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Abusi scuola militare Teuliè

Abusi alla Teulié di Milano, cosa rischiano i militari indagati per ritardata denuncia: “Multa e misure disciplinari”

Il preside della scuola militare “Teulié” di Milano e il comandante della Stazione carabinieri interna sono indagati per “ritardata e/o omessa denuncia”. Secondo la Procura, sarebbero trascorsi mesi tra quando erano venuti a conoscenza dei presunti abusi del professore Marco Ricucci e la denuncia formale. L’avvocato Paolo Di Fresco ha spiegato a Fanpage.it cosa rischiano i due militari.
Intervista a Paolo Di Fresco e Ylenia Minnella
Avvocato penalista del Foro di Milano
La scuola militare "Teulié" di Milano
La scuola militare "Teulié" di Milano
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Il preside della scuola militare "Teulié" di Milano, il colonnello Antonio Calligaris, e il comandante della Stazione carabinieri interna, il luogotenente Giuseppe Marturano, sono indagati dalla Procura di Milano con l'accusa di "ritardata e/o omessa denuncia". Stando a quanto ricostruito dalle indagini delle pm Alessia Menegazzo e Letizia Manella, i due sarebbero stati a conoscenza dei presunti abusi commessi dal professore di italiano e latino dell'istituto, Marco Ricucci, nei confronti di almeno sette cadetti già da ottobre o novembre 2025, ma avrebbero firmato la denuncia formale che ha portato all'arresto del 46enne solo a fine marzo 2026.

Degli "atteggiamenti molesti" che Ricucci avrebbe avuto con gli studenti si sarebbe iniziato a parlare già dalla fine dello scorso anno scolastico. La scuola aveva emesso una circolare che vietava agli insegnanti di  trattenersi nei locali oltre l'ora di pranzo, cosa che invece il 46enne avrebbe fatto regolarmente. Tra ottobre e novembre 2025, al termine di un consiglio di classe, era stato proibito loro anche di comunicare direttamente con gli studenti sui social, provvedimento che avrebbe dovuto ancora limitare il suo comportamento. In quello stesso periodo, uno degli studenti ascoltati come testimoni in Procura avrebbe raccontato di quegli abusi a un altro insegnante, il quale a sua volta avrebbe riferito subito ai carabinieri della scuola.

Il preside Calligaris e il luogotenente Marturano, però, hanno firmato la denuncia solo a fine marzo. Gli avvocati Paolo Di Fresco e Ylenia Minnella, penalisti al Foro di Milano, ha spiegato a Fanpage.it cosa rischiano i due militari accusati di "ritardata e/o omessa denuncia".

Il colonnello Antonio Calligaris e il luogotenente Giuseppe Marturano sono indagati per “ritardata e/o omessa denuncia” in merito ai presunti abusi sessuali che si sarebbero verificati nell'istituto. Qual è la pena prevista in questi casi?

L’obbligo di denuncia riguarda esclusivamente i reati procedibili d’ufficio, tra i quali rientrano i delitti di violenza sessuale e atti sessuali con minorenne. L’obbligo sorge nel momento in cui il pubblico ufficiale apprende una notizia di reato nell’esercizio delle sue funzioni. In via generale, l’omessa denuncia è punita dall’art. 361 c.p. con la multa da 30 a 516 euro. La pena è aggravata (reclusione fino a 1 anno), però, quando il responsabile dell’omissione sia un ufficiale o un agente di polizia giudiziaria.

Una volta venuti a conoscenza dei fatti, avrebbero dovuto informare immediatamente la Procura o potevano avviare solo un'indagine interna?

Eventuali accertamenti interni non sostituiscono né giustificano l’obbligo di riferire “senza ritardo” la notizia al pubblico ministero. Il principio di fondo è che il pubblico ufficiale non è tenuto a valutare la fondatezza della denuncia, ma deve darvi comunque seguito. Scopo della norma è fare in modo che l’autorità giudiziaria sia portata a conoscenza dei fatti con la dovuta tempestività.

Secondo le indagini, Calligaris e Marturano sarebbero venuti a conoscenza dei presunti abusi già tra ottobre e novembre 2025. La denuncia formale, però, è stata firmata da loro solo a fine marzo 2026. Dopo quanto tempo si può parlare di “ritardata denuncia”?

La legge non indica un termine preciso. Consideri, però, che l’obbligo non sorge quando vi sia certezza dell’illecito, ma quando la notizia di reato appaia credibile. Da quel momento anche un differimento di pochi giorni può costituire un ritardo significativo se non è sorretto da ragioni legittime.

Si può parlare di “omessa denuncia” quando questo ritardo diventa consistente'?

Com’è facile intuire, l’omissione ricorre quando la denuncia non viene presentata affatto. Si ha, invece, ritardata denuncia quando la stessa non sia presentata in tempo per consentire al pm di attivarsi immediatamente.

Il fatto che entrambi appartengono al corpo militare, cambia in qualche modo le accuse a loro carico? Può essere considerata un'aggravante?

No, dal momento che l’obbligo di denuncia sussiste, in linea di massima, solo per i pubblici ufficiali o gli incaricati di pubblico servizio. Piuttosto, va considerato che ai profili penali potranno intrecciarsi quelli disciplinari, ove ne ricorrano i presupposti.

Le voci su attenzioni, ricatti e pressioni che il professor Ricucci avrebbe rivolto ad alcuni studenti avrebbero iniziato a circolare già alla fine dello scorso anno scolastico. Anche in quel caso, se ne fossero stati a conoscenza, i dirigenti avrebbero dovuto riferire subito in Procura?

Direi di sì, a patto che sia provato che i dirigenti fossero a conoscenza già dall’anno scorso di fatti che potevano costituire notizia di reato. In tal caso, avrebbero dovuto attivarsi senza ritardo.

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