La strada verso l'autodistruzione non è breve, non è agevole ma ostinatamente trova qualcuno sempre disponibile a percorrerla: si intravedono nell'alba della prossima opposizione che verrà già alcuni passaggi che mettono i brividi e forse sarebbe il caso di scriverne perché tutto ciò che di sbagliato si poteva sbagliare al di fuori dell'alleanza giallo-verde puntualmente si è avverato.

L'asse PD-Berlusconi contro il populismo, ad esempio. C'è all'interno di alcune componenti del Partito Democratico (che anche ieri ha impartito un'invidiabile lezione di sfascio) la tentazione di costruire l'ennesimo argine contro il populismo con Forza Italia per contrapporre forze convintamente europeiste a Di Maio e Salvini. E qui si riesce nel capolavoro di essere miopi al quadrato con un passo solo: il populismo usato come clava contro ciò che oggi è popolare (e per carità non è detto che ciò che sia popolare si giusto) non funziona, semplicemente non funziona. È lo stesso snobismo percepito negli ultimi anni (e che ha contribuito allo sfacelo) ed è la distanza che lamentano molti elettori. Poi c'è il secondo pessimo colpo di genio: la riabilitazione di Berlusconi sarà sempre vissuta per i prossimo 500 anni come nanismo politico di tutti gli altri. Tendere una mano a Berlusconi è il metodo immediato per essere casta, vecchiume, inciucisti, prima repubblica, conservatori etc. etc. L'amore per l'Europa, credetemi, è l'ultima delle sensazioni.

Rivendicare incarogniti le proprie azioni. È un diritto essere fieri di ciò che si è fatto (anche se nel PD sono sempre meno) ma il ragionamento "noi siamo stati bravi ma gli elettori sono troppo stupidi per riuscire a capirlo" non è il metodo migliore per recuperare voti: gli stupidi, per intendersi, sono quelli a cui chiedere il voto nelle prossime elezioni. Gli stupidi, per intendersi, sono quelli che hanno scelto di non appoggiare ciò che si è fatto. Gli stupidi, per intendersi, forse andrebbero aiutati a capire piuttosto che essere giudicati. Se il tema invece è "vedrete che il tempo ci darà ragione, noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo" allora aggiustate la comunicazione. In fretta.

Il grillismo come opposizione al grillismo. Dopo anni passati a urlare allo scandalo per i meme, i fotomontaggi e i toni usato da Grillo e i suoi sarebbe da studiare come possa venire in mente a qualcuno di ripercorrere gli stessi atteggiamenti per fare opposizione. Criticare un partito che ha preso i voti che ha preso e che si appresta a governare usando le pecore della Raggi o i congiuntivi di Di Maio ha più o meno lo stesso effetto di convincersi di svuotare il mare con un secchiello. Con un'aggravante: dopo 70 giorni di attesa per formare un governo gli italiani non hanno proprio voglia di scherzare. Proprio per niente.

Facciamoli schiantare. L'abbiamo detto e ridetto, scritto dappertutto: a schiantare ci va il Paese, mica Di Maio e Salvini. Uno pensa che non ci sia nemmeno bisogno di dirlo. E invece…