseguito dai militari, la corsa di Bouzidi era terminata all'incrocio tra via Quaranta e via Ripamonti. Seduto dietro di lui c'era l'amico 19enne Ramy Elgaml, il quale era deceduto poco dopo in seguito ai traumi riportati nello schianto.
Le indagini sulla morte di Elgaml, coordinate dai pm Giancarla Serafini e Marco Cirigliano, si sono chiuse la scorsa estate. A Bouzidi e Antonio Lenoci, il carabiniere che guidava l'Alfa Romeo che li stava tallonando, viene contestato l'omicidio stradale: il primo per "aver determinato" l'inseguimento e il secondo per averli seguiti a una "distanza estremamente ravvicinata". Altri sei carabinieri sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento e depistaggio, di false informazioni ai pm e di falso ideologico. Bouzidi, intanto, lo scorso giugno era stato condannato a 2 anni e 8 mesi per resistenza a pubblico ufficiale.