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Venezuela, Trump: “Ora comandiamo noi”. Ma Waltz alll’ONU: “Non c’è occupazione”. Delcy Rodiguez giura come presidente ad interim

Le news sulla crisi in Venezuela. Dopo l’attacco Usa e la cattura del presidente Nicolas Maduro, Donald Trump parla di un “Paese morto” e rivendica il controllo degli Stati Uniti. Il tycoon non esclude operazioni militari anche in Messico, Cuba e Colombia. Maduro oggi in aula.

5 Gennaio 2026 07:34
Ultimo agg. 22:00
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Dopo l'attacco Usa che lo scorso sabato ha portato alla cattura del presidente Nicolas Maduro, Donald Trump definisce il Venezuela, al momento guidato dalla vice Delcy Rodriguez,  un "Paese morto" e rivendica il controllo degli Stati Uniti."Non chiedetemi chi è al comando, perché vi darò una risposta, e sarà molto controversa: siamo noi al comando", ha dichiarato, precisando che per ora le elezioni non sono una priorità. "La cosa principale da sistemare è il Paese, che è distrutto. Non c'è denaro", ha insistito.

Parlando con la stampa il presidente degli Stati Uniti ha avvertito che Washington potrebbe sferrare un secondo attacco militare contro il Venezuela, se il governo di Caracas non collaborerà agli sforzi di Washington per "aggiustare" il Paese. E ha esteso le sue minacce anche a Colombia e Messico se non ridurranno il flusso di droga verso gli Stati Uniti. "Operazione Colombia suona bene, a me piace", ha detto. Cuba, alleata di Caracas, "sembra pronta a cadere da sola". E ancora: "Bisogna fare qualcosa con il Messico. Il Messico deve organizzarsi, perché i narcotici stanno fuoriuscendo dal Paese".

Intanto si è svolta la prima udienza a Maduro davanti al tribunale di New York per accuse legate al traffico di droga. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso l'operazione militare degli Usa: "Noi riteniamo che l'uso di interventi militari non sia idoneo a risolvere le questioni, però nello stesso tempo è legittimo l'intervento vista la minaccia che loro intravedevano, e credo che questo emergerà anche nel corso del processo a Maduro", ha dichiarato.

21:59

Alberto Trentini in Venezuela, Renzi: "Meloni e Tajani dovevano fare battaglia bipartisan"

"Io, nel mio piccolissimo, quando si è fatto l'ultimo dibattito in Parlamento in presenza di Giorgia Meloni, ho voluto che risuonasse nell'aula del Parlamento il nome di Alberto Trentini", ha detto Matteo Renzi a In Onda, su La7. "Perché è uno scandalo che i francesi si siano riportati a casa i loro, e gli italiani, ed è questa cosa vergognosa, nel silenzio non ne parlino. Qua c'è il limite di Giorgia Meloni, aspetta gli eventi e fa la dichiarazione in cui liscia un po' il pelo a tutti: c'era Biden a Biden, c'è Trump a Trump". In Venezuela, ha aggiunto Renzi, "c'è un italiano che da 416 giorni è in carcere, e la presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri non hanno avuto la forza di fare di questo argomento un tema di battaglia bipartisan".

A cura di Luca Pons
21:45

La ministra britannica Cooper: "Abbiamo ricordato agli Usa l'importanza del diritto internazionale"

La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato di aver ricordato "l'importanza del rispetto del diritto internazionale" al segretario di Stato americano Marco Rubio. "L'impegno per il diritto internazionale è di fondamentale importanza per questo governo", ha detto Cooper. Finora, da parte del premier laburista Keir Starmer non è arrivata alcuna condanna all'attacco statunitense in Venezuela.

A cura di Luca Pons
21:19

Solo un cittadino Usa su tre approva l'attacco al Venezuela: il sondaggio

Solo un cittadino statunitense su tre approva l'attacco militare contro il Venezuela. Ben il 72%, invece, teme che gli Stati Uniti si impegnino troppo nel Paese sudamericano. Lo ha rilevato un sondaggio Ipsos per Reuters. Il sostegno è al 65% tra i repubblicani, contro appena l'11% tra i democratici e il 23% tra gli indipendenti. Tra i repubblicani, peraltro, ben il 43% dice di essere d'accordo con l'idea che "gli Stati Uniti dovrebbero avere una politica di dominio sugli affari nell'emisfero occidentale".

Va detto che, però, l'indice di gradimento di Donald Trump è aumentato dopo l'invasione – anche se non si può dire con certezza con il motivo sia l'attacco militare. È al 42%: un risultato storicamente piuttosto basso dopo appena un anno di mandato, ma comunque il più alto da ottobre, e meglio di dicembre (39%).

A cura di Luca Pons
21:00

Il governo Rodriguez vara lo stato d'eccezione in Venezuela: caccia a chi sostiene l'attacco Usa

Il governo del Venezuela ha varato con un decreto lo stato di eccezione contro la "aggressione esterna" degli Stati Uniti. Il decreto dà ampi poteri alla presidenza, e ordina alle forze di polizia di arrestare chiunque sia "coinvolto nella promozione o nel sostegno" dell'attacco statunitense. Il documento era pronto da sabato, con la firma di Nicolas Maduro, ma solo oggi con la nuova presidente Delcy Rodriguez è stato pubblicato. Il provvedimento è in vigore per novanta giorni, e poi potrà essere prorogato di altri novanta giorni.

A cura di Luca Pons
20:55

Per Trump le compagnie petrolifere americane hanno una "voglia matta" di tornare a scavare in Venezuela

Ai cronisti sull'Air Force One, Donald Trump ha detto che si è confrontato con "praticamente tutte" le compagnie petrolifere statunitensi "prima e dopo" l'attacco al Venezuela. L'idea è di convincerle di tornare a estrarre lì, imponendo al governo degli accordi più favorevoli agli Stati Uniti. E le aziende avrebbero una "voglia matta" di tornare in Venezuela, nonostante l'enorme instabilità politica e legale: "Ricostruiremo le infrastrutture, ora il Venezuela è un Paese morto, non ci sono soldi, c'è un'inflazione terribile", ha detto.

A cura di Luca Pons
20:45

Il premier spagnolo Sanchez contro Trump: "Solidarietà al popolo della Groenlandia"

Il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez ha scritto sui social che "il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale di tutti gli Stati è un principio non negoziabile. Dall'Ucraina a Gaza, passando per il Venezuela". La Spagna, ha aggiunto Sanchez, "sarà sempre attivamente impegnata con le Nazioni Unite e in piena solidarietà con la Danimarca e il popolo della Groenlandia". Una posizione apertamente contraria a quella di Donald Trump, che oltre ad attaccare il Venezuela ha minacciato la Groenlandia (un territorio europeo, perché fa parte della Danimarca).

A cura di Luca Pons
20:36

Trump non sa quando si potranno svolgere elezioni in Venezuela: "Saranno al momento opportuno"

Le elezioni in Venezuela "si terranno al momento opportuno". Si è limitato a dire questo Donald Trump, interpellato da un cronista a bordo dell'Air Force One sulla possibilità che i cittadini venezuelani. Finora il presidente statunitense ha detto di voler collaborare con la vice di Maduro, Delcy Rodriguez, che pure ha condannato l'attacco statunitense. Trump è sembrato poco interessato a un cambio di regime, e più attento alla questione del petrolio nel Paese.

A cura di Luca Pons
20:21

La vice di Maduro Delcy Rodriguez giura come presidente ad interim del Venezuela

Delcy Rodríguez ha giurato come presidente ad interim del Venezuela di fronte al Parlamento di Caracas. È ufficiale, così, l'incarico che la Corte Suprema le aveva conferito dopo l'intervento militare degli Stati e il rapimento del presidente in carica Nicolás Maduro. Rodríguez ha detto che prova "dolore" nel dover assumere l'incarico "nel contesto delle sofferenze causate dall'aggressione militare illegittima degli Stati Uniti".

A cura di Luca Pons
20:17

Il Dipartimento di Stato USA dopo l'udienza di Maduro: "Questo è il nostro emisfero"

"Questo è il NOSTRO emisfero, e il presidente Trump non permetterà che la nostra sicurezza venga minacciata". A scriverlo è stato il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti – l'equivalente del ministero degli Esteri – sui social, una volta terminata la prima udienza di Nicolas Maduro.

A cura di Luca Pons
20:09

Il governo Meloni parla in Aula della crisi in Venezuela: appuntamento al 13 gennaio

Martedì 13 gennaio è il giorno in cui il governo Meloni riferirà in Aula sulla situazione in Venezuela. La data è emersa da ambienti parlamentari. Restano da definire le modalità e le tempistiche precise: quel giorno l'esecutivo dovrebbe parlare anche della strage avvenuta a Crans-Montana.

A cura di Luca Pons
19:48

Il presidente turco Erdogan rompe il silenzio sul Venezuela: "Non tolleriamo violazioni diritto internazionale"

"Violare la sovranità di un popolo e calpestare il diritto internazionale può spianare la strada a serie complicazioni a livello globale. Sostituire la legge del più forte alla forza del diritto porta nel mondo solo instabilità, crisi e scontri". Lo ha detto il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan, commentando per la prima volta l'attacco degli Stati Uniti. "Non saranno tollerate violazioni del diritto internazionale", e la Turchia "farà di tutto per il meglio del Venezuela". Con Maduro "il Venezuela ha più volte mostrato amicizia nei confronti del nostro popolo e ci siamo sostenuti a vicenda nei momenti difficili. Siamo due Paesi amici e i nostri accordi vanno avanti", ha concluso Erdogan.

A cura di Luca Pons
19:28

Quali sono i prossimi passi del processo a Maduro negli Stati Uniti

La prima udienza di Nicolas Maduro a New York è durata meno di un'ora. Il giudice Alvin Hellerstein ha fissato la prossima al 17 marzo: più di due mesi, dunque, in cui la situazione internazionale potrebbe cambiare ancora.

A cura di Luca Pons
19:00

Il Venezuela ha annunciato la mobilitazione dell'esercito

Le autorità venezuelane hanno annunciato la mobilitazione delle forze armate del Paese a seguito dell'attacco statunitense e hanno imposto un regime militare ai dipendenti dell'industria petrolifera e di altre industrie strategiche, secondo un decreto pubblicato oggi sul portale dei documenti legali. Il decreto ordina l'immediata mobilitazione delle forze armate nazionali in tutto il Paese e l'uso del potere nazionale esistente per respingere un'aggressione straniera, prevedendo la militarizzazione delle infrastrutture statali, dell'industria petrolifera e di altre industrie chiave, con il personale temporaneamente sottoposto a regime militare. Non solo, viene anche  rafforzato il pattugliamento e la sicurezza ai confini terrestri, aerei e marittimi del Paese. Il decreto, datato 3 gennaio, porta le firme del presidente Maduro, della vicepresidente Rodríguez e di altri membri del governo, e resterà in vigore per 90 giorni dalla sua pubblicazione.

A cura di Francesca Moriero
18:57

Maduro con i piedi incatenati: "Sono un prigioniero di guerra"

Nicolas Maduro, uscendo dall'aula di tribunale a New York, ha dichiarato in spagnolo di essere un prigioniero di guerra. Il presidente venezuelano era visibilmente trattenuto con i piedi incatenati e indossava una camicia blu a maniche corte sopra la tuta arancione da detenuto.

A cura di Francesca Moriero
18:50

Maduro in aula a New York: camicia blu e tuta arancione, prende appunti

Nicolas Maduro è comparso poco fa in aula a Lower Manhattan, New York, per l'udienza preliminare presieduta dal giudice Alvin Hellerstein. Il presidente venezuelano indossava una camicia blu a maniche corte sopra la tuta arancione del carcere e cuffie nere, probabilmente per la traduzione simultanea. Accanto a lui, sua moglie Cilia Flores era seduta due posti più in là. Durante l'udienza, Maduro ha preso appunti.

A cura di Francesca Moriero
18:40

Groenlandia, Ruffino (Azione): "Meloni non può svicolare"

"La minacciosa chiarezza con cui Donald Trump ha ripetutamente manifestato l'intenzione di annettersi la Groenlandia non può essere ignorata". Lo afferma la deputata di Azione Daniela Ruffino: "La Groenlandia fa parte del Regno di Danimarca, una democrazia che tutela le libertà civili. Non è il Venezuela, per capirci", sottolinea poi. "L'Italia, Paese alleato della Danimarca nell'Unione europea e nella Nato, ha il dovere di assumere una posizione chiara e netta. Leader come Starmer, Macron e Merz l’hanno già fatto".

Secondo la deputata, Meloni "non può svicolare rispetto a una questione che scuote le fondamenta delle alleanze internazionali. Se l'affinità ideologica con Trump dovesse prevalere sui vincoli di solidarietà euro-atlantica, sarebbe una scelta di cui porterebbe grave responsabilità davanti agli italiani. L'unità dell'Occidente, tanto cara a Meloni, cesserebbe nel momento in cui Trump mandasse anche un solo soldato sulla Groenlandia".

A cura di Francesca Moriero
18:32

Maduro in aula a New York: "Sono il presidente del Venezuela, sono stato catturato a casa mia"

Durante l'udienza preliminare a New York, Nicolas Maduro si è dichiarato non colpevole di tutti i capi d'accusa a suo carico. Rivolgendosi al giudice, ha affermato: "Sono innocente". In precedenza, alla richiesta del giudice Alvin K. Hellerstein di identificarsi, Maduro ha spiegato di essere "il presidente della Repubblica del Venezuela" e ha sottolineato di trovarsi a Manhattan perché è stato rapito nella sua residenza a Caracas. Il giudice ha informato Maduro dei suoi diritti, precisando che ha diritto a un avvocato d'ufficio se non può permettersene uno e che potrebbe essere rilasciato prima del processo, salvo motivi contrari. Maduro ha risposto: "Non ero a conoscenza di questi diritti, Vostro Onore me li ha appena comunicati".

A cura di Francesca Moriero
18:29

Maduro al giudice: "Sono innocente, sono un uomo perbene"

Durante l'udienza preliminare a New York, Nicolas Maduro ha dichiarato davanti al giudice Alvin Hellerstein di essere innocente, affermando di essere "un uomo perbene".

A cura di Francesca Moriero
18:24

Venezuela, il figlio di Maduro: "Azione Usa minaccia stabilità globale"

Il parlamentare Nicolas Maduro Guerra, figlio del presidente, ha denunciato davanti al parlamento l'operato dell'amministrazione Trump, definendo la cattura dei suoi genitori un pericoloso precedente a livello mondiale: "Se normalizziamo il rapimento di un capo di Stato, nessun Paese è al sicuro. Oggi è il Venezuela, domani potrebbe essere qualsiasi nazione che rifiuti di sottomettersi", ha dichiarato Maduro Guerra, noto come "Nicolasito". Il parlamentare ha chiesto che i genitori gli vengano restituiti dalle autorità americane e ha invocato il sostegno della comunità internazionale, sottolineando che la vicenda non riguarda solo la regione, ma costituisce "una minaccia diretta alla stabilità politica globale".

A cura di Francesca Moriero
18:15

Magi: "Meloni desaparecida, informi il Parlamento sulle azioni di Trump"

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, accusa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere assente dal dibattito pubblico mentre le iniziative del presidente americano Donald Trump stanno "infiammano il mondo". Secondo Magi, di fronte a quanto sta accadendo, "un premier che si rispetti dovrebbe correre in Parlamento per informare il Paese", soprattutto alla luce della scelta del governo di schierarsi in modo acritico con l'amministrazione statunitense, dalla politica estera a quella commerciale. Magi chiede chiarimenti sull'operazione americana in Venezuela, dopo che Trump avrebbe ammesso che l’intervento è legato al petrolio: Meloni dovrebbe spiegare se l'Italia considera l'azione legale e se continua a definirla difensiva. Il leader di +Europa solleva anche un interrogativo più ampio: quale sarebbe la posizione dell'Italia se gli Stati Uniti dovessero arrivare ad annettere con la forza la Groenlandia, dopo le ripetute minacce delle ultime settimane.

Sul Venezuela, Magi chiede poi se l'Italia riconosca il governo successivo a Maduro, quale ruolo intenda avere nella stabilizzazione politica del Paese e se la presidente del Consiglio abbia parlato con Trump per chiedere il ripristino della sovranità ai venezuelani. A questo si aggiunge la richiesta di chiarimenti sui rapporti con i partner europei e sulla tutela dei cittadini italiani, in particolare sulle iniziative per la liberazione di Alberto Trentini, alla luce della forte instabilità politica e sociale: "Ci sono molti interrogativi attorno al blitz americano in Venezuela", conclude Magi. "Meloni dovrebbe fare la premier, parlare al Parlamento e al Paese e fornire risposte. Il commentino compiacente verso Trump non basta".

A cura di Francesca Moriero
18:13

Maduro è entrato in aula nel tribunale di New York

Nicolas Maduro è comparso per la prima volta davanti alla giustizia statunitense, entrando in aula al tribunale di New York.

A cura di Francesca Moriero
18:01

Ambasciatore britannico all'Onu: "Auspichiamo transizione sicura e pacifica in Venezuela"

Il Regno Unito sollecita una transizione "sicura e pacifica" verso un governo legittimo in Venezuela, che rispecchi la volontà del popolo e garantisca stabilità e prosperità. Lo ha dichiarato l'ambasciatore britannico all'Onu, James Kariuki, durante il Consiglio di Sicurezza. "Ribadiamo l'impegno nei confronti del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, fondamentali per mantenere pace, sicurezza e stato di diritto a livello globale", ha aggiunto. Kariuki ha criticato le azioni di Maduro, accusandolo di aver provocato povertà estrema, repressione violenta e carenza di servizi essenziali, generando una crisi di sfollati che coinvolge l'intera regione. Secondo il rappresentante britannico, la pretesa di Maduro al potere è "illegittima" e necessita di un cambiamento politico conforme alla volontà dei venezuelani.

A cura di Francesca Moriero
18:00

Venezuela, la Russia all'Onu: "Ora terrorizzati anche gli atlantisti"

Il rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Vasily Nebenzya, ha duramente criticato l'intervento americano in Venezuela durante il suo intervento al Consiglio di sicurezza. Secondo il diplomatico russo, quanto sta accadendo è il risultato della "sconsideratezza e della selettività" con cui negli anni è stato applicato il rispetto del diritto internazionale: "Ecco il vostro ordine mondiale basato sulle regole in tutto il suo splendore", ha affermato Nebenzya, aggiungendo che questa impostazione "sta terrorizzando persino i più convinti atlantisti". Il rappresentante russo ha quindi auspicato che quello che ha definito "banditismo internazionale" venga affrontato con una valutazione giuridica obiettiva e completa, attraverso i meccanismi universali delle Nazioni Unite e altri formati multilaterali, nel rispetto del diritto internazionale.

A cura di Francesca Moriero
17:49

Bbc sotto accusa: vietato parlare di "rapimento" per Maduro

Nuove polemiche investono la Bbc. Secondo un documento interno trapelato tra i giornalisti, la direzione dell'emittente pubblica britannica avrebbe imposto precise linee guida linguistiche sulla copertura della cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie da parte delle forze statunitensi. In particolare, ai giornalisti sarebbe stato chiesto di evitare tassativamente il verbo to kidnap ("rapire" o "sequestrare") nel descrivere l'operazione. La direttiva indicherebbe come accettabile l’uso di captured ("catturato") quando si riportano versioni delle autorità americane, e di seized ("preso") nelle ricostruzioni redazionali della Bbc. Il termine kidnappedviene invece indicato come "da evitare".

Il documento è stato reso pubblico dal giornalista Owen Jones, firma storica del Guardian, che lo avrebbe ricevuto da colleghi della Bbc e lo ha diffuso

A cura di Francesca Moriero
17:40

Netanyahu elogia l'azione degli Usa in Venezuela: "Sostegno alla libertà"

Benjamin Netanyahu ha espresso il sostegno di Israele all'iniziativa degli Stati Uniti in Venezuela, definendola un'azione condotta da Paesi che difendono "la libertà e il progresso" contro regimi violenti. Intervenendo alla Knesset, il Parlamento israeliano, Netanyahu ha sottolineato la convergenza strategica con Washington, soffermandosi anche sul rapporto con il presidente americano Donald Trump: "Siamo d'accordo sulle questioni più importanti", ha affermato, riconoscendo tuttavia che, "come accade in ogni famiglia, a volte emergono differenze di approccio su temi specifici". Secondo il premier israeliano, non si tratta di divergenze profonde, ma di differenze che vengono affrontate e risolte "nell'ambito della partnership" tra i due Paesi.

A cura di Francesca Moriero
17:30

Machado: "Il popolo venezuelano ringrazia Trump"

La leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado ha celebrato le manifestazioni del popolo venezuelano definendole il segno che la transizione politica in Venezuela è ormai imminente: "In 30 Paesi e 130 città, i venezuelani sono scesi in piazza per celebrare un passo straordinario che segna l'inevitabilità del cambiamento", ha scritto Machado sui social. La leader dell'opposizione ha ringraziato il presidente statunitense Donald Trump e la sua amministrazione "per la fermezza e la determinazione nel far rispettare la legge", affermando che il Venezuela potrà diventare "il principale alleato degli Stati Uniti in materia di sicurezza, energia, democrazia e diritti umani". Machado ha concluso con un messaggio di speranza: "La libertà per il Venezuela è vicina. Presto festeggeremo nella nostra patria, ci abbracceremo come famiglie e i nostri figli torneranno a casa".

A cura di Francesca Moriero
17:21

Usa all'Onu: "Non occupiamo il Venezuela, abbiamo arrestato un narcotrafficante"

Gli Stati Uniti respingono le accuse di occupazione militare del Venezuela e difendono l'operazione che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro. Parlando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'ambasciatore americano Mike Waltz ha affermato che si è trattato di "un'operazione di polizia" e non di un'azione militare: "Non stiamo occupando il Venezuela", ha dichiarato Waltz. "In ottemperanza a incriminazioni legittime in vigore da decenni, gli Stati Uniti hanno arrestato un narcotrafficante che ora sarà processato negli Usa, nel rispetto dello stato di diritto, per i crimini commessi contro il nostro popolo negli ultimi quindici anni". L'ambasciatore ha aggiunto che Maduro "è stato incriminato da una giuria" e deve affrontare "accuse penali molto gravi". Secondo Waltz, le prove dei presunti crimini saranno presentate apertamente nel corso del procedimento giudiziario negli Stati Uniti.

A cura di Francesca Moriero
17:15

Venezuela, Sachs al Consiglio di sicurezza Onu: "Usa ritirino le forze e cessino le minacce"

L’economista statunitense Jeffrey Sachs ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell'Onu che gli Stati Uniti cessino immediatamente ogni minaccia o uso della forza contro il Venezuela e ritirino le proprie forze militari dal Paese. Sachs ha ricordato che in passato gli Usa hanno condotto "operazioni di cambio di regime senza l’autorizzazione del Consiglio di sicurezza", citando Iraq, Libia, Siria, Ucraina e Honduras e ha sottolineato che i membri del Consiglio non sono chiamati a giudicare Maduro, ma a "difendere il diritto internazionale". Concludendo il suo intervento, Sachs ha affermato che "la pace e la sopravvivenza dell'umanità dipendono dal fatto che lo Statuto delle Nazioni Unite rimanga uno strumento vivo del diritto internazionale".

A cura di Francesca Moriero
17:08

Venezuela, 16 petroliere sanzionate dagli Usa cercano di aggirare il blocco navale

Almeno 16 petroliere sanzionate dagli Stati Uniti stanno cercando di eludere il blocco navale statunitense sulle esportazioni energetiche del Venezuela. Secondo un'inchiesta del New York Times, le navi hanno lasciato i porti venezuelani subito dopo la cattura del presidente Maduro; quattro di queste imbarcazioni sono state tracciate via satellite mentre navigavano verso est, a circa 30 miglia dalla costa, utilizzando nomi falsi e dichiarando posizioni errate, una pratica nota come "spoofing". Secondo fonti del settore petrolifero venezuelano, queste navi hanno lasciato il porto senza autorizzazione del governo ad interim.

Le altre 12 petroliere non stanno trasmettendo alcun segnale e non risultano localizzabili nelle immagini satellitari più recenti, rendendo difficile il monitoraggio del loro movimento.

A cura di Francesca Moriero
17:00

Venezuela, la Russia condanna l'azione militare degli Usa

Il rappresentante permanente della Russia all'Onu, Vasily Nebenzya, ha definito "cinico e ingiustificabile" l'intervento militare statunitense a Caracas, condannando fermamente quella che ha definito un' "aggressione armata in violazione di tutte le norme giuridiche internazionali". Nel suo intervento al Consiglio di sicurezza dell'Onu, Nebenzya ha chiesto l'immediato rilascio del presidente legittimo del Venezuela, Nicolás Maduro, e della moglie, sottolineando la necessità di rispettare il diritto internazionale e l'integrità dello Stato venezuelano.

A cura di Francesca Moriero
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