Giovanni Ricci: “Ho pagato 38.000 euro per una “terapia sperimentale all’estero”, è stata una truffa”

Giovanni Ricci con la moglie Roberta Franchi
Giovanni Ricci con la moglie Roberta Franchi
Giovanni ha una malattia degenerativa. Quando la sua condizione peggiora, raccoglie 24.000 euro – e poi altre quattordicimila – per una presunta “terapia sperimentale all’estero”. Su MAGNETICA lo abbiamo intervistato perché quella di Giovanni non è solo una storia personale: il giro di affari denunciato sembra riguardare decine di persone e centinaia di migliaia di euro. Arrivando a vantare presunte “guarigioni dall’autismo”.

Giovanni Ricci ha una malattia il cui nome è Atrofia Muscolare Progressiva. Conosco Giovanni da alcuni anni e non è la prima volta che mi aiuta a comprendere alcune dinamiche dall'interno di un percorso com'è quello delle malattie degenerative: in questo caso il focus sono le truffe dietro la dizione "terapie sperimentali all'estero".

Passo indietro: Giovanni un mese fa aveva letto il mio pezzo uscito su MAGNETICA. In quell'occasione l'attivista Elisa Costantino diceva: "In Italia abbiamo personale sanitario a cui dobbiamo affidarci, che parte da terapie validate dalla comunità scientifica internazionale (…) il resto è pericolo, spesso una truffa".
Giovanni ha deciso di raccontare la sua esperienza in prima persona, come vittima di una truffa a livello internazionale e basata su cosiddette "terapie sperimentali", che nel suo caso si sono rivelate inefficaci e con elementi che lo hanno portato a denunciare come truffa, alle autorità preposte, l'intera procedura a cui è stato sottoposto.
Indagando sul sito dell'azienda ho ritrovato anche presunte testimonianze di persone "guarite dall'autismo". A parte la non scientificità della questione, ricordiamo che l'autismo è una condizione e non una malattia. Perciò sarebbe in ogni caso sbagliato parlare di "guarigione dall'autismo".

Ciao Giovanni. Conosci altri casi di persone che si sono rivolte a "terapie sperimentali" all'estero di questo tipo?

Sì, conosco direttamente tre persone che hanno seguito il mio stesso percorso con Biocells. Due di queste nel frattempo sono decedute, e una terza ha subito un severo aggravamento dopo il primo trattamento.

Facciamo un passo indietro. Quando inizia questa storia?

Tutto comincia circa un anno fa quando una mia amica, affetta da una patologia molto simile alla mia, mi chiamò per dirmi di essere entrata in contatto con una clinica dell'est Europa che sviluppa terapie neuro rigenerative attraverso la somministrazione di cellule staminali.

Ti disse già i costi?

Circa 25.000 euro per una prima sperimentazione.

E tu?

Per me era troppo. Ringrazio, saluto e riaggancio. Ero già scettico prima, con quella cifra davanti non avrei potuto neanche pensarci.

E poi cosa accade?

All'inizio di ottobre 2025 ho avuto un grave peggioramento della malattia, esco dell'ospedale provato e con due accessori salvavita: un ventilatore esterno per respirare e un tubo nella pancia per mangiare. È in questo momento di fragilità che come famiglia decidiamo di rivolgerci alla Clinica Biocells di Varsavia per tentare la loro terapia sperimentale.

Era un momento di fragilità e si capisce bene, mi aiuti a contestualizzarlo ancora di più?

Ho una malattia altamente invalidante e come ultima novità avevo perso le capacità di respirare e di mangiare. In più aggiungi che il sistema sanitario nazionale non è stato perfetto, per usare un eufemismo. Il neurologo che mi è stato assegnato, molto carinamente, mi ha detto di sedermi sul divano e aspettare di morire. Altri medici da cui sono stato hanno smesso di rispondere alle mie email; ghosting da parte dei medici. Alla fine è ovvio crollare un po'.

E dunque decidi di tentare una "terapia sperimentale all'estero"

Fissiamo un appuntamento con i medici del centro di Varsavia attraverso una video chiamata. Siamo presenti io, mia moglie, due medici ed un interprete/project manager. Durante la call ci viene spiegato che le terapie sono personalizzate, ci dicono che le cellule staminali che mi verranno somministrate vengono estratte da placenta umana, coltivate in laboratorio e iniettate nel corpo per via endovenosa e intratecale (iniezione nella colonna vertebrale). Inoltre mi verrà consegnato uno spray che attraverso i ricettori nasali guiderà le cellule staminali fino alle aree danneggiate. Decido di accettare la proposta.

Il costo finale a quanto ammonta?

La clinica ci propone un trattamento a domicilio, prezzo 24.000 euro.

Avevate questi soldi?

No. I soldi vengono raccolti attraverso una raccolta fondi online e altri eventi.

Mi racconti i dettagli?

Per la raccolta fondi abbiamo usato una piattaforma online: un sito dove crei una pagina con foto e descrizione di come userai i fondi, poi la pubblichi e condividi il link con i tuoi amici, il passaparola fa il resto. Settimanalmente la piattaforma ti accredita le donazioni trattenendo una percentuale e tu sei libero di usare i fondi per le tue necessità. Inoltre erano partite iniziative da parte dei miei colleghi di lavoro e dei compagni della casa del Popolo, e mi hanno dato una mano anche due scuole.

In questo modo riuscite a raggiungere la cifra necessaria?

Sì.

Potete iniziare.

A metà novembre riceviamo la visita di un medico e di un'interprete per la somministrazione. Non trovo molto esperto il medico che effettua la procedura, inoltre anche le apparecchiature usate sembrano vetuste. Vorrei anche sottolineare che siamo noi a chiedere un pagamento a mezzo bonifico, loro avrebbero preferito un pagamento in contanti.

Cosa accade dopo la somministrazione?

Non ci sono particolari miglioramenti della mia situazione nonostante garantissero l'arresto della progressione della malattia. Veniamo comunque ricontattati a gennaio per una seconda somministrazione, questa volta a un prezzo "agevolato" di 14.000 euro. Anche in questo caso decidiamo di accettare e riceviamo la seconda somministrazione a fine febbraio, sempre a domicilio. Nonostante un'equipe diversa, la manualità e le apparecchiature usate rimangono simili alle precedenti.

Quando pronunci la parola "truffa"?

Dopo pochi giorni, il programma Presa Diretta manda in onda un servizio su Rai3 in cui si parla della Clinica Biocells come truffatrice: in particolare si fa presente che i medici della Clinica non sono veri medici, che le cellule staminali trapiantate non hanno un certificato di tracciabilità e quindi non è possibile risalire alla loro origine, e che le procedure applicate dovrebbero essere eseguite in ospedale, assolutamente non in regime domiciliare. A seguito di questo servizio mi sono rivolto all'avvocata Carolina Angeli con cui abbiamo presentato querela alla Procura e siamo in attesa dell'esito delle indagini.

Perché hai deciso di raccontare questa storia?

Io sono caduto in questa storia in un momento di difficoltà, il mio percorso è simile a quello di altre persone. L'ho raccontato per aiutare un'informazione corretta e libera. Se qualcuno volesse seguire la strada delle terapie sperimentali deve ricordarsi di rivolgersi al centro specialistico di riferimento per la propria malattia. Per i più attenti esistono siti web governativi dove è possibile vedere tutte le sperimentazioni attive in Italia, viene riportato ogni dettaglio inerente al reclutamento e i contatti dei ricercatori.
In ogni caso diffidare sempre di chiunque chieda soldi in cambio di una terapia sperimentale.

Grazie Giovanni.

Grazie a te Saverio.

La storia di Giovanni Ricci non è soltanto una storia personale. Da quando abbiamo accennato su MAGNETICA di cosiddette "terapie sperimentali all'estero", abbiamo ricevuto storie e testimonianze, e vi invitiamo a continuare a mandarcele usando l'email presente nella pagina.
Io penso questo: approfittarsi di una persona e farlo addirittura durante una sua condizione di vulnerabilità estrema, è quanto di più osceno possa esistere in questo nostro mondo già sufficientemente compromesso. Se poi l'azione riguarda la salute della persona e presunte truffe, la risposta giornalistica – per noi che crediamo nella parola come atto di liberazione – può essere soltanto continuare a parlarne.

Per chiudere il cerchio decido di contattare anche l'avvocata Carolina Angeli, che segue Giovanni Ricci.

A che punto siamo?

Abbiamo sporto querela per truffa, secondo noi ci sono aggravanti come l'aver approfittato delle condizioni di Giovanni e della speranza di persone che soffrono di patologie e si rivolgono ad agenzie estere. In questo momento è stato assegnato un Pubblico Ministero. L'intento è anche quello di portare a conoscenza le autorità del fatto che Giovanni non è l'unica vittima di questo sistema.

E dal punto di vista giuridico?

Dal punto di vista del risultato giuridico confidiamo che si riesca a trovare l'apice dell'azienda. A breve faremo un 335 per sapere se i titolari dell'azienda sono stati iscritti nel registro degli indagati o ancora appaiono come ignoti.

Una frase mi risuona in mente: "Chi non sa prendere sul serio la patologia, non sarà capace di prendere sul serio neppure la vita".

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