07 aprile 20:03 Domani vertice del centrodestra ad Arcore: trattativa in vista delle prossime consultazioni

Nella giornata di domani e molto probabilmente nella villa di Arcore, si terrà il vertice del centrodestra per fare il punto sulle prossime consultazioni, che vedranno la coalizione salire unita al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella. Dopo aver accolto la richiesta dell'alleata Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi si preparano al confronto. Come anticipato, l'incontro dovrebbe tenersi nella residenza brianzola di Silvio Berlusconi. "Se l'Unione Europea chiederà ancora sacrifici, precarietà e tagli, la risposta del governo Salvini sarà ‘no, grazie'. Prima il benessere degli italiani, poi le regole europee", ha twittato nel mentre Matteo Salvini, lasciando intendere che questo potrebbe essere uno dei temi sul tavolo domani.

07 aprile 17:16 Ivrea, M5S vieta l’ingresso al giornalista de La Stampa Iacoboni: “Non può entrare”

Questa mattina al giornalista de La Stampa Jacopo Iacoboni è stato negato l'ingresso all'evento Sum #02 organizzato dal Movimento 5 Stelle in ricordo del fondatore Gianroberto Casaleggio: "Un divieto motivato non dalla mancanza di accredito giornalistico, ma per ragioni personali, come comunicato anche dall'ufficio stampa del Movimento 5 Stelle. Inaccettabile che a un giornalista, e alla testata che rappresenta, venga impedito di fare il proprio lavoro perché si dissente da ciò che ha scritto. Ed è incomprensibile che ciò avvenga ad opera di una forza politica impegnata nella formazione del prossimo governo e che si fa interprete della necessità del dialogo in una fase politica tanto delicata. Chi lavora per guidare il Paese non deve temere opinioni dissenzienti, anche le più urticanti: è qui che si misura la maturità di un movimento politico", ha spiegato il quotidiano in una nota stampa diramata poco dopo l'accaduto.

07 aprile 15:02 Ivrea, M5S: “Il reddito di cittadinanza si farà, dobbiamo essere rapidi”

Al Sum#02 di Ivrea i temi principali sono come sempre il Reddito di cittadinanza e il lavoro sono i temi. L'evento, si è aperto con una clip dai toni cyberpunk e futuristici e con, sullo sfondo, alcune dichiarazioni sul mondo di domani da parte di Gianroberto Casaleggio.

Poi è stata la volta dei relatori. Tra più applauditi il filosofo Diego Fusaro che, più volte, ha lanciato durissime stoccate ai partiti del centrosinistra. "Le sinistre oggi sono demofobiche, nei loro programmi è come se il popolo non esistesse. La sinistra deve ripartire dal lavoro dagli sfruttati, non dai migranti", ha sottolineato Fusaro.

Sul tema del lavoro è intervenuto poi Domenico De Masi, sociologo e autore della ricerca Lavoro 2025 per il Movimento. "Il reddito di cittadinanza non è che si può fare o meno. Il reddito di cittadinanza è una cosa che non si può non fare a patto che si tenga conto che bisogna essere rapidi", ha spiegato De Masi tra gli applausi della platea che riempie la sala principale delle Officine H della Olivetti.

07 aprile 14:34 Di Maio: “Dal Pd vedo un passo avanti, ma la Lega non ha il 51%”

"Il contratto di governo può essere sottoscritto dal M5S o con la Lega o con il Pd. Noi siamo pronti ma vediamo che ci sono anche delle evoluzioni negli altri schieramenti", lo ha detto Di Maio a margine della kermesse di Ivrea, Sum#2, organizzata per ricordare Gianroberto Casaleggio.

"Noi siamo al lavoro per creare una maggioranza di governo che metta al centro le soluzioni per i cittadini e queste soluzioni partono da un contratto di governo alla tedesca"- e sottolinea – "oggi sono molto fiducioso di questa direzione, so che da una parte e dall'altra (centrodestra e Pd, ndr) ci sono delle evoluzioni, e noi le attendiamo".

Ma aggiunge: "Registro come un passo avanti la dichiarazione di questa mattina di Martina come sono ben consapevole che Matteo Salvini sappia che, al Quirinale o ci vai con il 17% o con il 37% in ogni caso non hai il 51% e quindi la maggioranza".

07 aprile 12:45 Renzi: “La politica italiana è ferma al chiacchiericcio da un mese”

"La politica italiana da un mese è ferma al chiacchiericcio, agli accordi, ai retroscena inventati. Noi lo avevamo detto: se non passa il referendum, torneremo agli accordi vecchio stile. E purtroppo è andata così. Parleremo di questo il 21 aprile, all'Assemblea del PD". Lo afferma l'ex segretario dei dem, Matteo Renzi, su Facebook.

E sulla chiusura al M5S l'ex segretario era intervenuto già questa mattina, sottolineando ancora una volta la posizione del Pd: "Nessuna svolta nei rapporti con i 5Stelle". 

Sulla stessa linea le parole di Matteo Orfini, presidente del Pd: "Siamo alternativi al m5s per cultura politica, programmi e visione sul futuro del paese. Non sarà certo un appello strumentale a cancellare tutto questo. Parleremo con chi riceverà l'incarico e daremo il nostro contributo da forza di minoranza parlamentare".

07 aprile 12:25 Martina risponde a Di Maio: “Ok sua autocritica, ma restano le ambiguità di M5S e Lega”

L'autocritica nei toni e' apprezzabile, resta evidente l'ambiguità politica. Noi continuiamo a pensare che la differenza la fanno i contenuti. Da questo punto di vista non vedo novità. Il tempo dell'ambiguità  èfinito". Cosi' il reggente Pd Maurizio Martina sull'intervista di Luigi Di Maio. Il segretario del Pd ha parlato dal convegno di Matteo Richetti, in corso a Roma. E ammette: "C'è un passo in avanti, cambia il tono ma le ambiguità politiche restano e per noi sono un fatto. La nostra linea è quella espressa durante le consultazioni, la nostra posizione è quella, siamo fedeli e coerenti alla impostazione data fin dal primo minuto".

"Sui contenuti abbiamo presentato al Quirinale la nostra agenda per il Paese. Centrodestra e M5s devono dire chiaro al Paese oltre che alle altre forze politiche cosa intendono fare"- aggiunge Martina -"Consiglierei anche in questi giorni di andare fino in fondo, di esplicitare se c'è da parte loro una assunzione di responsabilità e su quali punti e con quali coerenze, oppure se non c'è. Stiamo vedendo da giorni il tentativo di costruire una quadratura, dicano chiaro fin dove vogliono arrivare".

Il ministro Dario Franceschini non è d'accordo sul liquidare così le parole di Di Maio: "Di fronte alle novità politica dell’intervista di Di Maio serve riflettere e tenere comunque unito il Pd nella risposta. L’opposto di quanto sta accadendo: rispondiamo affrettatamente e ci dividiamo tra noi. Fermiamoci e ricominciamo".

Ma Martina insiste: "La nostra linea è chiara e non cambia. È quella espressa al Quirinale".

07 aprile 12:07 Salvini: “Governo Pd-M5S? O governo serio o si torna al voto e stravinciamo”

Salvini commenta su Facebook così le parole di Di Maio, che ha rivolto un appello al Pd, chiedendo di "sotterrare l'ascia di guerra": "Governo Di Maio-Renzi, governo 5Stelle-Pd? Mamma mia…Sto facendo e farò tutto il possibile per cambiare questo Paese, con coerenza, serietà e onestà, ascoltando tutti. Una cosa è certa: o nasce un governo serio, per ridare lavoro, sicurezza e speranza all'Italia, oppure si tornerà a votare, e noi stravinciamo".

07 aprile 10:20 Di Maio al Pd: “Ci vuole senso di responsabilità, sotterriamo ascia di guerra”

"Io non sto rinnegando le nostre idee né le critiche che in più momenti abbiamo espresso anche aspramente nei confronti del Pd, e che anche il Pd non ci ha risparmiato. Credo però che ora il senso di responsabilità nei confronti del Paese ci obblighi tutti, nessuno escluso, a sotterrare l'ascia di guerra". Si rivolge così il leader M5S Luigi Di Maio al Partito Democratico, in un'intervista a Repubblica.

"Se rimaniamo ognuno sulle proprie posizioni non si va da nessuna parte" – aggiunge – "Renzi stesso ha ammesso che la buona scuola non ha funzionato del tutto e doveva essere migliorata. Io credo che ci potranno essere molte più convergenze di quel che si crede". E racconta di aver sentito Maurizio Martina "in occasione dell'elezione del presidente della Camera ed è sempre stato un confronto franco. Martina è una persona con cui si può parlare e spero che il Pd si sieda al tavolo".

Di Maio, dopo il colloquio con il presidente Mattarella aveva formalizzato una proposta a due forze alternative, la Lega e il Pd; ora ribadisce: "Sediamo intorno a un tavolo, per ragionare e trovare insieme una sintesi che serva a dare risposte e non a scontrarsi muro contro muro". Non si tratta, osserva, di alleanze per "autoconservarsi e autotutelarsi", "stiamo proponendo invece di mettere al centro solo ed esclusivamente l'interesse dei cittadini. Il contratto è una garanzia in questo senso: dentro ci mettiamo le cose da fare per le persone fuori dai palazzi, e non quelle dentro i palazzi. E quelle cose facciamo". Quanto al suo veto su Forza Italia, afferma che "Berlusconi rappresenta il passato. Poteva cambiare l'Italia e non lo ha fatto", "Salvini sta scegliendo la restaurazione invece della rivoluzione. Il segretario della Lega in questo modo sta chiudendo tutto il centrodestra nell'angolo. E rischia di condannarsi all'irrilevanza".

06 aprile 19:05 M5S: “Salvini deve decidere se stare con noi o riportare l’Italia indietro con Berlusconi”

Stando a quanto apprende l'agenzia di stampa Ansa dai vertici del Movimento 5 Stelle, Di Maio avrebbe posto una condizione al leader del Carroccio: Salvini deve scegliere tra il cambiamento e il riportare indietro l'Italia con Berlusconi. In sostanza, con la decisione di presentare un'unica delegazione di centrodestra alle prossime consultazioni al Colle, Salvini sembra rispettare il patto elettorale siglato con Berlusconi, ma il Movimento 5 Stelle ha più volte dichiarato di essere interessato a dialogare solamente con la Lega e non con il partito di Silvio Berlusconi.

06 aprile 16:55 M5S: “Per il bene del Paese, il Pd dialoghi con noi”

"Il Pd non strumentalizzi il senso delle mie parole e non cerchi pretesti. Abbiamo idee differenti ed è evidente che la nostra visione critica sull'operato del governo del Pd in questi anni resta ma per il bene del Paese il M5s chiede sinceramente al Pd di metterci intorno ad un tavolo", ha dichiarato il caporuppo M5S al Senato, Danilo Toninelli, aprendo nuovamente a un'intesa programmatica con il Pd nonostante il diniego del segretario Martina.

06 aprile 16:12 Berlusconi: “Alle consultazioni delegazione unica del centrodestra con me, Salvini e Meloni”

Il centrodestra andrà unito al Colle alle prossime consultazioni che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe convocare per la metà della prossima settimana. Silvio Berlusconi ha risposto all'appello di Matteo Salvini che questa mattina ha chiesto ai suoi alleati in campagna elettorale di formare una unica delegazione per i prossimi colloqui con il capo dello Stato. Allo studio alla Vetrata in cui Mattarella riceve le delegazioni, dunque, ci andrà l'intera coalizione che al voto del 4 marzo ha preso più voti di tutte le altre. "Alle prossime consultazioni – comunica Berlusconi attraverso una nota – il centrodestra si presenterà unito con Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi".

Quest'oggi Salvini, in un'intervista al Tg2, aveva rivolto un vero e proprio appello agli altri due leader: "La coalizione che ha vinto è il centrodestra. Chiederò a Berlusconi e Meloni di andare insieme al Quirinale". In occasione del primo giro di consultazioni, terminato ieri, il presidente della Repubblica aveva ricevuto tre diverse delegazioni: nel pomeriggio del 4 aprile quella di Fratelli d'Italia, di cui fa parte Giorgia Meloni; nella mattina del 5 aprile prima quella di Forza Italia con a capo Silvio Berlusconi e poi quella della Lega, guidata dal suo segretario Matteo Salvini. La terza alleata del centrodestra, Giorgia Meloni, aveva già chiesto che si potesse andare uniti al Colle e ha così commentato la decisione presa dal leader della Lega e da Berlusconi: "Ringrazio Salvini per aver accettato la proposta di Fratelli d'Italia: presentarsi insieme agli alleati alle prossime consultazioni con il presidente Mattarella. La coalizione di centrodestra ha vinto le elezioni. Dunque se si intende rispettare la volontà popolare spetta al centrodestra l'incarico di formare il governo".

06 aprile 15:23 Orlando: “Renzi lasci lavorare Martina oppure decida di ritirare le sue dimissioni”

La sconfitta elettorale lascia segni evidenti nel Pd, tanto che ancora oggi l’esponente della minoranza dem Andrea Orlando torna ad attaccare Matteo Renzi, ex segretario, dopo la riunione che si è tenuta ieri con alcuni esponenti della sua corrente in merito alle consultazioni e al percorso che il Pd dovrà seguire. “Renzi deve decidere – attacca Orlando -: se ritiene che la colpa di questa sconfitta non sia la sua, che sia la mia o dei cambiamenti climatici, allora deve decidere di ritirare le proprie dimissioni e continuare a esercitare il mandato avuto dagli elettori. Se invece come ha detto si assume non dico tutta la responsabilità ma almeno una quota significativa, e ne trae come conseguenza quella di arrivare alle dimissioni, allora deve consentire a chi pro tempore ha avuto l'incarico di poterlo esercitare”.

Orlando parla con i cronisti anche dell’iniziativa ‘Sinistra anno zero’ che si terrà domani, in contemporanea con quella voluta da Matteo Richetti: “L’iniziativa di domani è promossa dai giovani del Pd e non solo. Non è un momento correntizio ma di riflessione sul voto, e credo sia utile farlo tanto piu perché il Pd al momento non ha ancora promosso un momento di riflessione di questo genere. Se la riflessione non si fa nel partito facciamola attorno al partito, noi non la viviamo come un momento di competizione interna ma come un momento di riflessione che credo sia utile, perché dopo un risultato così devastante come quello delle ultime elezioni una riflessione profonda è necessaria, e non ci può essere una rimozione di quel risultato utilizzando la contingenza o i fatti nuovi che emergono. C’è sempre quel risultato da cui si deve ripartire”, aggiunge il ministro della Giustizia.

Tornando sull’accordo con il M5s che il Pd sembra voler rifiutare, Orlando conclude: “Non si può fare una discussione come quella che si sta conducendo adesso dove si pone una equivalenza tra l'alleanza con il Pd e quella con la Lega. Evidentemente c’è un serio problema di proposta programmatica, perché se si ritiene che si possa governare indipendentemente con gli uni e con gli altri significa che si ha un programma particolarmente vago. E questo non depone a favore della serietà di un ragionamento che parta dai contenuti”.

06 aprile 13:45 Giorgetti (Lega): “Con Berlusconi c’è un patto di sangue, non andremo al governo senza di lui”

La Lega non vuole andare al governo con il MoVimento 5 Stelle senza il centrodestra, cioè senza Silvio Berlusconi. A dirlo è Giancarlo Giorgetti, capogruppo del Carroccio alla Camera, durante la trasmissione di Radio Uno ‘Gioco a premier'. Senza Berlusconi la Lega non andrebbe al governo, assicura Giorgetti: “No, noi lo abbiamo sempre detto che ci vogliamo muovere come centrodestra e così ci comporteremo. Per questo siamo rimasti sorpresi di una chiusura pregiudiziale che secondo me è sbagliata. Noi prendiamo atto dei numeri, che un governo può nascere solo con la presenza dei Cinque Stelle. Allo stesso modo, anche i cinque milioni di voti di Forza Italia sono importanti, credo che Di Maio con la stessa logica con cui rivendica la sua responsabilità, non può chiudere la porta in faccia a questi milioni di voti”.

Giorgetti parla di un vero e proprio patto di sangue con Berlusconi: “Noi abbiamo un patto di sangue con Berlusconi e anche lui ce l’ha con noi. Deve essere un discorso reciproco”. E si sofferma poi sul colloquio avuto con il capo dello Stato in occasione delle consultazioni: “Il presidente Mattarella si è comportato molto bene, ha ascoltato le nostre ragioni. Ci sono più forze politiche che hanno vinto le elezioni e che hanno il diritto-dovere di gestire la situazione. Siamo anche coscienti di essere parte di una coalizione, e mentre Giorgia Meloni ha tenuto il punto, Silvio Berlusconi è andato un po’ oltre”.

Sulla leadership di una eventuale alleanza di governo, Giorgetti esprime una linea chiara rispondendo a chi gli chiede se la Lega – in caso di governo con i Cinque Stelle e senza Berlusconi – debba accettare la premiership di Di Maio avendo solo il 17% dei voti: “ Questa è un’altra osservazione che ritengo oggettivamente non contestabile. È la logica dei numeri, ma con la stessa logica se entra tutto il centrodestra il M5s dovrà riconoscere la leadership del centrodestra che è Matteo Salvini”. E il contratto alla tedesca proposto da Di Maio, secondo Giorgetti, dovrebbe comprendere anche il nome del presidente del Consiglio:  “Il contratto alla tedesca prevede condizioni, tempi e nomi certi per cinque anni. Noi abbiamo detto che vogliamo un governo che dura cinque anni, forte, che si faccia rispettare”.

Infine, il capogruppo della Lega alla Camera parla anche di flat tax e reddito di cittadinanza, le due proposte cardine di centrodestra e Cinque Stelle in campagna elettorale: “Bisogna trovare una formula di conciliazione”: “Se la Lega e il centrodestra avessero preso il 51% avrebbero applicato integralmente la flat tax, così come avrebbe fatto il M5s con il reddito di cittadinanza. Siccome non abbiamo vinto né noi né loro è necessario un compromesso, una mediazione”.

06 aprile 13:39 Il Pd chiude definitivamente a un accordo con M5s: “Impossibile confronto con loro”

Il Pd torna a chiudere alla possibilità di un confronto con il MoVimento 5 Stelle. A farlo è il segretario reggente Maurizio Martina che risponde a Danilo Toninelli, capogruppo del M5s al Senato, il quale ha accusato i dem di essere responsabili del fallimento delle politiche degli ultimi cinque anni. “Leggo – replica Martina – che il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle ritiene il Pd ‘responsabile del fallimento delle politiche di questi anni'. È chiaro che queste parole dimostrano l’impossibilità di un confronto con noi”.

“Finiscano con i tatticismi esasperati – prosegue Martina – con la logica ambigua dei due forni come se non contassero nulla i programmi e la coerenza ideale, e dicano chiaro se sono in grado di assumersi una qualche responsabilità verso il Paese”. Oggi Danilo Toninelli, ospite di Agorà, su Rai Tre, ha detto: “Il Pd ha la responsabilità del fallimento delle politiche degli ultimi cinque anni e di aver approvato una legge elettorale che ha portato a questo stato di caos”. Il discorso del capogruppo del MoVimento al Senato partiva dal presupposto che proprio con Martina c’è stato negli scorsi giorni un dialogo sulla “costituzione dei presidenti di Camera e Senato e degli uffici di presidenza”. Per questo motivo Toninelli ha chiesto “un atto di responsabilità: perché è un’opportunità che gli stiamo dando. Il Pd ha la responsabilità del fallimento delle politiche degli ultimi cinque anni”.

06 aprile 13:17 Salvini: “Chiederò a Berlusconi e Meloni di andare insieme al Quirinale per le consultazioni”

Matteo Salvini annuncia di voler andare al secondo giro di consultazioni con il presidente della Repubblica insieme ai suoi alleati, coloro che hanno fatto parte della coalizione di centrodestra che ha ottenuto alle elezioni del 4 marzo più voti di tutte le altre. "La coalizione che ha vinto è il centrodestra – afferma Salvini intervistato dal Tg2 -. Chiederò a Berlusconi e Meloni di andare insieme al Quirinale" per i colloqui con Mattarella previsti per la metà della prossima settimana. Negli scorsi giorni, per il primo round di incontri, i tre partiti della coalizione – Lega, Fi e FdI – hanno deciso di andare separati al Colle: è stata ricevuta prima la delegazione guidata da Giorgia Meloni, poi quella di Forza Italia e infine quella della Lega.

Salvini ribadisce il suo no a un governo senza Forza Italia: "Basta con i veti. Bisogna dialogare con i Cinque Stelle e chi dice di no sbaglia. Un governo centrodestra-Cinque Stelle è possibile, non vedo l'ora di cominciare a lavorare. Con i veti, con i no, con le antipatie non si va lontano, c'è un Paese che deve ripartire. Noi non facciamo capricci, vogliamo solo passare ai fatti".

06 aprile 10:23 Toti (FI): “Accordo centrodestra-M5S è necessario per non tornare al voto”

Giovanni Toti, governatore della Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi, dà una lettura differente dell'intervento di ieri del leader azzurro al termine delle consultazioni: "Nel dire non voglio un governo fatto di invidia sociale, odio e pauperismo, il presidente Berlusconi ha messo un punto sul programma, credo che nessuno nel centrodestra possa dissentire. Il centrodestra ha preso più voti e i 5 stelle se vogliono partecipare allo sforzo dovranno in qualche modo adeguarsi. Le parole di Berlusconi erano certamente un riferimento al M5S, ma non in senso di non voler collaborare dal punto di vista numerico o programmatico, ma segnare il punto: si parte dall'incarico a Salvini se Mattarella vorrà darglielo". Non ci sarebbe stata una chiusura netta da parte di Berlusconi insomma.

"È possibile trovare un programma minimo di Governo tra centrodestra e M5S con la buona volontà, il dialogo sugli incarichi istituzionali è stata una prova che induce un po' di ottimismo, ma non è facile e non so neanche quanto possa durare"- continua Toti – "Che Di Maio dica "non faccio alleanze con qualcuno" fa parte della narrazione necessaria a fare digerire al proprio mondo la necessità di dialogare con qualcuno. L'accordo quale che sia tra le forze politiche è una dolorosa necessità frutto di una legge elettorale sbagliata con un ritorno al proporzionale che ha portato indietro il Paese". Anche se ammette: "Un governo di coalizione centrodestra-M5S che dura cinque anni non è facile, è abbastanza lontano". L'ipotesi più probabile è per il governatore della Liguria "Una sorta di Governo che traghetti il Paese a fare una nuova legge elettorale, a sterilizzare le clausole di salvaguardia".

In ogni caso spiega Toti che la Lega non si sfilerà dall'accordo con Forza Italia: "L'accordo nel centrodestra reggerà, è nel reciproco interesse dei leader farlo reggere, soprattutto perché gli elettori hanno votato oltre 200 parlamentari scelti all'interno di una coalizione di cui facevano parte tutti e tre i partiti: Lega, FdI e Forza Italia. Una rottura andrebbe prima di tutto spiegata ai nostri elettori, prima ancora che alle dirigenze politiche dei singoli partiti, va bene il fatto di segnare le proprie individualità, però ci siamo presentati come coalizione, abbiamo proposto una ricetta al Paese, valiamo al 37% perché siamo insieme, non credo sia interesse di nessuno dividersi".

06 aprile 10:22 Casaleggio: “Contratto con Lega o Pd è possibile perché destra e sinistra non esistono più”

Destra e sinistra non esistono più e per questo motivo il MoVimento 5 Stelle può rivolgersi indifferentemente alla Lega o al Pd per provare a formare un governo: questa è la spiegazione che Davide Casaleggio fornisce alla proposta di contratto avanzata da Di Maio nei confronti del secondo e terzo partito più votati alle scorse elezioni. In un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore, Casaleggio spiega: “Non è più possibile ragionare con le categorie novecentesche di destra, sinistra e centro. Non fanno più parte del vissuto dei cittadini. Hanno esaurito il loro compito, se così si può dire. Il successo del M5s è anche essere al passo coi tempi, le ideologie non esistono più”.

Casaleggio è convinto che debba essere Luigi Di Maio il presidente del Consiglio del prossimo governo: “È stato il candidato premier più votato il 4 marzo, con oltre 11 milioni di voti. Una volontà popolare ampiamente espressa, dunque. Non vedo ragioni per ribaltare il risultato delle urne”. Il figlio di Gianroberto Casaleggio nega inoltre che ci possa essere un qualsiasi tipo di conflitto di interessi tra la sua associazione (la Casaleggio Associati) e il suo ruolo nel M5s: “ Sia la Casaleggio Associati che l’associazione Gianroberto Casaleggio non hanno nulla a che fare con la politica. Sono entità totalmente estranee al M5s. Il mio impegno nell’associazione Rousseau è gratuito e non ha nulla a che vedere né con l’azienda che presiedo né con l’associazione in nome di mio padre. Una cosa che accomuna l’associazione Gianroberto Casaleggio e l’associazione Rousseau è che non hanno fini di lucro. I conflitti di interesse sono ben altri”.

Infine, Casaleggio parla anche di Rousseau, l’associazione a cui tutti i parlamentari eletti tra le fila del MoVimento 5 Stelle devono versare 300 euro al mese: “Rousseau è un sistema operativo che ci invidiano in tutto il mondo: è la piattaforma cuore pulsante del M5s, che nasce e si muove in rete. Le donazioni servono per rendere Rousseau più performante e sempre più sicura. Poiché l’associazione non ha fini di lucro, ogni centesimo viene rendicontato”.

06 aprile 09:58 Lo stallo dopo le consultazioni: M5s propone contratto di governo a Lega e Pd, i dem rifiutano

Si chiude con un nulla di fatto il primo giro di consultazioni che si sono tenute negli scorsi giorni al Quirinale. Lo ha detto chiaramente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: nessuno è in grado di formare una maggioranza, ora serve un’intesa ma questo possibile accordo – per il momento – non è ancora emerso. Il capo dello Stato ha quindi accettato la richiesta dei vari partiti di avere qualche giorno in più per riflettere e discutere prima di dar vita a un nuovo giro di consultazioni che dovrebbero avere inizio a metà della prossima settimana.

I protagonisti principali sono i due partiti usciti vincitori dalle elezioni, quelli che hanno aumentato maggiormente i loro consensi e che si candidano a governare il Paese: M5s e Lega. Da una parte il MoVimento 5 Stelle propone un contratto su alcuni temi (da definire) o alla stessa Lega o al Pd: due partiti che potrebbero formare una maggioranza con i pentastellati ma che sarebbero, ovviamente, alternativi tra di loro. Il MoVimento però pone anche alcuni veti: in primis quello a Forza Italia, che non può partecipare a un “governo di cambiamento”; e poi sul nome di Luigi Di Maio, che dice di non essere disposto a nessun passo indietro e che riafferma la sua volontà di essere il presidente del Consiglio. Se dalla Lega l’apertura c’è, dal Pd non sembrano invece arrivare spiragli: ieri il partito è tornato a escludere la possibilità di un incontro con i Cinque Stelle, almeno finché Di Maio non sarà il premier incaricato. “Saremo all’opposizione”, è il mantra che ripetono tutti i principali esponenti dem in queste ore.

Dall’altra parte c’è la Lega di Matteo Salvini che deve decidere se scaricare il suo alleato Silvio Berlusconi per formare un governo con i grillini o se rimanere fedele alla coalizione di centrodestra. Un dilemma sul quale si gioca anche l’eventuale premiership di Salvini: in caso di governo tra M5s e tutto il centrodestra, il segretario del Carroccio avrebbe il diritto di rivendicare il posto da presidente del Consiglio, avendo la sua coalizione più voti e più seggi. Se invece la Lega dovesse scaricare i suoi alleati per formare un esecutivo con i Cinque Stelle, la Lega sarebbe nettamente il secondo partito della nuova maggioranza e difficilmente potrebbe pretendere che Di Maio lasci loro la leadership. Nei prossimi giorni, quindi, ci saranno i contatti che potranno essere decisivi: Di Maio ha già fatto sapere che chiamerà sia Salvini che Martina per il Pd per provare a sbloccare la situazione. E intanto Mattarella aspetta che arrivino novità in vista del prossimo giro di consultazioni.

05 aprile 23:09 Orlando: “Programma Pd irrealizzabile con M5s e Lega, ora serve forte svolta a sinistra”

Penso che noi dobbiamo restare all’opposizione, le cose che abbiamo detto e proposto non si possono realizzare con Salvini ma neanche con i Cinque Stelle. Penso che il Pd debba determinare nei prossimi mesi una fortissima svolta a sinistra, che guarda ai temi sociali, alla disuguaglianza”. A dirlo, a Piazza Pulita, su La7, è il ministro della Giustizia uscente ed esponente della minoranza del Pd Andrea Orlando. “Non vedo possibilità di convergenza, ma la giornata di oggi non ha aiutato: dire che un governo lo puoi fare con la Lega o con il Pd” non ha senso, continua Orlando parlando della proposta del M5s e spiegando: “Non offre grande serietà e responsabilità dire che si possa fare il governo con noi o con altri” indifferentemente.

Secondo Orlando il Pd deve dialogare, ma “credo non ci siano condizioni per fare insieme un programma serio.Il tema vedersi o non vedersi mi pare un problema irrilevante. Ci sono distanze tra noi che rendono comunque irrealizzabile” un accordo programmatico.

05 aprile 21:24 Di Maio: “Non farò nessun passo indietro in favore di un signor X che non è stato votato”

Il capo politico del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio non è disposto a fare un passo indietro sulla leadership e sul suo possibile ruolo di presidente del Consiglio: “Non posso dire a chi ci ha votato che arriva un signore X e si siede là – afferma a Quinta Colonna -. Leggo i nomi di Cottarelli, Cantone, Severino, ma mi chiedo perché uno che ha preso 0 voti debba diventare presidente del Consiglio e uno come me che ha preso 11 milioni di voti debba fare un passo indietro”. Il capo politico del M5s sembra anche essere ottimista sui tempi necessari per formare un nuovo governo: “Io credo che se siamo gente del fare possiamo risolvere velocemente. Io spero di poterli incontrare da lunedì, li sentirò domani, Matteo Salvini o Maurizio Martina. E spero dalla prossima settimana di poter lavorare a questi contratti”.

Di Maio ribadisce comunque di avere fiducia nell’operato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a cui verrà affidata ogni decisione: “Se non ci fosse nessun tipo di accordo, allora forse si tornerà al voto. Ma questo lo decide il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per quanto mi riguarda non voglio fare il presidente del Consiglio per non cambiare nulla, non per tirare a campare”.

Parlando invece del suo rapporto con Salvini e della proposta avanzata nei confronti della Lega, il capo politico del M5s spiega: “Non sto chiedendo a Salvini un tradimento, non voglio sposare nessuno. Voglio realizzare un governo anche per realizzare 5-6 cose fatte bene, se le mettiamo in fila e le facciamo, io credo che gli italiani saranno felici”. Nulla di personale contro Berlusconi, escluso dai Cinque Stelle in un’ipotesi di governo: “Pensare a un governo per il cambiamento con Berlusconi dentro non è possibile”. Infine, ribadendo di voler firmare un contratto con la Lega o con il Pd davanti agli italiani, Di Maio sottolinea un concetto già espresso oggi dopo le consultazioni: “Io parlo con tutto il Pd. Oggi il reggente del partito è Martina ma se ci sarà un altro segretario parlerò con lui”.

05 aprile 20:45 Toninelli (M5s): “Il Pd accetterà di incontrarci se non vuole scendere al 5%”

Il quasi certo rifiuto del Pd di incontrare il MoVimento 5 Stelle per discutere di un contratto di governo, così come proposto da Luigi Di Maio, sembra non preoccupare Danilo Toninelli, capogruppo pentastellato al Senato: “Sono convinto che scenderanno a miti consigli”, dice sicuro durante la registrazione della puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera. “Nel Pd – spiega – ci sono molte anime, anche quelle dialoganti. Se non vuole scendere al 5% in poche settimane…”, afferma ancora Toninelli cercando di intendere che in caso di rifiuto i dem andrebbero incontro al rischio di un crollo elettorale.

Sono convinto – dichiara ancora il capogruppo M5s al Senato – che la notte e il fine settimana portino consiglio. Il Pd oggi non ha Renzi come segretario ma Martina, con il quale abbiamo interloquito con serenità”. Toninelli parla anche della posizione nei confronti di Forza Italia, che i Cinque Stelle non vogliono in un eventuale accordo di governo: “Noi non poniamo nessun veto ma se si pensa di fare un governo con Berlusconi non sarebbe rispettato il voto popolare. La Lega deve fare una scelta importante”.

Toninelli torna poi sulle parole pronunciate oggi da Di Maio al Quirinale, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica: secondo il presidente dei senatori pentastellati quelle affermazioni sarebbero “la prova che noi facciamo sul serio” e che non si tratti “di un gioco di palazzo: vogliamo prendere sul serio il voto del 4 marzo”. “Il contratto che proponiamo è una cosa seria, anche rivoluzionaria, anche se in Germania si fa da anni”, conclude Toninelli rivolgendo anche un appello a Silvio Berlusconi: "Fi faccia un atto di responsabilità e permetta un governo di cambiamento. Berlusconi svincoli Salvini per sottoscrivere il contratto".

05 aprile 20:14 Il Pd dice no all’appello di Di Maio: nessun incontro finché non sarà premier incaricato

Nessun incontro tra Pd e MoVimento 5 Stelle prima che venga affidato dal presidente della Repubblica l’incarico a un esponente delle forze politiche uscite vincitrici dal voto del 4 marzo. Questa è la linea che sembra emergere dal Pd, secondo quanto trapelato da fonti dem. Il Pd sembrerebbe quindi contrario a un incontro con Luigi Di Maio, capo politico del M5s, che oggi ha proposto un contratto di governo proprio ai dem o, in alternativa, alla Lega. Allo stesso modo, il Pd non vorrebbe incontrare neanche il segretario della Lega Matteo Salvini, almeno fino a quando non ci sarà un presidente del Consiglio incaricato che avvierà le consultazioni formali.

Le fonti del Pd spiegano all’Ansa come sia impensabile dare seguito al pensiero di Di Maio, che “mette sullo stesso piano il Pd e la Lega come se avessero una base programmatica comune”. L’appello rivolto oggi dal capo politico del M5s sembra poter quindi cadere nel vuoto: difficile, senza un incarico in mano, pensare che ci possa essere un incontro con una delegazione dem sui temi che Di Maio vorrebbe mettere in un eventuale contratto di governo.

05 aprile 19:36 Giorgetti (Lega): “Berlusconi sbaglia, non si può tenere M5s fuori dal governo”

Secondo Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega alla Camera, Silvio Berlusconi sta commettendo un errore affermando che il MoVimento 5 Stelle non debba andare al governo. Intervistato da Matrix, su Radio 105, Giorgetti commenta: “Oggi Berlusconi ha messo un punto fermo rispetto al fatto che il M5s non deve andare al governo. Hanno preso il 32%, è difficile tenerli fuori in una fase come questa. Non so strategicamente, ma secondo me tatticamente Berlusconi ha sbagliato”. “Nel momento in cui dice non vogliamo governare con il M5s – afferma ancora riferendosi al leader di Forza Italia – Di Maio poi ha avuto via facile a dire sono loro che non vogliono governare con noi. Tatticamente Berlusconi ha sbagliato, ha alzato la palla a Di Maio che l'ha semplicemente schiacciata”.

Giorgetti parla anche di possibili alleanze e spiega perché un accordo con il M5s sarebbe plausibile mentre uno con il Pd no: “Il Pd è stato bocciato dagli elettori, mentre il M5s ha avuto la fiducia di 11 milioni di elettori. Può piacere o no, ma è un dato oggettivo e se si vuole un governo forte, ci vogliono numeri forti”. C’è poi un’altra questione affrontata dal capogruppo della Lega durante la trasmissione radiofonica, quella riguardante un eventuale presidente del Consiglio che sia terzo rispetto alle due forze politiche (Lega e M5s). Sull’ipotesi di Giulio Tremonti, Giorgetti replica: “Il premier non può essere chi non sia stato votato dagli italiani. Quindi, no professori, tecnici, governatori o ex. Basta con i governi tecnici”.

05 aprile 18:44 Meloni: “Di Maio vuole solo dividere il centrodestra, così lui diventerebbe primo”

"La questione non è volere o no i 5 stelle ma chi fa il governo: si può parlare di tutto se il cemtrodestra rimane unito e compatto, mentre il m5S dicono in modo infantile tu si e tu no, una cosa che non ha senso". Lo afferma la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, a Rai Radio1, commentando le dichiarazioni di Di Maio dopo le consultazioni. "Non possiamo prescindere dall'unità del centrodestra. Il gioco di Di Maio è chiaro: dividere chi è arrivato primo, così lui, secondo, diventerebbe primo. Non ci vuole Bismarck per capirlo. Noi insieme abbiamo vinto le elezioni, se ci spacchiamo Di Maio giocherà la sua partita, ma nessuno cadrà nella trappola del Cinquestelle".

05 aprile 17:37 Mattarella non decide: “Serve più tempo, nessuno ha i numeri per governare”

Al termine del primo giro di consultazioni, iniziato ieri mattina e terminato poco fa con l'incontro con la delegazione del MoVimento 5 Stelle, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di parlare con i cronisti presenti al Quirinale per fare il punto della situazione. "Le consultazioni – ha esordito – come è noto hanno lo scopo di fare emergere una composizione di un governo che abbia il sostegno della maggioranza del Parlamento. Le elezioni di un mese fa hanno visto un ampio aumento di consensi per due partiti, uno dei quali alleato con altri, ma non hanno assegnato a nessuna forza politica la maggioranza dei seggi in parlamento, dove sono presenti tre schieramenti politici. Nessun partito e nessuno schieramento dispone da solo dei voti necessari per formare un governo e sostenerlo, ed è quindi indispensabile che vi siano delle intese tra più parti per formare una coalizione che possa avere una maggioranza in Parlamento".

"Nelle consultazioni di questi due giorni – continua Mattarella – questa condizione non è ancora emersa, farò trascorrere qualche giorno di riflessione, anche sulla base dell'esigenza di maggior tempo che mi è stata prospettata da più parti politiche: sarà utile a me, sarà utile a loro per valutare responsabilmente la situazione e le possibili soluzioni per dar vita a un governo. Nel corso della prossima settimana avvierò un nuovo ciclo di consultazioni per verificare se è maturata qualche soluzione che oggi non si registra".

05 aprile 17:16 Di Maio: “Ci sono solo due soluzioni: o governo M5S-Lega o governo M5S-Pd”

Il leader del M5S Luigi Di Maio è arrivato al Quirinale per le consultazioni con il presidente della Repubblica. Il capo politico del movimento è giunto al Colle insieme ai capigruppo di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli. All'arrivo del gruppo alcuni sostenitori hanno urlato: "Vai Giggi, vai Luigi! Non vi arrendete!". Di Maio ha risposto salutando con il braccio, così come Danilo Toninelli, capogruppo al Senato, anch'egli acclamato.

"Abbiamo detto al Presidente Mattarella che sentiamo la responsabilità di essere la prima forza politica del Paese, e lavoreremo per assicurare il prima possibile una maggioranza ad un governo del cambiamento. Gli abbiamo fatto anche gli auguri di buon lavoro. Come ho ribadito in campagna elettorale abbiamo ottenuto 11 milioni di voti circa, anche per la nostra posizione in politica estera. Con noi al governo l'Italia resterà alleata dell'Occidente nel Patto atlantico, nell'Unione europea e monetaria: è questo l'obiettivo. Abbiamo interloquito con tutti e non abbiamo posto veti a nessuno. Abbiamo posto dei temi e poi abbiamo individuato tre messaggi che vengono dai cittadini: al governo deve andarci chi è stato legittimato dal popolo. No a governissimi, governi di scopo o governi tecnici; governare per cambiare e non per continuare a sopravvivere; mettere al centro soluzioni e non giochi di Palazzo. Bisogna mettere al centro il cambiamento per l'Italia, per questo abbiamo proposto un contratto di governo sul modello tedesco, su cui le forze politiche, di destra o di sinistra non importa, possono lavorare sui temi, ma anche sui tempi e le procedure. Un contratto il M5S lo può sottoscrivere o con la Lega o con il Pd, sono chiaramente due soluzioni alternative. Per questo chiederò un incontro con Matteo Salvini e Maurizio Martina. Dopo questi due incontri individueremo la forza politica più affine ai nostri temi, con cui costruire insieme un percorso di cambiamento per il Paese, visto che l'Italia aspetta da trent'anni alcune soluzioni a problemi enormi, come la corruzione".

 

E poi aggiunge: "Le mie aperture sono sincere, ma voglio anche precisare che rispetto a quello che ho letto in questi giorni, io non voglio spaccare il Partito democratico, mi rivolgo al Pd nella sua interezza perché al di là delle differenze di vedute non ci permetteremo mai di interferire nelle loro dinamiche interne. Nè ci interessa spaccare il centrodestra, non abbiamo questo obiettivo. Il punto è che noi con riconosciamo il centrodestra come forza politica, perché non solo si sono presentati alle elezioni con tre candidati premier ma perché si sono preparati alle consultazioni separati. E una di queste forze non riconosce il M5s. Per questo ci rivolgiamo solo ad una delle forze politiche di centrodestra, cioè la Lega".

Il colloquio del M5S con il presidente della Repubblica è durato tre quarti d'ora. È stato l'incontro più lungo di questo primo giro di consultazioni la cui media per delegazione è stata di 25-30 minuti.

05 aprile 12:40 Salvini: “Faremo di tutto per un Governo di 5 anni, ma tocca a noi”

 

La delegazione della Lega è giunta puntuale al Colle per le consultazioni. Al colloquio con il presidente della Repubblica hanno partecipato con il segretario Matteo Salvini anche Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, capigruppo al Senato e alla Camera. "È stato un incontro assolutamente positivo in cui abbiamo espresso una linea costruttiva. Molti hanno detto dei no, noi siamo venuti a dire dei sì. Non pensiamo a governi raccogliticci".

"Lavoriamo per un Gorverno che duri almeno 5 anni, partendo ovviamente da chi ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra, ma coinvolgendo M5s, senza altre soluzioni temporanee e improvvisate. Vediamo se si riesce a trovare una quadra. Al presidente Mattarella abbiamo detto che non ci interessano le poltrone. Più che posti e ruoli ci interessano i programmi su temi come la riforma delle pensioni, il lavoro e la riforma fiscale. Continueremo a incontrare tutti, già dalla prossima settimana. Noi non abbiamo detto "no" a prescindere a nessuno. Bisogna smussare quegli angoli che gli altri non riescono a smussare in questo momento. Bisogna che tutti facciano dei passi di lato. Con i personalismi il governo non nasce. Andiamo in Parlamento se ci sono i numeri certi, altrimenti si torna al voto. La Lega è un partito nato tra la gente figuriamoci se abbiamo paura di tornare alle elezioni".

Salvini durante l'incontro ha twittato dal Colle: "Qui Quirinale, rimanete sintonizzati per ascoltare in diretta le nostre dichiarazioni dopo l’incontro con il Presidente della Repubblica".

 

05 aprile 11:45 Consultazioni, Berlusconi: “Serve governo Salvini, no a populismi e dilettantismi”

 

"Abbiamo rappresentato al Capo dello Stato l'urgenza di affrontare i problemi che riguardano gli italiani". Lo afferma Silvio Berlusconi, leader di Fi al termine delle Consultazioni al Quirinale. L'incontro con il presidente Mattarella è durato poco più di mezzora. Alla guida della delegazione c'era il leader di Forza Italia insieme alle capogruppo Maria Stella Gelmini e Anna Maria Bernini. Il leader dei Forza Italia ha aggiunto: "Non siamo disponibili a un governo fatto di pauperismi e giustizialismi e populismi e odio che innescherebbe una spirale recessiva e di tasse elevate con fallimenti a catena anche nel settore bancario". La soluzione proposta è invece un esecutivo che "dovrà partire da chi ha vinto le elezioni, cioè il centrodestra e dal leader della coalizione vincente, cioè la Lega".

Al termine delle consultazioni Berlusconi è uscito in auto dal Quirinale salutando i giornalisti.

05 aprile 10:48 PD: “Noi all’opposizione, non parteciperemo a governi di alcun tipo. Tocca a M5s e centrodestra”

 

Al termine di un colloquio durato circa 30 minuti, ha parlato il segretario reggente del PD Maurizio Martina, confermando la posizione pubblicamente espressa in questi giorni: “Al Presidente della Repubblica abbiamo segnalato come l'avvio della legislatura abbia fatto emergere una potenziale maggioranza senza nostro coinvolgimento, con scelte di natura politica fatte non casualmente. Ora si tratta di capire se queste scelte saranno portate avanti coerentemente. Ora centrodestra e M5s dicano se sono in grado di portare avanti una proposta di governo, abbandonando i toni da campagna elettorale, perché quel tempo è finito […] Noi abbiamo detto al Capo dello Stato che per noi sono centrali 4 grandi questioni: quella sociale, per questo proponiamo anche l’estensione del reddito di inclusione, raddoppiando immediatamente le risorse a disposizione; il risanamento dei conti, che resta fondamentale perché lo Stato va amministrato come si fa nelle famiglie; quella migratoria, che ha visto risultati significativi da parte del governo precedente; il nostro ruolo nello scacchiere internazionale, che va confermato".

05 aprile 10:09 Consultazioni, Crimi (MS5): “Prima eravamo dei marziani in Parlamento, ora siamo più maturi”

"Prima la situazione era più complessa, eravamo alieni, marziani in Parlamento. Adesso in campo ci sono tre aree politiche mature. A partire dai temi, la situazione si sbloccherà". Questo è l'intervento di Vito Crimi su Repubblica , vice capogruppo al Senato del M5s, a proposito delle consultazioni della scorsa legislatura.

Crimi ieri è stato eletto presidente della commissione speciale del Senato, che ha il compito di esaminare il Def, il documento di economia e finanza, e i provvedimenti rimasti in sospeso con il cambio di legislatura. Il Def, spiega Crimi, "dev'essere fatto con un punto di riferimento preciso: i cittadini. Mettendo in campo strategie politiche di riduzione della povertà. Ed evitando che scattino le clausole di salvaguardia". Sul reddito di cittadinanza, il vice capogruppo M5s al Senato assicura: "Quello rimane un caposaldo e una priorità assoluta. Ma possono essere tante le forme di lotta alla povertà. Compresa la riduzione delle tasse alle imprese".

"È chiaro – aggiunge – che nel momento in cui dovremo confrontarci con altri, a causa di questa legge elettorale, nello scrivere questo contratto cercheremo di ottenere il più alto risultato possibile".

05 aprile 09:55 Salvini: “Dialogo con i grillini, con Renzi è più difficile perché ha governato male”

"Situazione di stallo. Tutti sono fermi sulle loro posizioni e se nessuno si muove si va a votare". Il segretario federale della Lega Matteo Salvini ha risposto alle domande del direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino a poche ore dall'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la festa per i 22 anni del quotidiano online.

Il rapporto con i grillini? "Mi alzo la mattina e leggo sui giornali che ho incontrato, ho visto, ho sentito, ho cenato, ho pranzato. No, balle", risponde il leader della Lega. "Sulle presidenze di Camera e Senato abbiamo dimostrato di essere veloci, concreti e rispettosi della volontà popolare. Altro paio di maniche è il governo. C'è un programma che è quello di Centrodestra e da lì si parte, così come si parte dalla squadra del Centrodestra. Con i grillini dialogo, assolutamente, con Renzi invece è più difficile visto che ha governato per sei anni, male. Però i grillini non possono dire "quello non mi piace, quello mi sta antipatico, quello non lo voglio, il premier lo faccio io e il programma è mio". Per quanto riguarda i rapporti con Berlusconi il leader del Carroccio spiega che "l'alleanza c'è. Avevamo e abbiamo un programma comune". Salvini sostiene di aver fatto un favore a Berlusconi sulla scelta della presidente del Senato: "Abbiamo fatto un favore agli italiani e anche a Berlusconi, altrimenti saremmo ancora lì incagliati su un nome che non si trova", afferma Salvini.

La Lega sarà ricevuta al Quirinale alle 12:00 di questa mattina, subito dopo la delegazione di Forza Italia. Salvini ha fatto sapere ieri sera di non avere fretta, dal momento che a breve sarà impegnato con le elezioni in Friuli e in Molise. Da Mattarella partirà da un assunto: "La coalizione che ha vinto è il centrodestra e il programma da cui si parte è quello del centrodestra". Ma ha spiegato anche che sarebbe inutile ricevere un mandato esplorativo, perché oggi non ci sono i numeri. La situazione al momento è paralizzata proprio dal "no" fermo di Di Maio a Berlusconi, e questo sembra allontanare l'ipotesi di una soluzione in tempi brevi, attraverso un accordo Lega-M5S. È lo stesso Antonio Tajani , presidente del Parlamento Ue a confermarlo: "Scorporare la Lega da Fi per renderla subalterna al M5S è un sogno irrealizzabile" e giudica "puerili" e "antidemocratici" gli attacchi del leader M5s a Berlusconi.

04 aprile 22:00 Consultazioni, Salvini: “Se nessuno cede si torna al voto a giugno o a ottobre”

"È meglio non andare a votare. Ma se tra due mesi siamo ancora qua a dirci le stesse cose e tutti sono sulle stesse posizioni, basta". Lo ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, che interpellato a margine di una cena a Milano ha ribadito che per arrivare a formare un governo "qualcuno alla fine dovrà cedere, perché se tutti rimangono sulle loro posizioni si va a votare o a giugno o a ottobre, tutti devono cedere, non solo M5s, anche Pd e Forza Italia".

Il leader del Carroccio ha anticipato la linea che intende tenere al Colle: "Io domani a Mattarella dirò che la coalizione che ha vinto è il centrodestra e il programma da cui si parte è quello del centrodestra. E per quanto riguarda i tempi ha detto: "Io ho già in calendario due incontri in Molise e in Friuli, quindi non ho fretta".

Sulla possibilità che il Presidente della Repubblica gli affidi l'incarico di formare il Governo ha detto: "L'esploratore lo facevo da boy scout a 10 anni, adesso c'è poco da esplorare. Oggi è inutile perché non ci sono i numeri, quindi io posso solo prendere atto che oggi non ci sono i numeri", ha aggiunto. E ha confermato che la prossima settimana incontrerà a Roma "in campo neutro" Luigi Di Maio.

04 aprile 21:47 Fraccaro (M5S): “Del veto a Berlusconi se ne riparla dopo le consultazioni”

"Domani ci sarà un'importante giornata di consultazioni e il confronto sarà con il presidente Mattarella: eviterei commenti perché è importante che la politica si sposti in quella sede". Lo ha detto il pentastellato Riccardo Fraccaro a proposito dell'avvertimento fatto dal leghista Giorgetti sul rischio di un ritorno al voto, nel caso di veti incrociati. "Vedremo dopo le consultazioni se ci sono incompatibilità. Noi – ripete – dialoghiamo con tutti, con Lega e Pd e cerchiamo di farlo anche grazie alle consultazioni al Quirinale".

04 aprile 20:39 Giorgetti (Lega): “Ora tocca al Pd o a FI fare una mossa per sbloccare lo stallo”

"Finché il M5S non riconosce che abbiamo vinto assieme a FI e dobbiamo discutere tutti assieme, non si risolve, c'è una pregiudiziale ingiusta di M5S su FI. La politica dei veti e pregiudizi porta solo di nuovo a votare e i problemi dell'Italia peggiorano". Così il capogruppo della Lega alla Camera Giancarlo Giorgetti intervenendo a "Porta a Porta".

E se la Lega dovesse stringere un accordo con M5S? "Berlusconi lo coinvolgiamo – risponde Giancarlo Giorgetti a Bruno Vespa – "ha spirito pragmatico, viene dall'azienda, sa se dare un contributo alla soluzione del problema. Nascerebbe un governo con una larga maggioranza e la forza per fare cose importanti per il Paese. Berlusconi chiede dignità per sè e per 5 milioni di italiani che l'hanno votato, mi pare ragionevole". Se Berlusconi accettasse una legge sul conflitto d'interessi? "Sarebbe la mossa del cavallo" che risolve i problemi, ha risposto Giorgetti.

Per sbloccare l'empasse della formazione del governo, dice il vicesegretario della Lega Giorgetti, "ci dovrà essere uno strappo positivo, benefico. Se tutti stanno fermi così, in surplace come nel ciclismo, quando tutti si studiano, nessuno vuole un incarico esplorativo per bruciarsi", "bisogna che qualcuno faccia la mossa decisiva, che ora è in casa del Pd o in casa di Forza Italia".

04 aprile 20:29 Martina: “Mi candido come segretario del Pd”

"L'Assemblea nazionale del Pd è convocata per sabato 21 aprile. Credo sia fondamentale avere un segretario nella pienezza delle sue funzioni pronto a lavorare insieme a tanti per ripartire con determinazione, umiltà e audacia". Lo scrive Maurizio Martina in un post su Facebook. "Penso che il tema non sia andare oltre il Pd, ma rilanciarne con forza la missione. Sono pronto a fare la mia parte candidandomi segretario, in coerenza con il lavoro da reggente" per "costruire la stagione del nostro rilancio".

"L'Assemblea nazionale del Partito Democratico", nel post il reggente del partito Maurizio Martina, "sarà una tappa importante del lavoro di rilancio che stiamo facendo dopo il 4 marzo e credo sia fondamentale, in particolare in questo momento delicato, avere un segretario nella pienezza delle sue funzioni". "Penso che il tema – aggiunge – non sia andare oltre il Pd, ma aprirci, radicarci, ascoltare, proporre la nostra idea di cambiamento del paese. Innovare le nostre risposte ai bisogni che sono emersi anche il 4 marzo con il voto. Unendo crescita e uguaglianza. Ripartendo dai temi della giustizia sociale e da una idea forte di partito come comunità di destino".

"Credo fermamente – conclude – nella possibilità di un impegno collettivo e sono pronto a fare la mia parte candidandomi segretario, in coerenza con il lavoro di queste settimane da reggente e nella convinzione profonda che si possa costruire la stagione del nostro rilancio".

04 aprile 19:07 Consultazioni, Meloni (FdI): “No a governicchio, meglio tornare alle urne”

"Abbiamo ribadito al Presidente della Repubblica che Fdi farà del suo meglio per dare all'Italia un governo in tempi rapidi. Quasi il 40% degli italiani ha scelto di dare la sua fiducia al centrodestra se si vuole rispettare la volontà popolare non si può che partire da noi e che il compito spetti al centrodestra". Lo afferma Giorgia Meloni, leader di Fdi al termine delle consultazioni al Quirinale, dove era arrivata a piedi, con il capogruppo alla Camera Fabio Rampelli.

La leader di FdI ha scherzato con i giornalisti: "Volevo venire in autobus ma la Raggi ha tagliato le corse e non passano". Pronta su twitter la risposta dell'assessore Linda Meleo: "Gli autobus passano regolarmente, per arrivare al Quirinale le linee 40-60-64 solo per citarne alcune, probabilmente Giorgia Meloni è abituata a prendere l'auto blu".

Meloni ha aggiunto: "Fdi è disponibile alla costruzione di una maggioranza con chi vorrà a guida centrodestra. Lo abbiamo detto a Mattarella dicendogli anche che non siamo disposti a sostenere un governicchio che nasca e duri con la scusa della legge elettorale, piuttosto che un altro governo Gentiloni noi preferiamo tornare alle urne". E spiega: "Noi abbiamo chiesto a Fico di inserire la nostra proposta di modifica della legge elettorale nella commissione speciale della Camera e toglierebbe l'alibi per fare un altro governo Frankestein".

E ha ribadito che secondo i patti della coalizione l'incarico verrà dato a Matteo Salvini: "Crediamo che sia giusto che sia lui a tentare di trovare una maggioranza. Se non ci riuscisse spetterebbe a Salvini trovare una personalità diversa. Ma ora noi siamo leali a quanto abbiamo detto agli Italiani". L'alternativa a un eventuale esecutivo guidato dal leader del Carroccio è l'indicazione di un'altra figura: "La seconda scelta dopo Salvini, se tutta la coalizione fosse compatta, potrebbe essere un altro esponente del centrodestra. Come Fratelli d'Italia pensiamo che l'incarico esplorativo spetti a Salvini ma se l'incarico non dovesse andare a buon fine e tutto il centrodestra fosse d'accordo a ragionare su un'altra figura purché sia una figura di centrodestra, un capo di centrodestra con un programma di centrodestra, Fratelli d'Italia non direbbe di no".

"Non accettiamo veti. E' normale che chi è arrivato secondo cerchi di dividere chi è arrivato primo, ma confido che non si cada nella trappola. Dobbiamo dare un segnale di unità, se ci fosse un altro giro di consultazioni io proporrò agli alleati di venire insieme, se ci dividiamo lo facciamo nell'interesse degli altri". Ma spiega che in ogni caso un governo si farà, anche se al momento Meloni non intende appoggiare la Lega, se dovesse separarsi da Forza Italia. Spiega poi qual è l'idea di Fratelli d'Italia per formare un esecutivo: "Come ho detto guardiamo a una interlocuzione a 360 gradi. Se c'è una guida di centrodestra e un programma con punti irrinunciabili, per me è irrilevante, che ci sia l'appoggio da parte di partiti o da parte di singoli parlamentari. I numeri non sono impossibili, se guardiamo che nella precedente legislatura in 450 hanno cambiato gruppo. La mia proposta è che si metta in piedi un decalogo e si chieda sostegno a parlamentari o sostegno a partiti, o anche un governo di minoranza. Il punto è se altri partiti vogliono riconoscere che c'è uno che ha vinto le elezioni".

04 aprile 18:51 Consultazioni, Bonino: “Chi ha vinto le elezioni ora governi”

"Chi ha vinto le elezioni adesso si assuma l'onore di governare il Paese magari sfumando, me lo auguro per il Paese, alcune posizioni non sostenibili assunte in campagna elettorale. Noi abbiamo perso le elezioni, la vicenda è chiusa". E' la posizione di Emma Bonino, leader di +Europa, che ha comunicato al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme al resto del gruppo del Misto del Senato.

 

"Chi non vince, ha un ruolo altrettanto importante che è il controllo di chi governa, dall'opposizione", ha aggiunto Bonino, sottolineando poi l'importanza di guardare all'Unione europea, su cui la leader di +Europa confida molto rispetto al prossimo esecutivo. "A partire dalle leggi di bilancio e la questione dei conti pubblici – ha spiegato – che non ci pare aver riscontrato in altre forze politiche durante la campagna elettorale. L'aggancio all'Europa a me sembra la priorità in assoluto e su questo +Europa lavorerà".

04 aprile 17:56 Consultazioni, domani toccherà a Pd, Forza Italia, Lega e M5S

L'Ufficio Stampa del Quirinale ha diffuso composizione delle delegazioni che domani incontreranno il Presidente della Repubblica in occasione delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo. Di mattina alle 10:00 toccherà al Pd con Andrea Marcucci e Graziano Delrio, rispettivamente presidente del gruppo parlamentare del Senato e della Camera dei Deputati, accompagnati dal segretario reggente Maurizio Martina e dal presidente del partito Matteo Orfini.

Alle 11:00 seguiranno Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini, rispettivamente presidente del gruppo parlamentare Forza Italia a Palazzo Madama e a Montecitorio, accompagnate da Silvio Berlusconi. Alle 12:00 verrà ricevuta la Lega, con i presidenti dei gruppi Gian Marco Centinaio e Giancarlo Giorgetti, insieme a Matteo Salvini. Infine si recheranno alle 16:30 al Colle Danilo Toninelli e Giulia Grillo, rispettivamente presidente del gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle del Senato e della Camera, accompagnati dal leader pentastellato Luigi Di Maio.

04 aprile 17:36 Grasso (LeU): “Pronti a collaborare con M5S se affronta nostri temi”

"A nome dei deputati e dei senatori di Leu ho espresso la disponibilità, con senso di responsabilità, a aprire un dialogo con forze che in via prioritaria abbiano nei programmi temi per noi essenziali", come un piano di investimenti, i diritti dei lavoratori, il rafforzamento del welfare e del Sistema sanitario nazionale, il diritto allo studio e all'ambiente". Lo ha detto Pietro Grasso al termine delle Consultazioni, escludendo un dialogo con il centrodestra e aprendo al Ms5, a condizione che ci sia un accordo sui temi, che dovranno essere affrontati dal nuovo Governo: "Noi siamo disposti a collaborare indipendentemente dalla partecipazione al governo". ha aggiunto.

Grasso ha poi espresso "l'auspicio che si possa aprire dialogo con tutte le forze riformiste e progressiste". Alla domanda su cosa intenda con le forze riformiste e progressiste, Grasso ha precisato: "Mi pare che avendo escluso un dialogo con con il centrodestra, quelle che rimangono sono quelle progressiste".

 

04 aprile 17:27 L’assemblea nazionale del Pd per eleggere nuovo segretario si terrà il 21 aprile

L'assemblea nazionale del Partito democratico si terrà sabato 21 aprile. E' questa, a quanto si apprende, la decisione che dovrebbe essere ufficializzata con la convocazione dell'assise. L'assemblea dovrà, preso atto delle dimissioni di Matteo Renzi, eleggere un nuovo segretario o convocare il congresso.

"C'è un'ossessione di Luigi Di Maio per Renzi: è strabiliante, non smette mai la campagna elettorale eppure dovrebbe assumersi la responsabilità delle scelte che spettano al suo movimento nelle prossime giornate". Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, lo ha detto ai giornalisti alla Camera, commentando l'apertura del M5S al Pd, richiesta valida però a patto che Renzi si metta da parte. "Ha detto bene ieri Martina – afferma il deputato Pd – in politica ci vuole rispetto per gli avversari".

"Di Maio – prosegue Rosato – ha qualche problema con la matematica perché continua a prendersela con la legge elettorale: il suo partito era per proporzionale puro e definiva incostituzionale il premio di maggioranza. Ma ora il M5s ha il 35% dei seggi con il 32% dei voti". "Sono molto stupito della voracità di M5S e centrodestra, sono voraci di poltrone, come dimostra la vicenda della commissione speciale. Fanno un numero crescente di proclami quasi orari, con assoluta assenza di proposte precise". A chi gli domanda se Giorgetti sia il regista del dialogo tra Cinque stelle e Lega, risponde: "Non conosco il regista ma conosco la trama che è quella che stanno disegnando da mesi ed è quella dell'accordo tra Lega e M5S. Credo che alla fine imbarcheranno anche Forza Italia per necessità oggettive che Salvini metterà sul tavolo".

04 aprile 17:16 Di Maio: “M5S prima forza politica, a Pd e Lega propongo di scrivere insieme contratto di governo”

In un post pubblicato sul Blog delle Stelle, il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, rilancia l'apertura a Pd e Lega: "Il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica del Paese, votata dal 32% degli elettori, pari a 11 milioni di italiani. L’altro vincitore delle elezioni è la Lega, il partito che ha preso più voti all’interno della coalizione di centrodestra. A causa dell’attuale legge elettorale, però, nessuna forza politica ha la maggioranza per poter governare da sola. I numeri per farlo non ci sono ed è chiaro che bisogna trovare una soluzione per uscire dal vicolo cieco in cui ci ha messo questa pessima legge elettorale. Lo dobbiamo fare per il Paese e per i cittadini che attendono da troppo tempo un governo capace di dare risposte ai loro problemi. La soluzione non è fare alleanze, inciuci, accordi tra le forze politiche. Per questo proponiamo un contratto di governo come quello che viene sottoscritto dalle principali forze politiche in Germania dal 1961. È un contratto in cui scriviamo nero su bianco, punto per punto, quello che vogliamo fare, dove si spiega per filo e per segno come si vogliono fare le cose e in quanto tempo. Proponiamo di scrivere insieme questo contratto di governo alla Lega o al Partito Democratico", prosegue Di Maio.

"La Lega, come già detto, è la forza politica che ha preso più voti all’interno di una coalizione di centrodestra che di fatto non esiste, e che alle elezioni si è presentata con tre programmi e tre candidati premier differenti. La Lega deve decidere da che parte stare: se contribuire al cambiamento che il M5S vuole realizzare per il Paese o se invece rimanere ancorata al passato e a Silvio Berlusconi, un uomo che ha già avuto la possibilità di cambiare l’Italia e che non lo ha fatto. Anche il PD è chiamato a scegliere. Scegliere se seguire la linea di Renzi, che per fare un dispetto al MoVimento 5 Stelle vuole lavarsene le mani dei problemi del Paese, o la linea di chi invece vuole contribuire a lavorare per i cittadini. Il Pd ha l’opportunità di non ignorare il messaggio arrivato dagli elettori, che hanno chiaramente bocciato le loro politiche e la legge elettorale che porta la loro firma".

"Speriamo di poter incontrare il prima possibile i due partiti per capire quali siano le loro proposte, e per capire con chi si possa iniziare a scrivere questo contratto. Noi abbiamo avuto un mandato chiaro dagli elettori. Un terzo degli italiani ci ha chiesto di cambiare questo Paese e ha detto basta a forzature e presidenti del consiglio non eletti. Noi siamo prontissimi a rispettare questa volontà popolare, vediamo se anche gli altri saranno pronti a farlo", conclude Di Maio.

04 aprile 17:15 Berlusconi: “Nessun dialogo con chi pone veti”

"Il presidente Berlusconi e Forza Italia dopo la vittoria della coalizione del centrodestra alle elezioni politiche ribadiscono con forza l'unità della coalizione e l'indisponibilità a qualunque forma di dialogo o ipotesi di governo con chi pone veti inaccettabili in una democrazia". E' quanto scritto in una nota al termine del vertice di Forza Italia a Palazzo Grazioli.

Il Cavaliere fa sapere poi che la delegazione di Forza Italia al Quirinale sarà guidata da lui e dalle due capogruppo Bernini e Gelmini.

04 aprile 15:58 Senato, Vito Crimi (M5s) eletto presidente della commissione speciale che esaminerà il Def

Il senatore del MoVimento 5 Stelle Vito Crimi è stato eletto presidente della commissione speciale del Senato che si è insediata oggi. Tra i compiti di questa commissione c’è quello di esaminare il Def, il documento di economia e finanza, e i provvedimenti rimasti in sospeso con il cambio di legislatura e quindi di Parlamento. Crimi è stato eletto con 19 voti su un totale di 27 componenti della commissione. In commissione sono presenti 9 componenti del M5s, 5 di Forza Italia, 5 della Lega, 4 del Pd, 2 di Fratelli d’Italia, 1 di LeU e 1 delle minoranze linguistiche.

Alla commissione speciale spetterà il compito di esaminare gli atti urgenti presentati dal governo. Vicepresidenti della commissione sono stati eletti Giacomo Caliendo (Fi) e Erica Rivolta (Lega). I segretari sono invece Simona Malpezzi (Pd) e Giovan Battista Fazzolari (Fdi). Il Pd, dopo non aver avuto segretari e questori alla Camera e al Senato, lamenta di essere stato escluso anche in questo caso dai giochi. Andrea Marcucci, capogruppo dem a Palazzo Madama, scrive su Twitter: “M5S e centrodestra si spartiscono incarichi vertice anche per la commissione speciale. Anche in questo caso impediscono al Pd di acquisire vicepresidenza, come è sempre avvenuto in passato. Sta nascendo nuova maggioranza politica con concezione proprietaria delle istituzioni”.

04 aprile 13:27 Napolitano chiude la mattinata di consultazioni al Colle: terminato l’incontro con Mattarella

Foto: Twitter/Quirinale
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È terminato il giro di consultazioni di questa mattina del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dopo la presidente del Senato Casellati e quello della Camera Fico, il capo dello Stato ha incontrato Giorgio Napolitano, presidente emerito della Repubblica. L'incontro tra i due è durato poco meno di mezz'ora e al termine anche Napolitano, come chi lo ha preceduto, ha deciso di lasciare il Quirinale senza rilasciare dichiarazioni (ma affermando "non mostrate sorpresa") ai giornalisti presenti davanti allo studio in cui Mattarella ha ricevuto questa mattina le principali cariche istituzionali dello Stato. I colloqui del presidente della Repubblica riprenderanno nel pomeriggio, esattamente alle 16, quando Mattarella incontrerà la delegazione del gruppo per le Autonomie del Senato. Si proseguirà alle 16.45 con il gruppo Misto di Palazzo Madama e alle 17.30 con lo stesso gruppo della Camera dei deputati. La prima giornata di consultazioni si concluderà alle 18.30, quando al Colle salirà la delegazione di Fratelli d'Italia, di cui farà parte anche la sua presidente Giorgia Meloni. Il primo giro di consultazioni entrerà nel vivo domani, quando Mattarella riceverà prima le delegazioni di Pd, Forza Italia e Lega (in mattinata) e poi, nel pomeriggio, quella del MoVimento 5 Stelle: il colloquio con i due capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo e con il capo politico Luigi Di Maio è previsto alle 16.30.

 

04 aprile 11:56 Consultazioni, terminato l’incontro tra Mattarella e il presidente della Camera Roberto Fico

Foto: Twitter/Quirinale
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Dopo l'apertura delle consultazioni con l'arrivo al Colle della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, è toccato al presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, incontrare il capo dello Stato Sergio Mattarella. Il colloquio, iniziato intorno alle 11.30, è durato una ventina di minuti: Fico ha lasciato lo studio del presidente della Repubblica intorno alle 11.50, senza rilasciare dichiarazioni. Fico è arrivato al Quirinale a piedi, così come fatto anche nel giorno della sua elezione alla presidenza dell'assemblea di Montecitorio. Dopo il suo breve colloquio, toccherà al presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano andare a incontrare Mattarella.

 

04 aprile 11:22 La presidente del Senato Casellati al Quirinale: terminato l’incontro con Mattarella

Sono ufficialmente iniziate le consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per tentare di risolvere il rebus del governo e provare a formare una maggioranza dopo il voto del 4 marzo. La prima a salire al Colle è stata la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Il colloquio nello studio alla vetrata del Quirinale con il capo dello Stato si è concluso dopo circa 40 minuti. La presidente del Senato, al termine dell'incontro, ha deciso di non rilasciare dichiarazioni ma di lasciare subito il palazzo. Tra pochi minuti è previsto al Quirinale l'arrivo di Roberto Fico, presidente della Camera. Alle 12.30 sarà invece il turno del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano.

04 aprile 09:55 Tajani (Forza Italia): “Di Maio è antidemocratico, fa giochi di palazzo”

Secondo il presidente del Parlamento europeo nonché uno dei principali leader di Forza Italia, Antonio Tajani, il metodo che sta mettendo in campo Luigi Di Maio in vista delle consultazioni è antidemocratico. Tajani, parlando a Radio Anch’io, su Radio 1, definisce i metodi del capo politico del M5s antidemocratici e sostiene che Di Maio “non mostra rispetto per i quasi 5 milioni di cittadini che ci hanno votati”, facendo riferimento alla sua apertura a Lega e Pd e alla sua contemporanea chiusura al partito di Silvio Berlusconi. “Sono parole infantili, puerili, ma ogni volta che hanno attaccato Berlusconi Fi ha aumentato i consensi”, aggiunge ancora Tajani.

Il presidente del Parlamento europeo aggiunge ancora: “La democrazia non si rafforza e non si rafforza il ruolo dei cittadini escludendo gli altri. Gli italiani non accettano le conventio ad excludendum perché sono metodi veramente antidemocratici. Di Maio non vuole parlare con Forza Italia, se chiederà di parlare vorrà dire che ha capito che la democrazia è diversa da quella che intende lui”.

Forza Italia è comunque disposta a dialogare con il M5s, nel caso in cui cadranno i veti finora messi da Di Maio. Però, precisa ancora Tajani, “se i voti di Forza Italia servono solo per eleggere il presidente della Camera non ci stiamo”. “Il M5s – prosegue il presidente dell’Europarlamento – è sempre più di palazzo e sempre meno a contatto con i cittadini. Di Maio fa giochi di palazzo. Dividerci è impossibile, i nostri parlamentari sono stati eletti dalla coalizione, è impossibile separare il centrodestra”.

Tajani comunica che, diversamente da quanto trapelato negli ultimi giorni, non andrà al Quirinale per le consultazioni con Mattarella a nome di Forza Italia. Ad andare al Colle saranno i capigruppo e Silvio Berlusconi. Infine, Tajani pone una condizione al M5s e al Partito Democratico: “Se Di Maio o il Pd vogliono sostenere il centrodestra è un'altra cosa, ma noi partiamo dall'incarico a Salvini”.

04 aprile 09:49 Lega: “Dialoghiamo con M5S partendo dal programma del centrodestra. E no veti su Berlusconi”

"Nessuno ha la maggioranza per fare il governo e porre condizioni a destra e a manca è un modo sbagliato di partire, legato alle poltrone. È come se noi ponessimo come pregiudiziale Salvini premier. Prima di mettere veti vorremmo parlare con gli altri e vedere cosa si può fare per questo Paese", ha dichiarato il capogruppo della Lega alla Camera, Giancarlo Giorgetti. Giorgetti, intervistato a Circo Massimo, ha inoltre sostenuto che la Lega è disposta a dialogare con il Movimento 5 Stelle a patto che si parta dal programma del centrodestra e che non ci sia alcuna pregiudiziale nei confronti di Berlusconi. "Noi abbiamo proposto un programma di grande cambiamento che Berlusconi ha sottoscritto. Di Maio ci propone un programma alla tedesca con i tradimenti all'italiana, di noi a Berlusconi e del Pd a Renzi. Non lo si può chiedere. Chi ha votato la coalizione di centrodestra ha votato anche Forza Italia. Siamo disposti a confrontarci con i cinquestelle ma senza pregiudiziali e pregiudizi nei confronti di nessuno, altrimenti non si fanno passi in avanti".

"Al presidente della Repubblica diremo innanzitutto che cosa vogliamo fare per cambiare il Paese. Poi arriveremo al resto. Ribadiremo i capisaldi del programma di centrodestra, sui quali siamo disposti a ragionare con chiunque se c'è compatibilità. La Lega sola con il centrodestra avrebbe fatto flat tax senza reddito di cittadinanza. Il M5s da solo avrebbe fatto reddito di cittadinanza senza flat tax. Ora bisogna trovare una via di mezzo", prosegue Giorgetti. "A meno di miracoli non penso che al primo giro di consultazioni ci sia un incarico. Credo vengano valutate tutte le pregiudiziali che mano a mano spero vengano rimosse", conclude il capogruppo della Lega.

04 aprile 09:33 Via alle consultazioni: il calendario degli incontri al Quirinale

Nella giornata di oggi, mercoledì 4 aprile, sono previste le consultazioni al Quirinale. I presidenti di Camera e Senato, insieme alle delegazioni delle forze politiche presenti in parlamento in questa XVIII legislatura, incontreranno il presidente della Repubblica per discutere della formazione del futuro governo. Manca ancora l'accordo tra le parti, M5S ha lanciato "il contratto di governo" e aperto sia al Pd "derenzizzato" sia alla Lega "deberlusconizzata", ma al momento sembra che né il Partito Democratico né Salvini abbiano intenzione di rispondere all'appello di Di Maio. Le consultazioni dureranno in tutto 2 giorni e termineranno domani, giovedì 5 aprile, nel pomeriggio.

Il calendario degli incontri:

Mercoledì 4 aprile

  • 10,30 con la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati
  • 11.30 con il presidente della Camera, Roberto Fico
  • 12.30 con il presidente emerito Giorgio Napolitano
  • 16.00 con la delegazione del Gruppo Svp Senato e del Gruppo Misto Senato
  • 17.30 con la delegazione del Gruppo Misto Camera
  • 18.30 con la delegazione di Fratelli d'Italia

Giovedì 5 aprile

  • 10.00 con la delegazione del Partito Democratico
  • 11.00 con la delegazione di Forza Italia
  • 12.00 con la delegazione della Lega
  • 16.30 con la delegazione del Movimento 5 Stelle