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A 8 anni scrive al vescovo per riaprire la chiesa abbandonata: “Se serve posso fare il campanaro”

Matteo, un bambino di 8 anni, di Soresina ha scritto al vescovo di Cremona per chiedergli di riaprire la chiesa di Santa Croce, abbandonata da anni. Quando era più piccolo era rimasto affascinato dal suono delle campane e pur di risentirlo si è proposto di fare il campanaro.
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A cura di Fabio Pellaco
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La chiesa di Santa Croce di Soresina (foto Facebook)
La chiesa di Santa Croce di Soresina (foto Facebook)

Le campane della chiesa di Santa Croce a Soresina non suonano più da tempo e il piccolo Matteo di otto anni e mezzo ha scritto al vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, chiedendogli di riaprire la storica chiesa. Non solo, si è anche proposto di dare una mano: "Se serve un campanaro io sono disponibile fino all'inizio della scuola e tutti i sabati e le domeniche".

Matteo vuole far riaprire la vecchia chiesa: "Posso fare il campanaro"

La richiesta, come riportato da La Provincia di Cremona, è stata inviata via mail a inizio settembre. Matteo abita vicino alla chiesa che da anni è in stato di abbandono. Quando era ancora aperta ai fedeli, il bambino era rimasto affascinato dai rintocchi che dal campanile arrivavano fino alla sua cameretta. Poi la chiesa è stata chiusa e anche le campane hanno smesso di suonare. Oggi, tutte le volte che Matteo passa davanti alla chiesa, si dispiace di vedere il portone chiuso.

Dopo la visita pastorale del vescovo a Soresina ha deciso di inviare una mail proprio a Napolioni chiedendogli se potesse fare qualcosa per riaprirla. "Le campane sono vecchie e forse anche rotte quindi andranno rifuse e ribenedette", si legge nella lettera di Matteo, aiutato dalla sua mamma che ha trascritto le sue parole al computer. "Se serve un campanaro io sono disponibile fino al 12 di settembre e tutti i sabati e le domeniche".

La risposta del vescovo di Cremona

La risposta del vescovo di Cremona non si è fatta attendere: "Caro Matteo, è bello che tu ti dispiaccia vedendo una chiesa chiusa e non sentendo suonare le sue campane", ha scritto Napolioni. Ma la mail arrivata dalla Curia non dà risposte concrete per una rapida soluzione della questione: "Dovresti chiedere a don Angelo, che conosce meglio di me la storia e la realtà in cui vivi. Cerchiamo di custodire le tante belle chiese ereditate dalle generazioni precedenti, anche se a volte non ne abbiamo le forze".

Don Angelo Piccinelli è il parroco della chiesa principale di Soresina, intitolata a san Siro vescovo, e ha reso pubblico lo scambio di lettere tra Matteo e il vescovo. Lo stesso parroco si dichiara particolarmente dispiaciuto nel vedere uno dei simboli del quartiere abbandonato all'incuria, ma la parrocchia non ha risorse sufficienti per prendersi in carico una ristrutturazione, nemmeno per trasformarla in chiesa cimiteriale, dove conservare i resti dei defunti. L'unica soluzione potrebbe essere affidarla in concessione a una ditta privata.

La lettera del vescovo si concludeva con un incoraggiamento: "Continua a proporre sempre ciò che il cuore ti suggerisce per il bene della comunità". Matteo, nel frattempo, dovrà attendere ancora prima di sentire risuonare le campane di Santa Croce nella sua Soresina.

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