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Venezuela, Rodriguez sostituirà Maduro. Meloni telefona a Machado: “Si apre nuova pagina di speranza”

Le notizie di domenica 4 gennaio sul Venezuela dopo l’attacco degli Stati Uniti ordinato da Trump e l’arresto di Nicolas Maduro. Il presidente venezuelano è giunto nella notte italiana al Metropolitan Detention Center di Brooklyn, dove è detenuto insieme alla moglie. Nel frattempo la Corte suprema ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la guida del Paese.

4 Gennaio 2026 08:28
Ultimo agg. 23:18
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Le notizie di domenica 4 gennaio sul Venezuela dopo l'attacco Usa e l'arresto del presidente Nicolas Maduro, che al momento è detenuto in una prigione di Brooklyn assieme alla moglie. La Corte Suprema ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere ad interim la guida del Paese.

In una nota diffusa dalla Corte suprema si legge che Rodriguez "assumerà ed eserciterà, in qualità di facente funzioni, tutti gli attributi, i doveri e i poteri inerenti alla carica di presidente per garantire la continuità amministrativa e la difesa globale della nazione".

I giudici non hanno però dichiarato Maduro definitivamente assente dall'incarico, una sentenza che richiederebbe lo svolgimento delle elezioni entro 30 giorni. Nel frattempo la Cina ha chiesto agli Stati Uniti di rilasciare immediatamente il presidente venezuelano.

Senza Maduro alla guida del Paese, il ministro degli Esteri Antonio Tajani spera di poter riuscire a portare a casa "i detenuti italiani in Venezuela" compreso il cooperante Alberto Trentini.  "Stiamo lavorando anche per vedere cosa si può fare per la loro liberazione", ha dichiarato.

22:45

Il figlio di Maduro: "Vogliono farci apparire deboli, ma non lo saremo"

Il figlio di Nicolas Maduro, deputato, ha invitato i venezuelani a scendere in piazza dopo la destituzione del padre da parte delle forze statunitensi e il suo trasferimento in una prigione di New York.

"Ci vedrete per le strade, ci vedrete al fianco della gente, ci vedrete sventolare la bandiera della dignità", ha detto Nicolas Maduro Guerra, 35 anni, in un messaggio audio sui social.

"Vogliono farci apparire deboli, ma non lo saremo", ha detto Maduro Guerra, che è una delle sei persone, insieme al padre e alla matrigna Cilia Flores, accusate di "narcoterrorismo" dalle autorità statunitensi.

L'esecuzione impeccabile dell'operazione per catturare il leader venezuelano dal suo nascondiglio nella capitale Caracas e farlo uscire dal Paese ha portato a ipotizzare che il focoso socialista sia stato tradito da qualcuno all'interno della sua cerchia ristretta. Facendo eco a quelle voci, suo figlio ha detto che "la storia dirà chi erano i traditori, la storia lo rivelerà. Vedremo".

Maduro Guerra è l'unico figlio biologico del presidente deposto, che in seguito ha adottato i tre figli della sua seconda moglie Flores. Ha espresso fiducia nel fatto che il "chavismo" – il movimento socialista antimperialista fondato dal carismatico defunto leader venezuelano Hugo Chavez – sopravvivera'.

A cura di Eleonora Panseri
22:10

Rubio sul Venezuela: "Ci sta a cuore la democrazia ma cosa più importante è sicurezza degli Usa"

Il Segretario di Stato poi detto a Nbc News che l'obiettivo dell'operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Maduro era principalmente fermare il traffico di droga e che indire elezioni in Venezuela sarebbe "a questo punto prematuro".

"Ci stanno a cuore le elezioni, ci sta a cuore la democrazia, ci sta a cuore tutto questo, ma la cosa più importante che ci sta a cuore è la sicurezza, la protezione, il benessere e la prosperità degli Stati Uniti. Ed è su questo che ci concentreremo prima di tutto", ha spiegato ancor aRubio.

A cura di Eleonora Panseri
21:53

Il vicepresidente Usa Vance: "Il Venezuela ha espropriato proprietà petrolifere americane"

"Vedo molte critiche riguardo al petrolio. Circa 20 anni fa, il Venezuela ha espropriato proprietà petrolifere americane e, fino a poco tempo fa, ha usato quelle proprietà rubate per arricchirsi e finanziare le proprie attività narcoterroristiche".

"Comprendo l'ansia per l'uso della forza militare, ma dovremmo semplicemente permettere a un comunista di derubarci nel nostro emisfero senza fare nulla? Le grandi potenze non si comportano così".

Lo scrive il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance in un post su X, ribattendo alle perplessità, in gran parte provenienti dalla base trumpiana Maga, riguardo all'operazione militare in Venezuela.

"Gli Usa, grazie alla leadership del presidente Donald Trump, sono di nuovo una grande potenza. Tutti dovrebbero prenderne nota", conclude Vance.

A cura di Eleonora Panseri
21:36

Domani alle 12 Maduro e la moglie in tribunale a New York

Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores compariranno domani alle 12 ora locale (le 18 in Italia) davanti al giudice Alvin K.Hellerstein per rispondere delle accuse per le quali sono stati incriminati negli Stati Uniti. Lo ha comunicato la Corte federale distrettuale di Manhattan.

A cura di Eleonora Panseri
21:25

L'Unione europea: "Sia il popolo a decidere il futuro del Venezuela"

L'Unione Europea chiede che sia il popolo venezuelano a decidere il futuro del Paese, che Caracas liberi i prigionieri politici e lancia un appello "al dialogo e a una soluzione negoziale".

Una nota dell'ufficio dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue e firmata da 27 Paesi dell'Unione (manca l'Ungheria), invita tutti gli attori coinvolti nello scenario venezuelano alla "calma e moderazione per evitare un'escalation e garantire una soluzione pacifica alla crisi".

La nota ricorda che, "in ogni circostanza, i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati. I membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite hanno una responsabilità particolare nel sostenere tali principi, in quanto pilastro dell'architettura di sicurezza internazionale" si legge ancora.

"L'Ue ha ripetutamente affermato che Nicolas Maduro non ha la legittimità di un presidente democraticamente eletto e ha sostenuto una transizione pacifica verso la democrazia nel Paese, guidata dal Venezuela e nel rispetto della sua sovranità".

A cura di Eleonora Panseri
21:01

Caracas: "Chi attacca il Venezuela attacca l'America Latina"

"L'aggressione contro il Venezuela è un attacco contro tutta l'America Latina". Lo ha affermato il ministro degli Esteri del Venezuela, Yván Gil, intervenendo oggi al vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (Celac) convocata d'urgenza per oggi su richiesta del Brasile.

"Oggi è stato il Venezuela, ma domani può succedere in qualsiasi altro Paese che decida esercitare la sua sovranità", ha ammonito Gil, secondo il quale la Celac – organizzazione composta da 33 paesi compresi geograficamente tra il Messico e l'Argentina – "non deve dividersi tra condanne tiepide e silenzi complici".

"O si sta dal lato del diritto internazionale o si sta dal lato del diritto del più forte", ha aggiunto, chiedendo quindi all'organizzazione di "esigere in modo immediato il ripristino della legalità internazionale che passa per il ritiro di tutte le forze militari statunitensi nei Caraibi che minacciano la pace della regione e l'immediata liberazione del presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moro".

A cura di Eleonora Panseri
20:59

Meloni telefona a Maria Corina Machado: "Uscita di scena Maduro apre pagina di speranza"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con Maria Corina Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela.

Secondo quanto rende noto Palazzo Chigi, "nel corso della telefonata è stato condiviso come l'uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione del Venezuela, che potrà tornare a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto".

A cura di Eleonora Panseri
20:43

Nyt: "Sale il bilancio dei morti nell'attacco Usa in Venezuela, sono 80"

Sale il bilancio delle vittime dell'attacco americano in Venezuela. I morti sono infatti 80, il doppio della precedente stima. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali il bilancio potrebbe salire ulteriormente.

A cura di Eleonora Panseri
20:24

Guerriglia Eln e Farc: "Combatteremo contro gli Stati Uniti"

I guerriglieri colombiani che operano al confine con il Venezuela si sono detti pronti ad affrontare i "piani imperiali" degli Stati Uniti.

I miliziani dell'ELN (Esercito di Liberazione Nazionale) hanno dichiarato di unirsi a "tutti i patrioti, i democratici e i rivoluzionari" per "affrontare i piani imperiali contro il Venezuela e il popolo del Sud America", si legge in una dichiarazione su Telegram.

I dissidenti delle FARC (che hanno firmato un accordo di pace e smobilitazione nel 2016), da parte loro, hanno avvertito di essere pronti a versare "fino all'ultima goccia di sangue combattendo contro l'impero americano, se necessario". "Prima o poi, l'impero yankee cadrà", hanno scritto su X.

A cura di Eleonora Panseri
20:01

Venezuela, il ministro degli Esteri: "Sì alla diplomazia, ma non accetteremo umiliazioni"

Il Venezuela intende perseguire la via diplomatica e del dialogo, ma non accetterà umiliazioni, mentre la situazione interna del Paese resta di pace e calma. Lo ha sostenuto oggi il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil intervenendo alla riunione straordinaria della Celac.

"Continuiamo a costruire la pace e a puntare sulla via diplomatica e del dialogo. Non accetteremo umiliazioni", ha affermato Gil, aggiungendo che, nonostante l'attacco, "il Venezuela è in pace e calma" e dispone di "una Costituzione robusta" e di un presidente costituzionale in carica, cioè Maduro.

Nel suo intervento, il capo della diplomazia venezuelana ha denunciato l'azione degli Stati uniti come "un fatto estremamente grave", sostenendo che il 3 gennaio resterà "una data oscura" per l'America latina e i Caraibi.

Secondo Gil, Washington avrebbe violato la zona di pace regionale con "un'aggressione militare codarda", nel corso della quale sono stati uccisi militari e civili ed p stato "sequestrato il presidente legittimo della Repubblica".

A cura di Eleonora Panseri
19:48

Unicef: "In Venezuela 4 milioni di bambini hanno bisogno di aiuto"

"In questo momento di crisi in Venezuela non dobbiamo dimenticare che il paese soffre da anni ogni giorno per l'impatto di crisi persistenti aggravate dai cambiamenti climatici". Lo dichiara Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef per l'Italia.

"Il progressivo declino economico, fattori strutturali e situazioni contingenti hanno profonde conseguenze sulla società, e in particolare sulle fasce più vulnerabili, tra cui bambini, donne e comunità indigene. In un contesto aggravato dal collasso dei servizi sociali, da disordini politici e dalla presenza di diversi gruppi armati, numerosi sono i rischi di violenze, reclutamento forzato, tratta di minori, abusi e sfruttamento", prosegue.

"Nella crisi attuale, il sistema sanitario è sovraccarico per il deterioramento delle infrastrutture pubbliche, forniture limitate e carenza di personale. Bambini e adolescenti sono in costante rischio di violenze e con ridotto accesso all'istruzione", dichiara ancora.

"I bambini nelle comunità emarginate affrontano molteplici e sempre più gravi privazioni – malnutrizione, malattie prevenibili, violenze e sfruttamento – con i servizi di base che faticano a rispondere ai bisogni dell'infanzia nel paese. I flussi migratori misti, inclusi di persone di ritorno nel paese, mettono ulteriormente sotto pressione sistemi già fragili".

"Nelle condizioni attuali, il paese si trova in una fase altamente critica, con le crescenti tensioni geopolitiche come quella attuale che aumentano i rischi di ulteriore instabilità, nuovi conflitti e vulnerabilità sempre più profonde di bambini e famiglie in condizioni di estremo bisogno", aggiunge.

"Ci auguriamo che i bambini venezuelani non paghino come spesso accade il prezzo più alto di questa situazione che si sta delineando in queste ore ma che vengano messi i loro bisogni al centro dell'agenda di chi prenderà le redini del paese", conclude Iacomini.

A cura di Eleonora Panseri
19:34

Trump: "Rodriguez faccia cose giuste o pagherà prezzo alto, a Usa serve la Groenlandia"

Se Delcy Rodriguez "non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro".

Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a The Atlantic, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Il presidente degli Stati Uniti ha parlato anche della Groenlandia, spiegando che gli Usa hanno bisogno del Paese per motivi di difesa.

A cura di Eleonora Panseri
19:21

Medvedev: "Zelensky potrebbe fare la stessa fine di Maduro"

"Washington potrebbe ripetere contro Kiev l'operazione già tentata a Caracas, e nel caso dell'Ucraina le ragioni per farlo sarebbero ben più forti". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, scrive l'agenzia di stampa russa Tass.

"Gli yankee, avendo già creato un precedente simile con Maduro, potrebbero ripeterlo con i bastardi di Bandera", commenta riferendosi al nazionalista ucraino Stepan Bandera, ed in questo caso indicando il regime di Kiev.

"Ci sono sicuramente molti più motivi per farlo", aggiunge Medvedev, rispondendo a una domanda sulla possibilità che gli Stati Uniti adottino un'azione simile contro Volodymyr Zelensky se dovesse rifiutare un accordo con il leader americano Donald Trump.

A cura di Eleonora Panseri
19:04

Il Segretario di Stato Rubio punta il dito contro L'Avana: "È in grossi guai"

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha lasciato intendere che Cuba potrebbe ora diventare un possibile obiettivo di future operazioni militari statunitensi. Intervenendo ai microfoni dell'emittente Nbc, Rubio ha definito il governo cubano "un problema enorme".

Alla domanda se Cuba sia il "prossimo obiettivo" dell'amministrazione del presidente Donald Trump, Rubio ha risposto che "il governo cubano è in grossi guai", confermando implicitamente la pressione di Washington sull'Avana.

Nel corso dell'intervista, il segretario di Stato ha inoltre accusato la leadership cubana di "sostenere" il regime venezuelano dell'ormai deposto presidente Nicolas Maduro, affermando che L'Avana avrebbe contribuito al funzionamento dell'apparato di sicurezza interno di Caracas, anche con la protezione personale del leader venezuelano.

A cura di Eleonora Panseri
18:50

Ministro della Difesa venezulano: "Riconosciamo Rodriguez presidente ad interim"

Le forze armate venezuelane hanno appoggiato Delcy Rodríguez come presidente ad interim del Paese, dopo che ieri il presidente Nicolás Maduro e la first lady Cilia Flores sono stati catturati dagli Stati Uniti in un'operazione militare che ha incluso attacchi a Caracas. Lo riferisce la Cnn.

"In conformità con la decisione" della Corte suprema di giustizia, "datata 3 gennaio 2026, che designa Delcy Rodríguez Gómez, vicepresidente esecutiva della Repubblica, ad assumere tutti i poteri, doveri e facoltà del presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, e nel rigoroso rispetto" delle leggi.

"Sosteniamo pienamente il decreto di stato di agitazione esterna su tutto il territorio nazionale precedentemente firmato", ha annunciato il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino López, in un videomessaggio trasmesso dall'emittente statale VTV.

A cura di Eleonora Panseri
18:39

Moglie di un consigliere di Trump su X: "Presto toccherà alla Groenlandia"

Indignazione e polemiche dopo un post pubblicato su X da Katie Miller, podcaster e moglie di Stephen Miller, consigliere per la sicurezza interna degli Stati Uniti, uno dei più stretti collaboratori di Donald Trump. Nel post si vede l'immagine della Groenlandia coperta dalla bandiera americana e la scritta ‘soon', ‘presto'.

L'immagine ha raggiunto 17 milioni di visualizzazioni. L’ambasciatore di Copenaghen negli Stati Uniti, Jesper Møller Sørensen, ha ripubblicato il post di Miller con un “promemoria amichevole” dei legami di lunga data tra i due paesi. “Siamo stretti alleati e dovremmo continuare a lavorare insieme come tali.

La sicurezza degli Stati Uniti è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca. La Groenlandia fa già parte della NATO”, ha affermato. “Il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti lavorano insieme per garantire la sicurezza nell’Artico”. E ha concluso: "Sì, ci aspettiamo il pieno rispetto dell'integrità territoriale del Regno di Danimarca".

A cura di Eleonora Panseri
18:27

Venezuela, ministro della Difesa: "Chiediamo il ritorno immediato di Maduro"

Il ministro della Difesa venezuelano, Vladimir Padrino López, ha chiesto oggi il "ritorno immediato" del deposto presidente Nicolás Maduro e di sua moglie Cilia Flores, dopo la loro cattura da parte degli Stati Uniti. Lo riporta la Cnn.

"Chiediamo il ritorno di Maduro e della First lady", ha dichiarato López in una conferenza stampa. "Questo è un atto di aggressione contro il legittimo presidente del Venezuela e la First lady", ha aggiunto.

L'esercito venezuelano ha inoltre denunciato l'assassinio "a sangue freddo" delle guardie incaricate della protezione di Nicolas Maduro, durante l'operazione che ha portato i militari americani a catturare il presidente.

A cura di Eleonora Panseri
18:15

Rubio: "Rodriguez non è presidente legittima del Venezuela"

Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ritiene che la presidente ad interim Delcy Rodríguez non sia "la presidente legittima del Venezuela" poiché gli Stati Uniti non ritengono legittimo il regime attualmente al potere.

In una delle sue interviste tv, Rubio ha spiegato di capire che oggi in Venezuela ci sono persone "che sono quelle che possono effettivamente apportare dei cambiamenti". Ma ha precisato che questo è diverso dal riconoscere la legittimità del governo venezuelano, che deriverà da un periodo di transizione e da un'elezione.

A cura di Eleonora Panseri
18:00

Pd: "Azione militare Usa in Venezuela viola il diritto internazionale"

"L'azione militare statunitense in Venezuela viola il diritto internazionale, rappresenta un precedente molto pericoloso per gli equilibri internazionali e peraltro viene rivendicata esplicitamente come occasione per sfruttare il petrolio venezuelano. Trump poi ha chiaramente delegittimato l' opposizione democratica a Maduro, che in questi anni si e' battuta coraggiosamente contro il regime. Servirebbero parole forti e chiare dell'Italia e dell'Unione Europea che ancora una volta non abbiamo ascoltato. La subalternita' a Trump non fa il bene del nostro Paese e dell'Europa". Così in una nota Andrea De Maria, deputato Pd.

A cura di Giulia Casula
17:41

Dichiarazione congiunta di Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay: "Profonda preoccupazione"

È stato diffuso dai Governi di Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay, un comunicato congiunto sui "fatti avvenuti in Venezuela" nelle scorse ore.

"Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione e il nostro rifiuto di fronte alle azioni militari eseguite unilateralmente nel territorio del Venezuela, che contravvengono a principi fondamentali del diritto internazionale, in particolare il divieto dell’uso e della minaccia della forza, il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati, sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite", si legge.

Nella dichiarazione si parla inoltre di "precedente estremamente pericoloso per la pace e la sicurezza regionale e mettono a rischio la popolazione civile" e gli Stati ribadiscono che "la situazione in Venezuela deve essere risolta esclusivamente attraverso vie pacifiche, mediante il dialogo, la negoziazione e il rispetto della volontà del popolo venezuelano in tutte le sue espressioni, senza ingerenze esterne e nel rispetto del diritto internazionale".

"Riaffermiamo che solo un processo politico inclusivo, guidato dalle venezuelane e dai venezuelani, può condurre a una soluzione democratica, sostenibile e rispettosa della dignità umana", aggiungono.

"Riaffermiamo il carattere dell’America Latina e dei Caraibi come zona di pace, costruita sul rispetto reciproco, sulla soluzione pacifica delle controversie e sulla non ingerenza, e rivolgiamo un appello all’unità regionale, al di là delle differenze politiche, di fronte a qualsiasi azione che metta a rischio la stabilità regionale", prosegue il comunicato.

I Governi firmatari della dichiarazione esortano il Segretario Generale delle Nazioni Unite e gli Stati membri dei pertinenti meccanismi multilaterali "a fare uso dei loro buoni uffici per contribuire alla de-escalation delle tensioni e alla salvaguardia della pace regionale".

Infine, manifestano la preoccupazione "di fronte a qualsiasi tentativo di controllo governativo, di amministrazione o di appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche, che risulta incompatibile con il diritto internazionale e minaccia la stabilità politica, economica e sociale della regione".

A cura di Eleonora Panseri
17:30

Lupi (Nm): "Ora garantire transizione democratica e tutelare sicurezza cittadini italiani in Venezuela"

"Tutelare la sicurezza dei nostri concittadini, assicurare lo stato di diritto e garantire la sovranità del Venezuela: questo è il compito della comunità internazionale per guidare una transizione che sia effettivamente democratica". Lo ha detto il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi.

A cura di Giulia Casula
16:49

Dopo il Venezuela anche Cuba nel mirino Usa? Rubio: "È un grosso problema"

"Il governo cubano è un grosso problema. Penso che siano in grossi guai". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio rispondendo a chi gli chiedeva se dopo il Venezuelac'è Cuba nel mirino degli Stati Uniti. "Non parlo di quali saranno i nostri prossimi passi e quali saranno le nostre politiche su questo. Ma non penso che sia un mistero il fatto che non siamo dei grandi fan del regime cubano", ha spiegato Rubio. Le sue parole fanno eco agli avvertimenti lanciati da Donald Trump nelle scorse ore.

A cura di Giulia Casula
16:46

Salvini: "Nessuno avrà nostalgia di Maduro ma per la Lega strada maestra è diplomazia"

"Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo. Detto questo, per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro. Illuminanti al proposito le parole del Papa, che chiede di garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto". Così sui social il leader della Lega Matteo Salvini.

A cura di Giulia Casula
16:27

Magi: "Sul Venezuela l'Italia cambia sua storica posizione, Meloni chiarisca"

"È davvero grave che Giorgia Meloni avalli l'operazione di Trump che ha portato al blitz di Caracas e all'arresto di Maduro, che con tutta evidenza è stata fatta senza alcuna base giuridica e in violazione delle norme internazionali. Tutti condanniamo il regime che in questi anni ha affamato il popolo venezuelano, ma l'Italia è ancorata al rispetto del diritto internazionale: le parole di Trump, che svelano come sia stata una operazione per la conquista degli asset petroliferi, smontano la grottesca nota di Palazzo Chigi sul legittimo interesse difensivo". Lo scrive su Facebook il segretario di +Europa Riccardo Magi. "Visto che si tratta di un cambio storico della posizione dell'Italia sul rispetto del diritto internazionale e dei trattati che il nostro Paese ha sottoscritto dalla fine della seconda Guerra Mondiale in poi, è necessario che Meloni venga in aula quanto prima a chiarire in che modo la politica estera dell'Italia è cambiata e se, per servilismo, è allineata in tutto e per tutto a quella di Trump invece che a quella dell'Ue e dei partner europei, come sta lentamente accadendo con l'Ucraina", conclude.

A cura di Giulia Casula
15:36

Rubio dice che gli Stati Uniti non sono in guerra con il Venezuela ma con i narcotrafficanti

Gli Stati Uniti non sono in guerra con il Venezuela ma stanno conducendo una offensiva contro le organizzazioni del narcotraffico. Lo ha dichiarato il segretario di Stato statunitense Marco Rubio intervenendo al programma Meet the Press di NBC News. "Non c'è una guerra. Siamo in guerra contro le organizzazioni del traffico di droga. Non è una guerra contro il Venezuela", ha affermato, spiegando che Washington sta facendo rispettare le leggi americane in materia di sanzioni petrolifere. Il segretario di Stato ha precisato che le autorità statunitensi colpiscono esclusivamente entità già sanzionate. "Abbiamo sanzionato delle entità, andiamo in tribunale, otteniamo un mandato e sequestriamo quelle navi cariche di petrolio. E questo continuerà", ha detto. Rubio ha inoltre sottolineato che tali operazioni prendono di mira organizzazioni criminali transnazionali, citando il cosiddetto Cartello de Los Soles. "Ci riserviamo il diritto di colpire le barche del narcotraffico che portano droga verso gli Stati uniti e che sono gestite da organizzazioni criminali transnazionali, incluso il Cartel de los Soles", ha dichiarato. "Il leader di quel cartello è ora sotto custodia negli Stati uniti e sta affrontando la giustizia americana nel distretto sud di New York, ed è Nicolas Maduro", ha affermato. "Abbiamo fatto grandi progressi da questo punto di vista", ha detto ancora.

A cura di Giulia Casula
15:28

Rubio: "Pronti a lavorare con leader in Venezuela se faranno la scelta giusta"

Gli Stati Uniti sono pronti a lavorare con i leader che restano in Venezuela se prenderanno "la decisione giusta", ha dichiarato oggi il segretario di Stato Marco Rubio dopo la cattura di Nicolas Maduro. "Giudicheremo tutto in base a ciò che faranno, e vedremo cosa faranno", ha detto nel corso del programma "Face the Nation" di Cbs News. "Di questo sono certo: se non prenderanno la decisione giusta, gli Stati Uniti manterranno molteplici leve di pressione" nei confronti di Caracas, ha aggiunto.

A cura di Giulia Casula
14:30

Netanyahu: "Israele sostiene azione di Trump in Venezuela"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rinnovato oggi il "sostegno" del suo governo alla "decisione risoluta e all'azione determinata degli Stati Uniti" in Venezuela. "In America Latina, diversi paesi stanno tornando nell'orbita americana e rinnovando i loro legami con lo Stato di Israele. Accogliamo con favore, congratuliamo il presidente (Donald) Trump e salutiamo anche le forze armate americane che hanno condotto un'operazione perfetta", ha detto durante la riunione domenicale del governo.

A cura di Giulia Casula
14:03

Tajani: "Lavoriamo per liberazione italiani detenuti, senza Maduro speriamo di riportare Trentini"

In Venezuela "stiamo seguendo minuto per minuto l'evolversi della situazione. Abbiamo invitato i nostri connazionali alla massima prudenza e stiamo lavorando anche per vedere cosa si può fare per la liberazione degli italiani detenuti, compreso il cooperante Trentini". Lo ha affermato al Tg2 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Speriamo che con il cambio di regime e con l'andata via di Maduro si possa riuscire a riportarli a casa", ha aggiunto.

A cura di Giulia Casula
13:30

Ruffino (Azione): "Da Meloni grave errore appoggiare gli Usa. Ora è Venezuela, domani Groenlandia?"

"L'aggressione di Donald Trump al Venezuela è un sigillo messo alla fine dell'ordine internazionale e la delegittimazione definitiva dei grandi organismi di garanzia. Il pianeta è stracolmo di dittatori, autocrati, despoti e satrapi. Se per ciascuno di essi si deve muovere una guerra significa portare il mondo verso il baratro. Tutti conosciamo, e i venezuelani meglio di chiunque altro, il regime violento e sanguinario di Maduro e della cricca di cui era circondato. Il suo arresto insieme alla moglie è solo il primo atto di una vicenda che minaccia di portare a spargimenti di sangue se il resto del regime dovesse decidere di non arrendersi". Così afferma in una nota la parlamentare di Azione, Daniela Ruffino. "L'Unione europea è stata colta di sorpresa e le reazioni alla vicenda fotografano governi divisi e incerti sul da fare. Se Francia e Spagna hanno condannato l'azione militare, Merz ha scelto di prendere tempo prima di giudicare. Giorgia Meloni sì è distinta da tutti riconoscendo legittimo l'intervento americano. Di questo passo l'Italia dovrà riconoscere legittimo il possibile intervento a Teheran o l'occupazione del suolo europeo in Groenlandia. A mio giudizio è un grave errore perché mette in mostra una sudditanza insieme politica e psicologica rispetto al progetto trumpiano di scuotere gli equilibri geopolitici ormai privi di una copertura giuridica. Meglio, molto meglio raccordarsi con gli altri governi europei per una valutazione sulle conseguenze che l'azione di Trump potrebbe avere sugli interessi dell'Unione"

A cura di Giulia Casula
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