
L'informativa di Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino durante il corteo per l'Askatasuna. Il governo, dopo il vertice a Palazzo Chigi, ha invitato le opposizioni a una "stretta collaborazione istituzionale" dando mandato ai "capigruppo di maggioranza" di "proporre la presentazione di una risoluzione unitaria in tema di sicurezza.
Nell'appello Meloni ha citato la segretaria del Pd Elly Schlein che aveva chiesto alla premier di evitare "strumentalizzazioni". Finora la richiesta della maggioranza è stata accolta con freddezza dal centrosinistra, che ha fatto saper di non voler riconoscere alcuna delega in bianco per una nuova stretta repressiva.
Secondo le opposizioni il tema centrale è, piuttosto, capire cosa non ha funzionato nella gestione dell'ordine pubblico a Torino ed individuare le eventuali responsabilità del ministro dell'Interno.
Schlein: "Ho chiamato Meloni, ho chiesto di non strumentalizzare violenze di Torino"
"Noi la violenza politica la condanniamo sempre, senza se e senza ma, da qualunque parte provenga. A differenza chi di chi nelle settimane scorse ha strumentalizzato, colpendo i giudici, la vicenda dei bambini nel bosco, ma non ha detto una parola su un bambino di 5 anni arrestato e utilizzato in Minnesota per far arrestare la madre. E se il tema è il colore della pelle, quello si chiama razzismo, è un'altra cosa". Lo ha detto Elly Schlein a Di Martedì su La7. "Abbiamo assistito a una dimostrazione dell'irresponsabilità di chi fa passare appunto migliaia di manifestanti tutti come violenti, la sinistra come violenta. Abbiamo chiesto – io ho chiamato la Presidente del Consiglio per questo – di non strumentalizzare, perché davanti a fatti gravi come questi, alla violenza politica, le istituzioni devono unire, non devono dividere come stanno facendo".
Paita (IV): "Sulla sicurezza bluff di Meloni, vogliono dividerci"
"Italia Viva sta dalla parte delle forze dell'ordine, senza se e senza ma, e condanna con la massima nettezza le violenze accadute a Torino", ha detto Raffaella Paita (Italia Viva) al termine della conferenza dei capigruppo. La senatrice ha detto che l'appello all'unità lanciato dalla premier Giorgia Meloni "era un bluff", come dimostrato proprio dalla capigruppo. "Hanno voluto tenere due atteggiamenti distinti tra Camera e Senato: se ci fosse stata coerenza avrebbero previsto comunicazioni o informative in entrambi i rami del Parlamento", ha spiegato. Invece la maggioranza "non è arrivata con documenti che tenessero conto delle posizioni delle opposizioni, ma ha lavorato in modo cosciente per dividere". Domani il partito di Matteo Renzi porterà le sue posizioni: "Condanna netta delle violenze e la constatazione che in Italia c'è un problema di sicurezza grande come una casa. Chi ha ucciso Aurora e Alessandro non avrebbe dovuto essere libero o avrebbe dovuto essere fuori dal Paese. A parole si riempiono la bocca di sicurezza, nei fatti hanno reso l'Italia un colabrodo".
La Russa è deluso dai capi gruppo: "Non ci sono state le basi per una risoluzione comune"
"È una una delle rarissime volte in cui sono deluso della riunione dei presidenti dei gruppi, perché l'importanza della vicenda era tale da spingere tutti verso un calendario condiviso al 100 per cento", ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa. "È stata mia premura cercare di rendere il documento assolutamente condivisibile, fondato esclusivamente su principi generali, quali quello della solidarietà alle forze dell'ordine e la necessità di rafforzarne efficienza, capacità, sia in termine normativo che economico", un testo che "non anticipasse in nessuna misura, eventuali contenuti del decreto Sicurezza, ma che fosse di principio sulla necessità di dare solidarietà alle forze dell'ordine e di prevederne una ulteriore capacità operativa migliore in termini normativi e in termini economici". Tuttavia, "purtroppo non c'è stata la possibilità neanche su questo documento di trovare i presupposti per dire sì quantomeno alla comunicazione".
Il ministro Ciriani: "La discussione sulle comunicazioni dipende da difficoltà del centrosinistra"
Nel corso della riunione dei capigruppo "c'è stata la volontà da parte della maggioranza, con il consenso del governo, di arrivare a una comunicazione" in Aula del ministro Piantedosi e non a un'informativa, "perché i fatti di Torino sono troppo gravi e troppo seri per una semplice informativa. Sono 108 i poliziotti feriti, si tratta di un attacco brutale alle forze dell'ordine e quindi è necessario, secondo il governo e secondo la maggioranza, che ci sia un documento votato dal Parlamento, in questo caso dal Senato". Questa la spiegazione del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo. E sul rifiuto delle opposizioni di una risoluzione unitaria: "La discussione sulle comunicazioni secondo me nasconde difficoltà all'interno del centrosinistra. Il governo ha tutta l'intenzione, anche con il prossimo decreto, di difendere il diritto di manifestare. Ma il diritto di manifestare liberamente non è il diritto di mettere a soqquadro e di devastare le nostre città".
Meloni: "Serve chiarezza da parte di tutti, ho ascoltato le parole di Schlein: speriamo"
"Serve chiarezza da parte di tutti e serve un impegno comune, che è quello che ho proposto, quando ci sarà un dibattito in Parlamento con il ministro Piantedosi, a tutti i partiti anche dell'opposizione. Ho ascoltato la segretaria del Pd" Elly Schlein "che diceva che le istituzioni devono essere unite. Speriamo". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al programma Farwest in onda questa sera alle 21:20 su Rai3.
Sulla sicurezza niente risoluzione unitaria, le opposizioni lavorano a un testo condiviso
"Lavoreremo per definire una risoluzione unitaria" delle opposizioni, ha detto il capogruppo del Movimento 5 stelle al Senato Stefano Patuanelli. "Noi siamo disponibili a lavorare con tutte le opposizioni per un testo unitario". Questa sarebbe la possibile risposta alla scelta del centrodestra di forzare le comunicazioni domani, obbligando a stilare delle risoluzioni.
Boccia (Pd) critica il cambio di linea sull'intervento Piantedosi: "Usano sicurezza come clava politica"
"C'è il tentativo di usare la sicurezza come clava politica contro l'opposizione, è vergognoso. Trasformano una tragedia in una brutta propaganda politica". Lo ha detto il capogruppo Pd Francesco Boccia al termine della capigruppo al Senato che ha optato per le comunicazioni del ministro Piantedosi sui fatti di Torino.
Cosa cambia con le comunicazioni al posto dell'informativa
Visto che il ministro Piantedosi svolgerà delle comunicazioni al Senato sugli scontri a Torino il 31 gennaio le cose andranno diversamente rispetto a oggi. Quando c'è un'informativa, dopo l'intervento del ministro i partiti prendono la parola per replicare e il confronto si chiude così.
Quando ci sono delle comunicazioni, invece, dopo la risposta dei partiti ci può essere una replica del ministro interessato. Tutte le forze politiche presentano poi una risoluzione, con cui chiedono al governo di prendere certe posizioni sul tema di cui si sta parlando; e infine le risoluzione vengono votate. Così, il centrodestra potrà ‘sfidare' le opposizioni ad approvare una mozione unitaria sul tema della sicurezza, come chiesto da Giorgia Meloni.
Piantedosi domani al Senato per comunicazioni su Torino: si voteranno risoluzioni
Alla fine il centrodestra ha cambiato idea: domani il ministro dell'Interno Piantedosi interverrà nell'aula del Senato attraverso delle comunicazioni sui fatti di Torino al termine delle quali si potranno, quindi, votare delle risoluzioni. Alla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, chiamata proprio a stabilire se Piantedosi dovesse svolgere un'informativa (come avvenuto oggi alla Camera, dunque senza voti) o delle comunicazioni, le opposizioni hanno votato contro. Quindi la decisione dovrà essere ufficializzata domani da un voto dell'Aula.
Il generale Rapetto spiega a Fanpage cosa è andato storto a Torino: "Dalla polizia più muscoli che cervello"
Umberto Rapetto, generale della Guardia di finanza, ha commentato a Fanpage.it gli scontri del 31 gennaio a Torino: "Il fatto stesso che un operatore di polizia si sia ritrovato isolato e in balia della folla è la dimostrazione plastica di un fallimento", la "la dimostrazione dell'impreparazione che regna in certi contesti", da parte del singolo e del gruppo. Rapetto ha parlato anche delle misure che il governo sta preparando in materia di manifestazioni: "Serve addestramento, serve testa, non muscoli e scudi penali".
Magi (+Europa): "Non siete stati pronti, norme per prevenire violenza ci sono ma bisogna saperle usare"
"Tutti aspettavano un esercito di antagonisti violenti, la verità è che non eravate pronti. Eravate molto pronti a commentare con i cellulari, a chiedere norme speciali. Ma ci sono già norme di prevenzione, se c'è la volontà e la capacità di utilizzarle. Ministro, lei non è un magistrato: deve darci risposte sulla gestione dell'ordine pubblico", ha detto il segretario di +Europa Riccardo Magi. Che poi ha criticato il ministro Piantedosi, che in quel momento rideva: "Abbiamo un ministro che viene qui a ridere in faccia alle opposizioni. Ma le sembra il modo adeguato di affrontare un argomento così delicato nel momento in cui si chiede collaborazione alle opposizioni?". Poi ha concluso: "Se dice che i ‘cosiddetti manifestanti pacifici' sono complici dei violenti, allora siamo terrorizzati da come vorrà usare queste norme speciali che chiede di introdurre".
Bonelli (Avs): "I teppisti sono nostri nemici e vostri amici, irresponsabile parlare degli anni di piombo"
Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra ha iniziato esprimendo solidarietà agli agenti e ai manifestanti feriti. Poi ha accusato il ministro dell'Interno Piantedosi di "alzare il livello dello scontro" parlando come a un comizio di partito: "Non può usare le divise dei poliziotti, che indossano con orgoglio, per fare propaganda". "Oggi ha attaccato una forza politica pacifista, nonviolenta e democratica". E ha continuato: "La stagione vera dell'eversione, degli anni di piombo, usare impropriamente questo linguaggio è irresponsabile. O non ha memoria storica, è in malafede". "Voi sapete chi è che va a fare questi scontri, ma gliel'avete consentito". Bonelli ha poi ricordato la manifestazione del Msi del 12 aprile 1973 durante cui venne ucciso un poliziotto: "Ad aprire il cordone c'era Ignazio La Russa". E ha concluso: "Quei teppisti sono nostri nemici, sono vostri amici. Se c'è una complicità, è la complicità con voi. Noi la democrazia la difendiamo".
Appendino a Piantedosi: "Anarchici sono vostri alleati, fa schifo usare loro violenza per vostri comodi"
"A me la violenza anarchica fa ribrezzo", ha detto la deputata ed ex sindaca di Torino Chiara Appendino. "Ho sgomberato un covo di anarchici dove facevano bombe. Il prezzo è stato che vivo ancora sotto scorta. Prima di lanciare accuse infamanti di connivenza tra queste persone e il Movimento 5 stelle dovreste rispettare le battaglie di chi ha avuto il coraggio". Appendino ha detto che lo sgombero di Askatasuna era "inevitabile", e che non ha preso parte alla manifestazione: "Ma quella piazza non è quella che ha detto lei. C'erano famiglie e bambini, era un corteo pacifico. Poi c'era quella schifezza, i violenti. Ma criminalizzare un intero gruppo di persone è pericoloso perché li allontana dallo Stato e li avvicina a chi è davvero violento". E ha concluso: "Gli anarchici sono i vostri migliori alleati. Loro creano il caos e voi lo usate per varare misure liberticidi. Ma fa schifo usare la violenza anarchica per i vostri comodi".
Molinari accusa apertamente la sinistra di dare "copertura politica e morale" alle violenze
Riccardo Molinari, capogruppo della Lega a Montecitorio, è partito dai fatti di Torino per attaccare apertamente le opposizioni: "Ogni volta che in questi anni abbiamo portato avanti proposte sulla sicurezza siamo stati accusati dalla sinistra di volere uno Stato di polizia. Questi provvedimenti servono a garantire la sicurezza anche dei manifestanti pacifici". E ha chiesto ai partiti del centrosinistra di non dare "copertura politica e morale che garantisce l'idea di essere tutelati a quei soggetti che devastano le città e aggrediscono le forze dell'ordine. Se vogliamo davvero creare un clima per lavorare tutti insieme, rescindere questo filo con chi si ricollega a ideologie violente sconfitte dalla storia".
Mauri (Pd) contro Piantedosi: "Usa fatti gravi per propaganda"
"Ho sperato fino all'ultimo che avrei sentito parole di responsabilità dal ministro Piantedosi. Ma quello che ho sentito ancora una volta mi ha completamente disilluso. È venuto qui ancora un volta non a richiamare all'unità di intenti, se non in modo ipocrita, ma per fare propaganda e strumentalizzare un fatto gravissimo", ha detto il deputato democratico Matteo Mauri, che ha ringraziato "le forze dell'ordine. Le persone si fidano di loro, non sono per nulla sicuro che ci si possa fidare di voi. Usate ogni occasione per strumentalizzare persone perbene che manifestano in modo democratico, parlandone come se fossero tutti dei delinquenti. Noi siamo qui a difendere le persone che fanno vivere la democrazia e che voi invece criminalizzate, come provate a farlo per intere forze politiche".
Montaruli (FdI) attacca i manifestanti pacifici: "Se sai che c'è violenza, non vai alla manifestazione"
"Con i violenti non si scende a patti", ha detto Augusta Montaruli, deputata di Fratelli d'Italia, in Aula. "Se sai che quella manifestazione ha come scopo la violenza allora a quella manifestazione non ci vai: vai a esprimerle in altre piazze con altri organizzatori non chi fa passare avanti chi è armato di martelli per colpire le forze dell'ordine. O se ci vai sei o irresponsabile o ingenuo. Ma queste cose non devono avere spazio quando c'è l'eversione. Su questo punto si deve ritrovare l'Aula. Bisogna rompere con chi vuole rompere, questo è il punto su cui tutti ci dobbiamo trovare". E ancora: "Ora, avendo fatto il governo tutto il possibile, la credibilità la deve recuperare la magistratura", ha aggiunto, sollevando proteste nell'opposizione.
Il ministro accusa i manifestanti che hanno sfilato pacificamente a Torino di complicità con i violenti
"I disordini di sabato confermano il vero volto degli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente, talvolta anche grazie a coperture politiche ben identificabili", ha detto Piantedosi, equiparando di fatto le 50mila persone che hanno manifestato pacificamente al gruppo di violenti responsabile dei disordini. "Credo che chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità" ha aggiunto il ministro. Applausi e parlamentari del centrodestra in piedi quando il ministro ha parlato di "coperture politiche".
La Procura di Torino apre un'indagine per devastazione per gli scontri del 31 gennaio
La procura di Torino ha formalmente aperto un fascicolo d'indagine per devastazione, riguardo agli scontri avvenuti il 31 gennaio. L'ipotesi di reato è a carico di ignoti, al momento. Per singoli episodi segnalati dalla Digos ci sono già 24 persone indagate. Tre manifestanti sono stati arrestati in flagranza, e stanno aspettando l'eventuale convalida: uno di loro, stando ai filmati raccolti, avrebbe fatto parte del gruppo che ha aggredito un agente di polizia.
Piantedosi attacca i manifestanti: "Dinamiche da terrorismo, ricordano squadristi del passato"
"Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti", ha dichiarato Piantedosi in Aula. "È possibile dire che stiamo registrando un innalzamento del livello dello scontro che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato" ha aggiunto.
Piantedosi: "A lavoro su fermo per soggetti pericolosi e tutela per gli agenti"
"Stiamo lavorando all'introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l'azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini", ha dichiarato Piantedosi. "Strumenti del genere, del resto, sono presenti in alcuni ordinamenti europei senza che nessuno gridi all'attentato alla democrazia", ha proseguito. "E pensare che queste misure oggi vengono criticate da chi attribuisce gli incidenti esclusivamente ad asseriti deficit di prevenzione e non, come avvenuto, ad una precisa determinazione criminale di chi ha posto in essere le violenze. Ed ancora, pensiamo a norme in grado di salvaguardare non solo gli agenti vittime di aggressioni, ma anche tutti i cittadini, senza per questo creare scudi di tipo immunitari", ha aggiunto. Per Piantedosi, "uno Stato che non si predisponesse a proteggere la sicurezza dei suoi cittadini e che non si facesse carico di tutelare adeguatamente le Forze di polizia preposte a garantirla, verrebbe meno alla sua funzione più importante. In uno Stato costituzionale di diritto come l'Italia, le Forze di polizia sono un baluardo della democrazia e della libertà. Esse non chiedono immunità, ma non devono essere bersagli mobili della delinquenza e devono anche poter operare senza essere gravate da una costante e sistematica presunzione di colpevolezza".
Piantedosi rivendica la gestione dell'ordine pubblico a Torino: "Grande lavoro, evitati danni più gravi"
Il "grande lavoro svolto ha evitato che si verificassero danni ben più gravi che erano nei programmi dei manifestanti, riducendo, altresì, il fronte degli aggressori violenti", ha detto Piantedosi rivendicando la gestione dell'ordine pubblico a Torino."Il Ministero dell'Interno aveva disposto l'invio di una rilevante aliquota di rinforzo – circa 1.000 unità dei Reparti delle Forze di Polizia – e, nello stesso tempo, sono state disposte attente misure di controllo del territorio e monitoraggio delle stazioni ferroviarie, dell'aeroporto, dei caselli autostradali e dei valichi di frontiera proprio per intercettare, con il supporto delle attività informative delle Autorità di Polizia dei luoghi di partenza, l'arrivo di soggetti noti per precedenti specifici" ha spiegato.
Il bilancio dei fatti a Torino: 108 feriti, 27 fermati, 3 arresti
"Il bilancio degli incidenti è di 108 feriti tra gli operatori delle Forze dell'ordine, di cui 96 della Polizia di Stato, 5 dei Carabinieri e 7 della Guardia di Finanza. All'esito di una primissima attività d'indagine, subito avviata e tuttora in corso, sono state sottoposte a fermo 27 persone, 24 delle quali denunciate per resistenza a pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell'autorità", lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, illustrando alla Camera l'informativa del Viminale sui fatti avvenuti a Torino il 31 gennaio. "Tre persone sono state tratte in arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale – ha proseguito -. Tra di esse anche un ventiduenne che, dall'analisi dei filmati acquisiti, risulta aver partecipato all'aggressione dell'agente di polizia e alla sottrazione al medesimo dello scudo e della maschera antigas, motivo per il quale il giovane è stato anche denunciato per rapina in concorso". "Ai denunciati è stato, altresì, sequestrato materiale usato negli scontri come chiavi inglesi, coltelli, sassi, e indumenti per il travisamento – ha evidenziato ancora Piantedosi -. Ovviamente proseguono le indagini della Digos di Torino finalizzate a individuare e ad assicurare alla giustizia anche gli altri responsabili delle violenze".
Piantedosi: "Askatasuna occupazione abusiva durata trent'anni"
"Come sapete, lo scorso sabato si è svolta a Torino una manifestazione di carattere nazionale, promossa dagli esponenti dell'antagonismo locale per esprimere solidarietà al centro sociale ‘Askatasuna'. È appena il caso di sottolineare che il centro sociale, dopo essersi caratterizzato per 30 anni di illegalità e di violenze perpetrate in tutta Italia, il 18 dicembre scorso è stato finalmente sgomberato, ponendo fine all'occupazione abusiva di un immobile di proprietà pubblica troppo a lungo tollerata", ha dichiarato il titolare del Viminale. Alla manifestazione di sabato a Torino "hanno aderito anche il movimento Pro-Pal in solidarietà a Mohammed Hannoun, personaggio recentemente e tuttora incarcerato in quanto gravemente indiziato di coinvolgimento nel reato di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, nonché esponenti del partito Avs", ha aggiunto.
Piantedosi esprime solidarietà agli agenti feriti nel corteo a Torino, applausi in Aula
Il ministro ha esordito esprimendo solidarietà agli agenti feriti al corte per Askatasuna a Torino. Lungo l'applauso di tutta l'Aula. "Consentitemi innanzitutto di esprimere, anche in questa sede, a nome mio e di tutto il Governo, la solidarietà agli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino e, attraverso loro, a tutti gli appartenenti alle Forze di polizia impegnati nel difficilissimo compito di tutela dell'ordine pubblico", ha dichiarato.
Inizia l'informativa del ministro Piantedosi alla Camera
Inizia l'informativa del ministro Piantedosi alla Camera sui fatti di Torino. Quella al Senato, prevista per oggi alle 16, è rimandata. La nuova data e la modalità verranno discusse in una capigruppo convocata per le 15 a Palazzo Madama.
Cosa vuole fare il governo dopo gli scontri a Torino: il nuovo decreto Sicurezza
Il governo sta usando gli scontri a Torino come pretesto per imprimere una nuova stretta securitaria. Giovedì prossimo il decreto Sicurezza dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri ma non è chiaro quali norme ne faranno parte. Restano in bilico infatti, il fermo preventivo fino a 12 ore per chi manifesta e la cauzione per gli organizzatori a garanzia di eventuali danni, che potrebbero trovare lo stop del Quirinale. Dovrebbero esserci invece le nuove regole sui coltelli, i limiti sui ricongiungimenti familiari e lo sgombero degli immobili occupati.
A che ora ci sarà l'informativa di Piantedosi sugli scontri di Torino
L'infomrativa del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi si terrà oggi, alle 14, nell'aula della Camera. L'appuntamento viene trasmesso in diretta sulla webtv e sul canale satellitare di Montecitorio anche nella traduzione della lingua dei segni. A decidere invece, i tempi e il tipo di presenza del ministro a Palazzo Madama (potrebbe trasformarsi in delle comunicazioni) sarà la conferenza dei capigruppo che si riunisce oggi alle 15.
Cos'è successo a Torino durante il corteo per l'Askatasuna
Il corteo per l'Askatasuna, che ha visto 50mila persone mobilitarsi contro lo sgombero dello storico centro sociale, si è concluso con un bilancio di almeno cento feriti. Un agente è stato aggredito da un gruppo di violenti staccatisi dal corteo e altri cinque sono stati ricoverati. Molti partecipanti che manifestavano in maniera pacifica sono stati picchiati, manganellati o lasciati a terra dalle forze dell'ordine. Un uomo di sessant'anni, Claudio Francavilla, è stato colpito durante le cariche dei poliziotti, riportando diverse ferite. Una troupe di giornalisti Rai ha subito una violenta aggressione da parte di alcuni antagonisti incappucciati. Insomma, da quanto emerso finora a Torino sembra esserci stata una gestione dell'ordine pubblico e della piazza completamente inadeguata.
Informativa di Piantedosi sugli scontri di Torino, le notizie in diretta
In diretta l'informativa del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino, dove al corteo per l'Askatasuna un agente è stato percosso e preso a calci da un gruppo di violenti incappucciati, mentre alcuni manifestanti (pacifici) sono stati percossi e manganellati da parte delle forze dell'ordine. Tra le vittime un signore anziano, ferito, è stato lasciato a terra dagli agenti nonostante le sue richieste d'aiuto.