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“A Milano 34 violenze sessuali al mese, ma solo il 7 per cento da sconosciuti”: la denuncia di Alessandra Kustermann

A Fanpage.it Alessandra Kustermann, già primaria del pronto soccorso ostetrico-ginecologico alla clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, spiega perché l’alto numero di violenze sessuali in città.
A cura di Giorgia Venturini
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La notte tra sabato e domenica una donna di 31 anni è stata vittima di violenza sessuale nel bagno di un locale notturno. Non è che l'ultimo caso in pochi giorni: stanno veramente crescendo le violenze sessuali a Milano? Mercoledì 10 maggio il sindaco Milano Giuseppe Sala incontra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: ma le violenze sessuali a Milano sono veramente un caso di sicurezza pubblica?

A Fanpage.it spiega cosa sta accadendo Alessandra Kustermann, già primaria del pronto soccorso ostetrico-ginecologico alla clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano. Oggi presidente di un centro antiviolenza che affianca la Mangiagalli di Milano che si chiama SVS Donna Aiuta Donna Onlus.

A Milano negli ultimi giorni ci sono molti casi di violenza sessuale. I numeri sono in aumento?

Non c'è nessun aumento rispetto lo stesso periodo dello scorso anno. Bisogna subito precisare che le violenze sessuali che emergono sono solo quelle che le donne decidono di denunciare. Perché è la donna vittima a dover presentare la querela per violenza sessuale, non è un reato procedibile d'ufficio. A parte alcuni eccezioni.

Fino all'8 maggio del 2022 le violenze sessuali erano state 143, nello stesso periodo di quest'anno sono state 150. Non c'è quindi un aumento consistente dei casi. Parliamo in media di 34 casi di violenza sessuale al mese. Poi ci sono tutti gli altri casi di violenza domestica. I casi che denunciano sono poi molti meno.

Nella maggior parte dei casi chi è il responsabile delle violenze sessuali? 

Si trattano di datori di lavori, l'amico, il parente, l'ex partner o il compagno attuale. Insomma, nella maggior parte dei casi non sono persone sconosciute incontrati in strada.

La violenza da parte di uno sconosciuto ti può spaventare moltissimo, resta però un evento isolato. Se invece a commettere le violenza sessuale è una persona che si conosce si ha anche la paura che si possa ripetere.

Quando è violenza sessuale? 

Quando la donna dice no. Anche quando la donna ritira il consenso, a quel punto diventa violenza. Per avere un rapporto sessuale ci deve essere un valido consenso da parte della donna, se no è NO.

La percezione quindi che ci siano più casi di violenza sessuale a Milano da cosa è dovuto?

Semplicemente perché sta aumentando la propensione della donne a denunciare. Si parla solo dei casi in cui le vittime hanno deciso di fare un esposto. In Italia nel 2016 solo il 10 per cento delle donne denunciava, secondo me negli ultimi anni la propensione alla denuncia è aumentata.

Questo perché secondo lei?

Perché ci sono risposte più certe da parte della magistratura e delle forze dell'ordine. Quindi sono aumentate le possibilità che vengano individuati e arrestati gli autore del reato. Questo vuol dire anche più possibilità di avere giustizia in aula di tribunale.

Dopo aver subito la violenza sessuale che tipo di assistenza possono avere le donne?

Quella che la donna chiede. Può avere una consulenza legale gratuita e un'assistenza legale gratuita se decidono di presentare querela. E ancora: la psicoterapia se ne avesse bisogno e un aiuto sociale se ci sono dei precedenti maltrattamenti domestici.

Ora sono presidente di un centro antiviolenza del privato sociale che affianca la Mangiagalli di Milano che si chiama SVS Donna Aiuta Donna Onlus. Quindi tutta la parte assistenza legale, sociale ed economica viene fatta dal centro antiviolenza del privato sociale.

Come si ferma la violenza sessuale una volta per tutte?

Per dire stop alla violenza sessuale bisogna insegnare ai giovani maschi il consenso all'atto sessuale, ovvero che è la premessa fondamentale per non commettere un reato. Va insegnato loro che la donna va rispettata nei suoi si e nei suoi no. Questo tipo di educazione va data fin da piccoli. Bisogna insegnare ai giovani la gentilezza verso gli altri.

Mercoledì il sindaco di Milano Giuseppe Sala incontra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Secondo lei la violenza sessuale sulle donne è una questione di sicurezza in città? 

No. Lo dimostrano il fatto che a Milano ci sono molte telecamere di video sorveglianza che permettono di individuare in poco tempo l'autore della violenza sessuale. Milano è stata resa più sicura. Si può sicuramente fare altro, ma ripeto le violenze sessuali in strada sono una vera minoranza. Quindi io trovo che sia sbagliato gridare subito alla sicurezza in città. Che senso avrebbe costringere una donna a stare in casa per paura di uscire, quando sappiamo che le violenze sessuali avvengono soprattutto tra le mura domestiche?

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