A Milano si contano 3 denunce di persone scomparse al giorno: “Ecco cosa fare quando se ne riconosce una in strada”

Ogni giorno scompaiono persone. Uomini, donne, bambini, adolescenti o anziani spariscono nel nulla: in alcuni casi vengono ritrovati, in altri no. In media, solo in Lombardia si contano 8 denunce al giorno di persone scomparse; di queste, 5 sono quelle ritrovate. A Milano invece la media delle denunce giornaliere è 3, di cui 2 le persone ritrovate. In generale, nello scorso anno – da gennaio ad agosto nel 2025 – in Lombardia si sono registrate in tutto 2.150 denunce di persone scomparse. Di queste, 1.605 sono state ritrovate. Nella provincia di Milano invece su 721 denunce depositate, 493 sono stati i ritrovati. Mentre nel comune di Milano su 398 denunce di scomparsa (di cui 79 minori) sono stati 231 i ritrovati (di cui 62 minori). Questi sono i dati forniti da Penelope Lombardia – associazione che dal 2006 affianca e supporta le famiglie e gli amici delle persone scomparse – in collaborazione con quelli forniti dal Commissario straordinario del Governo per la gestione del fenomeno delle persone scomparse (figura istituita nel 2007).
Fanpage.it ha intervistato Mirella Aurelio, presidente dell’associazione Penelope Lombardia da luglio 2025, per capire come lavora l'associazione, quali strumenti mette in campo per supportare le famiglie delle persone scomparse, cosa fare nel caso in cui un familiare scompaia, ma soprattutto come comportarsi quando si pensa di aver riconosciuto in strada una persona scomparsa.
Come e perché nasce Penelope Lombardia?
Penelope Lombardia – associazione costituita da volontari – nasce il 25 agosto 2006, dal dolore di una madre e un padre, Luciana Manelli e Francesco Bariffi la cui figlia Chiara era scomparsa la sera del 30 novembre 2002 e il cui corpo è stato ritrovato l’11 settembre 2005 nelle acque del lago di Como. Dall’impegno di questi due genitori, insieme a un gruppo di docenti che lavoravano nelle scuole in cui lo stesso Bariffi era preside, viene costituito il comitato Penelope Lombardia che da subito raccoglie attorno a sé famiglie provate dal dolore per la scomparsa di un proprio caro. Dal 2006 ad oggi i professionisti e i volontari Penelope Lombardia hanno mantenuto il loro impegno affiancando tutte le famiglie e gli amici delle persone scomparse. La famiglia Cofferati in particolare è attiva e presente nell’associazione dalla data della sua costituzione e condivide la sofferenza di questo dramma con tutte le famiglie da quando, nel 2003, il loro Paolo Andrea si è allontanato da Valmadrera (Lecco).
Di cosa si occupa l'associazione Penelope? Cosa fa?
"Siamo un ponte tra famiglia e Istituzioni. Siamo in contatto da una parte con prefetture, forze dell'ordine e media, dall'altra con le famiglie. Penelope si impegna a sostenere iniziative di sensibilizzazione rivolte all’opinione pubblica affinché le persone scomparse non siano dimenticate. Prima della costituzione di Penelope le famiglie erano più isolate e quindi più sole, erano prive di reti di solidarietà e qualche volta anche dell’ascolto e della solidarietà delle Istituzioni. Il tempo dell’attesa delle famiglie di Penelope è un tempo infinito, fatto di sofferenze, di delusioni, di speranze. Molte volte di solitudine. Mai di rinunce, perché la scomparsa di una persona è “una sospensione di vita” e una “vita sospesa” non è vita e non è morte, ma un limbo nel quale nessuno vorrebbe annoverare un proprio caro".
Quando scompare una persona come bisogna comportarsi?
"Bisogna denunciare subito alle forze dell'ordine, carabinieri o polizia, così che si attivi la macchina delle ricerche. Secondo la legge numero 203 di novembre 2012 non è necessario attendere 48 ore di tempo per denunciare la scomparsa di una persona, anche se si ipotizza un allontanamento volontario. In casi di urgenza e emergenza la denuncia può essere fatta anche telefonicamente, da formalizzare poi in un secondo momento nelle sedi opportune. Quando si ha a che fare con persone malate di Alzheimer o minori non bisogna assolutamente perdere tempo. In fase si denuncia occorre presentare foto della persona scomparsa e suoi dati anagrafici, generalità, stato di salute, abbigliamento al momento della scomparsa. Occorre specificare se aveva accessori o segni particolari, oltreché l'orario, il luogo dell'allontanamento e i contatti utili. Dopo la denuncia, i dati vengono inseriti in banca dati e si attivano forze dell'ordine, prefettura, unità cinofile, ecc. Si entra inoltre nel Sistema informativo interforze, un sistema nazionale che permette di individuare subito una persona scomparsa nel caso in cui venga controllata dalle forze dell'ordine. La denuncia è il punto di partenza. Penelope, senza questa, non procede".
Quali sono le principali cause di allontanamento?
"Le cause sono molte e diverse, variano da caso a caso. Alla base ci sono sempre fragilità emotive e criticità familiari soprattutto negli adolescenti che decidono spesso di allontanarsi dalla casa familiare o dalle comunità in cui vivono in seguito a contrasti o tensioni".
Come vi arrivano le segnalazioni?
"Le segnalazioni ci arrivano direttamente dalle famiglie, che ci contattano su indicazione delle forze dell'ordine. Noi acquisiamo tutti i dati e poi diffondiamo la locandina in accordo con la prefettura. Disponiamo inoltre di un'équipe di psicologhe che offrono supporto alla famiglie nei casi in cui le ricerche diventano più lunghe del previsto. Noi collaboriamo da anni con la dott.ssa Diana Resuttana, psicologa e psicoterapeuta di Mantova, e più recentemente con le dottoresse Elena Cito e Linda Boasso".
Cosa fare e come comportarsi quando si riconosce in strada una persona scomparsa?
"Questo aspetto è molto importante. Quando si pensa di aver riconosciuto in strada una persona scomparsa si chiama subito il 112 e si segnala indicando nel modo più preciso ora e luogo dell'avvistamento. Nel frattempo ci si tiene a distanza, senza mai perdere di vista la persona e si aspetta che arrivino le forze dell'ordine. Non si deve affrontare direttamente la persona perché non si sa mai come questa possa reagire. Meglio ancora se si riesce si può scattare una foto alla persona, senza però dare nell'occhio, da diffondere poi solo ed esclusivamente con le forze dell'ordine. In ogni caso, meglio una segnalazione prudente che niente".